
"Apprendiamo con sdegno che i deputati del PdL stanno litigando per una trattenuta equivalente a 10 euro a votazione. Si vergognino di fronte a un Paese in cui milioni di famiglie vivono sotto la soglia di povertà. Mai come adesso siamo orgogliosi di non far parte di questa ignobile casta". La Destra, ieri, ha detto subito la sua, in modo chiaro e inequivocabile, sulla bagarre scoppiata alla Camera.
Salvatore Dama, scrive oggi sul quotidiano
Libero -
articolo che vi proponiamo: "Dieci righe. Una comunicazione interna su carta intestata del gruppo parlamentare del Popolo della Libertà inviata a tutti i deputati. Il tono è severo e drastico: chi non partecipa alle votazioni in aula - mettono in guardia il presidente del gruppo Fabrizio Cicchitto e il vice vicario Italo Bocchino - rischia una sanzione. Pecuniaria. Dieci euro ogni volta che bigia un voto. Richiama oggi, richiama domani, Cicchitto e Bocchino hanno capito che l’unico sistema per sensibilizzare gli onorevoli del gruppo unico a fare il proprio dovere - pigiare il bottone verde - è toccare un interesse vivo: il portafoglio".
Eh sì, sottolinea Dama, "dieci euro, è l’obolo per gli assenteisti e non è poco. Specie se si considera che, a Montecitorio, in una giornata intensa di lavoro, l’aula macina anche cento e passa votazioni. Due conti e si capisce che i meno presenti rischiano pesanti tagli al contributo “rapporto tra eletto-elettore”, quei 4.190 euro che vengono pagati al deputato, attraverso il gruppo parlamentare di appartenenza, per le spese sostenute nel collegio elettorale".
Una vicenda sulla quale
Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra, ha posto il suo timbro: "Siamo in fiduciosa attesa - ha detto - di un commento del ministro Brunetta sulla rivolta dei parlamentari che denunciano un taglio di dieci euro ogni volta che non fanno il loro dovere. I fannulloni stanno in Parlamento". Già. E meno male che sono stati chiamati a rappresentare il popolo...
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