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	<title>Commenti a: ALTRO CHE NOVITA&#8217;</title>
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		<title>Di: cc</title>
		<link>http://www.storace.it/2008/04/22/altro-che-novita/comment-page-20/#comment-189273</link>
		<dc:creator>cc</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Apr 2008 14:12:43 +0000</pubDate>
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		<description>I troopo furbi con gli Hot-Link sono inculati!</description>
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		<title>Di: MAURO  BARONE</title>
		<link>http://www.storace.it/2008/04/22/altro-che-novita/comment-page-20/#comment-186795</link>
		<dc:creator>MAURO  BARONE</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Apr 2008 20:38:22 +0000</pubDate>
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		<description>33° anniversarsio della morte del camerata Sergio Ramelli

E’ il 13 marzo 1975,una ragazzo di 18 anni viene aggredito sotto casa. Due persone gli spapolano il cranio a colpi di chiave inglese. Muore dopo 47 giorni di agonia. Chi era la vittima e perché fù uccisa con tanta violenza? In che clima era maturato quell’omicidio così bestiale? Chi erano i carnefici: teppisti,killer professionisti,mafiosi? No,studenti universitari di medicina. Perché uccisero,allora? Forse accecati dall’ira,dalla gelosia o dalla paura? No,neppure conoscevano la loro vittima. Colpirono solo in nome dell’odio politico. Sergio Ramelli era un ragazzo come tanti altri,che viveva i suoi 18 anni diviso trà lo studio,la passione per il calcio,la fidanzata e…la politica. Frequentava l’stituto tecnico Molinari di Milano,quando fù bollato con il marchio di “fascista”. Erano gli anni Settanta,gli anni in cui vigeva la barbara legge “dell’antifascismo militante”, in base alla quale chiunque non professasse idee comuniste era considerato un nemico. Fù così che Sergio dovette subire un “processo popolare”nella sua scuola,indifeso dai professori,dal preside,dai suoi stessi compagni. Identificato,minacciato,inseguito,poi aggredito in un bar insieme al fratello,infine,atteso sotto casa,il 13 marzo 1975. Per colpirlo si era mosso un commando di dieci persone che neppure lo conoscevano,che utilizzarono una foto “segnaletica” scattata da un suo compagno di classe. Lo aggredirono mentre legava il motorino e gli sfondarono il cranio a colpi di chiave inglese. 47 giorni durò l’agonia di Sergio,in un’alternarsi di speranze e di paure,fino a quando alle 10 del mattino del 29 Aprile il suo cuore cessò di battere.Per quel giovane martire,rimasto vittima di una violenza assurda e sconvolgente,non fù però possibile celebrare un dignitoso funerale. Il ricatto della violenza rossa,la viltà delle autorità politiche,la cieca obbedienza delle forze dell’ordine arrivarono persino a proibire il corteo funebre. Uno sguardo ora agli assassini di Sergio Ramelli. Marco Costa,uccise materialmente Ramelli. Giuseppe Ferrari Bravo,anche lui uccise materialmente Ramelli. Luigi Montinari. Claudio Calosio. Claudio Scazza. Franco Castelli. Antonio Belpiede. Brunella Colombelli, indicò agli assassini il luogo e l’ora in cui colpire. Nessuno degli assassini di Sergio provò un benché minimo senso di orrore,di smarrimento o di pentimento dopo l’agressione. Fù solo per caso che, dieci anni dopo, nel corso di un processo a prima linea, saltò fuori un gruppo di pentiti che accusarono il servizio d’ordine di Avanguardia Operaia. Solo così,uno dopo l’altro, saltarono fuori i nomi dei responsabili e, trà essi anche quelli di “esponenti di spicco” di Democrazia Proletaria. Furono arrestati e confessarono, gettando nello sgomento giornalisti e uomini politici di sinistra. La Destra Sardegna vuole ricordare il camerata Sergio Ramelli,caduto sotto i colpi del vile nemico per la difesa delle proprie idee e  dei  propri irrinunciabili valori.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>33° anniversarsio della morte del camerata Sergio Ramelli</p>
<p>E’ il 13 marzo 1975,una ragazzo di 18 anni viene aggredito sotto casa. Due persone gli spapolano il cranio a colpi di chiave inglese. Muore dopo 47 giorni di agonia. Chi era la vittima e perché fù uccisa con tanta violenza? In che clima era maturato quell’omicidio così bestiale? Chi erano i carnefici: teppisti,killer professionisti,mafiosi? No,studenti universitari di medicina. Perché uccisero,allora? Forse accecati dall’ira,dalla gelosia o dalla paura? No,neppure conoscevano la loro vittima. Colpirono solo in nome dell’odio politico. Sergio Ramelli era un ragazzo come tanti altri,che viveva i suoi 18 anni diviso trà lo studio,la passione per il calcio,la fidanzata e…la politica. Frequentava l’stituto tecnico Molinari di Milano,quando fù bollato con il marchio di “fascista”. Erano gli anni Settanta,gli anni in cui vigeva la barbara legge “dell’antifascismo militante”, in base alla quale chiunque non professasse idee comuniste era considerato un nemico. Fù così che Sergio dovette subire un “processo popolare”nella sua scuola,indifeso dai professori,dal preside,dai suoi stessi compagni. Identificato,minacciato,inseguito,poi aggredito in un bar insieme al fratello,infine,atteso sotto casa,il 13 marzo 1975. Per colpirlo si era mosso un commando di dieci persone che neppure lo conoscevano,che utilizzarono una foto “segnaletica” scattata da un suo compagno di classe. Lo aggredirono mentre legava il motorino e gli sfondarono il cranio a colpi di chiave inglese. 47 giorni durò l’agonia di Sergio,in un’alternarsi di speranze e di paure,fino a quando alle 10 del mattino del 29 Aprile il suo cuore cessò di battere.Per quel giovane martire,rimasto vittima di una violenza assurda e sconvolgente,non fù però possibile celebrare un dignitoso funerale. Il ricatto della violenza rossa,la viltà delle autorità politiche,la cieca obbedienza delle forze dell’ordine arrivarono persino a proibire il corteo funebre. Uno sguardo ora agli assassini di Sergio Ramelli. Marco Costa,uccise materialmente Ramelli. Giuseppe Ferrari Bravo,anche lui uccise materialmente Ramelli. Luigi Montinari. Claudio Calosio. Claudio Scazza. Franco Castelli. Antonio Belpiede. Brunella Colombelli, indicò agli assassini il luogo e l’ora in cui colpire. Nessuno degli assassini di Sergio provò un benché minimo senso di orrore,di smarrimento o di pentimento dopo l’agressione. Fù solo per caso che, dieci anni dopo, nel corso di un processo a prima linea, saltò fuori un gruppo di pentiti che accusarono il servizio d’ordine di Avanguardia Operaia. Solo così,uno dopo l’altro, saltarono fuori i nomi dei responsabili e, trà essi anche quelli di “esponenti di spicco” di Democrazia Proletaria. Furono arrestati e confessarono, gettando nello sgomento giornalisti e uomini politici di sinistra. La Destra Sardegna vuole ricordare il camerata Sergio Ramelli,caduto sotto i colpi del vile nemico per la difesa delle proprie idee e  dei  propri irrinunciabili valori.</p>
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		<title>Di: Nando</title>
		<link>http://www.storace.it/2008/04/22/altro-che-novita/comment-page-20/#comment-186690</link>
		<dc:creator>Nando</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Apr 2008 19:46:25 +0000</pubDate>
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		<description>dove è finita l&#039;immagine che c&#039;era ieri qui? l&#039;ho trovata interessante anche per il suo significato simbolico</description>
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		<title>Di: diego</title>
		<link>http://www.storace.it/2008/04/22/altro-che-novita/comment-page-20/#comment-186141</link>
		<dc:creator>diego</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Apr 2008 14:28:19 +0000</pubDate>
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		<description>grande web master...grande storace..grande sirvio...grande destra...grande italia...grandi tutti....cmq..bella figura di cacca...ora la signora francesco storace è più famosa di paris hilton...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>grande web master&#8230;grande storace..grande sirvio&#8230;grande destra&#8230;grande italia&#8230;grandi tutti&#8230;.cmq..bella figura di cacca&#8230;ora la signora francesco storace è più famosa di paris hilton&#8230;</p>
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		<title>Di: andrea</title>
		<link>http://www.storace.it/2008/04/22/altro-che-novita/comment-page-20/#comment-185919</link>
		<dc:creator>andrea</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Apr 2008 10:20:09 +0000</pubDate>
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		<description>Bravi l&#039;avete tolta, come mai è successa una cosa tanto spiacevole????</description>
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