11
nov
2007
ROMA - Con buona pace di Gianfranco Fini, Silvio Berlusconi non avrebbe potuto legittimare con più solennità la nascita de 'La Destra' di Francesco Storace. All'assemblea costituente del nuovo partito, il Cavaliere, - travolto da un tripudio d'abbracci e saluti (molti quelli romani) - si schiera senza timidezze. "Sarò felice quando sarete a pieno titolo nella coalizione di centrodestra - si espone - che non ho mai temuto, neppure per un attimo che il ritorno della destra a destra, potesse minare la compattezza della Cdl. Solo uniti si vince e sono qui anche per ricordarlo". "Noi noi ti tradiremo mai, non proveremo mai a scavalcarti. La Destra per te c'é e ci sarà sempre", ricambia grato Francesco Storace che oggi incassa un altro prestigioso credito con l'addio di Daniela Santanché ad An e il suo ingresso nella 'Destra' con il ruolo di portavoce. Gianfranco Fini non viene mai esplicitamente nominato da nessuno ma qui è il convitato di pietra. Gli spazi enormi del palazzo dei Congressi dell'Eur traboccano di militanti. Assunta Almirante benedice dalla platea. La fiaccola arde di nuovo nel simbolo e la platea canta: "Le nostre radici sono il nostro orgoglio".
Storace è raggiante, Berlusconi si commuove: "Mi avete fatto venire caldo al cuore, il mio batte all'unisono con il vostro e sono orgoglioso di dirvelo". "Ti vogliamo un mondo di bene", prosegue Storace nello scambio di amorosi sensi. Ci sarà tempo per capire come le fedelissime della Santanché che cantano l'inno della Destra ballando su tacchi vertiginosi, possano coabitare con i molti giovani militanti ancora attaccati ai riferimenti D'Antan: saluti romani, richiami al futurismo, citazioni di Evola, Ezra Pound, D'Annunzio. "Noi siamo nati per sostituire Alleanza nazionale che si vergogna di stare a destra, non per essere un partito alla destra di An", si infiamma il presidente Teodoro Buontempo. Partono i fischi rivolti a via della Scrofa, si levano i saluti romani anche se poco dopo Storace correggerà: "Non siamo nati per andare contro la casa da cui veniamo, ma contro Romano Prodi, che stando a ciò che Berlusconi promette, molto presto cadrà". L'assemblea va avanti, oggi si approveranno programma e statuto, parleranno dal palco Santanché e Storace, che a Berlusconi dice: "Sei una persona vera, non finta, non costruita". "Io per te provo stima ed amicizia - risponde il Cavaliere - se abbiamo avuto problemi li abbiamo sempre risolti guardandoci negli occhi con una grandissima lealtà".
Il Cavaliere tiene a battesimo la Destra e non dissimula di esserne fiero. Diverse fonti riferiscono che Berlusconi non avrebbe scoraggiato Daniela Santanché dal compiere il passo che fa dire ad Ignazio La Russa: "Il suo addio, per noi è un bene. Ci danneggiava". "Si devono dare una calmata - sibila Storace in risposta - perché senza i voti della Santanché quelli di An i ministri non li fanno piu". Poi, alla Santanché Storace riserva un eccentrico complimento che fa scattare la standing ovation in platea: "Che grande uomo sei, che uomo di valore, uno che le palle ce le ha e non di velluto. Se hai avuto coraggio? No, il coraggio ci vuole a restare in An...".
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Pubblicato
domenica 11 novembre
nella categoria News.
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