Archivio del mese di dicembre 2010

L’ANNO CHE SE NE E’ ANDATO….

31 dic 2010

Col 2010 se ne va un anno in cui La Destra ha ricominciato a giocare una partita politica seria. Cessato il tempo della discriminazione di principio, la politica che ruota attorno a questa parte del campo ha cominciato a rendersi conto che chi voleva cancellarci non ce l’ha fatta. Un anno fa, altra era la nostra condizione. Venivamo dal disastro delle europee, in varie parti d’Italia avevamo subito emorragie fastidiose, sembrava impossibile ricominciare. Eppure, la tigna che ci accompagna da una vita ha avuto la meglio. A partire da quella grande manifestazione con cui al Gregory di Roma cominciammo a gennaio la marcia della riscossa con Renata Polverini. Abbiamo superato tante diffidenze, ci siamo rimessi in gioco, abbiamo creato le condizioni per un’alleanza generale col centrodestra proprio partendo dalla regione dove giocavamo le carte migliori, e laddove la nostra organizzazione e’ stata all’altezza abbiamo conquistato postazioni istituzionali. Non solo nel Lazio, ma anche in Campania, ad esempio. E da tutta Italia abbiamo notizia di consiglieri comunali e provinciali che guardano con attenzione alla nostra forza politica. Il 2010 e’ stato anche l’anno in cui si conclude l’equivoco rappresentato da Gianfranco Fini, un leader che ha tradito una comunita’ intera e i suoi valori. Fondando La Destra – nel 2007 – lo dicemmo a tutti. Ora, tre anni dopo, se ne sono accorti tutti. Persino Silvio Berlusconi, che a meta’ settembre e’ venuto a Taormina a scusarsi pubblicamente per il veto che nel 2008 ci costo’ l’estromissione dalla coalizione antiProdi. E’ stato anche un anno di militanza attiva, e’ stato bello ritrovarsi non solo in Sicilia, ma anche in Toscana – a Ponte Buggianese – e a Giugliano al meeting di Gioventu’ Italiana, a cui Gianni Musetti sta restituendo la vitalita’ perduta. E poi ancora a Roma, il 6 novembre, nella bella manifestazione di popolo e poi all’incontro degli amministratori locali di Bari, a dicembre. E’ stato anche l’anno della democrazia interna, con l’elezione di quasi tutti i nostri segretari regionali. Manteniamo le promesse al nostro popolo. E nel 2011 faremo ancora di meglio. Auguri e buona destra a tutti.

PATRIA MIA

30 dic 2010

Di solito ci si ricorda degli italiani all' estero durante i mondiali di calcio, quando si scopre in televisione che sono quelli più attaccati al tricolore. o durante le elezioni politiche, quando il loro voto benché lontano può decidere le sorti del nuovo Parlamento. Sono circa 37mila i cittadini di origine laziale, censiti nel 2006, che non hanno esitato a lasciare le loro terre d’origine per andare a crearsi un futuro all’estero. Tutti alla disperata ricerca di realizzare un sogno. Un sogno, che si concretizzava al costo di molti sacrifici per i molti emigranti con l’integrazione nella macchina produttiva e nel contesto sociale locale. Purtroppo alcuni dei nostri compatrioti non sono riusciti a radicarsi proficuamente nei paesi di destinazione, e versando in condizioni economiche e sociali di estrema indigenza desidererebbero rientrare in Patria nei paesi d’origine. La proposta di legge regionale che si intende promuovere, sarebbe un primo, anche se esiguo passo, per andare incontro a questa aspirazione dei nostri emigrati che versano in situazioni di estremo bisogno; aprendo, così la strada ad ulteriori, auspicabili interventi. La proposta di legge sarebbe intesa ad inserire nel quadro normativo del Piano casa della regione Lazio, approvato nell’agosto 2009, la previsione di riservare una parte del patrimonio immobiliare disponibile dell’edilizia residenziale pubblica non inferiore all’1% a favore dei cittadini laziali indigenti, residenti all’estero, che intendano rientrare definitivamente in Italia. Entro novanta giorni dall’approvazione della presente proposta di legge la Giunta adotta un regolamento con il quale stabilisce i criteri soggetti per l’accesso alla quota riservata; le modalità di partecipazione al bando; i casi di decadenza; il reddito annuo complessivo che ovviamente non potrà essere superiore a quello previsto per l’accesso all’edilizia residenziale pubblica aperta alle altre categorie disagiate. Al fine di creare un’efficace sistema di pubblicità ed informazione di questa iniziativa la Regione individuerà idonee iniziative collaborando con la consulta regionale degli emigrati del Lazio e con i Consolati. Testo proposta di Legge Storace-Buonasorte

camerATAC

29 dic 2010

La svolta di Alemanno: CamerATAC. L’ho scritto sulla mia pagina Facebook e l’ho detto a Gabriele Isman nell’intervista pubblicata oggi su La Repubblica. 854 assunzioni solo nella municipalizzata dei trasporti. Avevo presentato un’interrogazione a Giugno 2009 su quanti residenti a Guidonia fossero stati assunti in Trambus, non ho mai avuto risposta. Poi ho letto nelle scorse settimane dell’infornata. Ho scritto 10 giorni fa al Sindaco una missiva privata con quella interrogazione. Non ho avuto risposta. Non capisco perche’ si ostini a coprire tutto. Ieri ho presentato una nuova interrogazione, questa volta per avere informazioni di altre 75 assunzioni; se ci sono stati disposizioni per controllare ed evitare oneri pluriennali oltre a quelli gia’ esistenti; chiarezza sulle spese di rappresentanza e delle gare per i freni dei treni. L’Azienda non e’ un gioiello di efficienza, e le 854 assunzioni non aiutano certamente. Se il sindaco venisse in consiglio comunale a spiegare cosa e’ accaduto, farebbe cosa buona e giusta. E’ suo interesse fare chiarezza.   Il testo integrale dell’intervista pubblicata su Repubblica

MORIRE PER LAVORO NON SI PUO’

28 dic 2010

Le morti sul lavoro rappresentano un evento drammatico che purtroppo ciclicamente si ripete nel nostro Paese. Nella stragrande maggioranza dei casi queste morti sono frutto del mancato rispetto delle norme a tutela dei lavoratori. Le cifre, sono impressionanti: nel biennio 2005-06 sono state 555, nel biennio 2007-08 addirittura 883; in quattro anni sono morti sul lavoro circa 1.388 persone. In base ai dati raccolti dall’ISPESL, ente soppresso con la legge 30 luglio 2010, e di cui le funzioni sono state attribuite all'INAIL, il numero degli infortuni mortali sul lavoro registrati in Italia negli anni in esame non sono completi. Un altro settore particolarmente delicato è rappresentato dalle “Malattie Professionali”, la crescente complessità ed i mutamenti nelle caratteristiche produttive, occupazionali ed ambientali comportano la necessità di porre particolare attenzione ai fattori di rischio emergenti legati all’ evoluzione del quadro delle patologie lavoro-correlate. Per questo si deve aumentare e migliorare le informazioni disponibili sul fenomeno delle malattie professionali attraverso il coinvolgimento degli operatori interessati alla tutela della salute dei lavoratori ed in particolare con gli uomini del Servizio Sanitario Nazionale. Il “Patto per la tutela della salute e la prevenzione nei luoghi di lavoro” siglato tra Stato e Regioni, sottolinea l’importanza di un’azione congiunta tra istituzioni nazionali e territoriali per la prevenzione nei luoghi di lavoro. Per questi motivi Il Gruppo de La Destra alla Regione Lazio ha presentato una proposta di legge per la creazione all’interno della Regione di uno strumento per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro. L’Agenzia regionale per la salute e sicurezza sul lavoro (ARSASIL) che si vuole creare sara’ un ente strumentale della regione dotato di personalità giuridica di diritto pubblico e di autonomia scientifica, organizzativa, patrimoniale e contabile. L’ARSASIL sara’ chiamato ad interfacciarsi con le altre agenzie regionali ARPA, ASL, l’Agenzia regionale Lazio Lavoro, enti pubblici per un ampio spettro di attività che vanno dalla consulenza, alla ricerca scientifica, alla formazione, alla partecipazione a progetti di attività finalizzata alla prevenzione degli infortuni, alla sicurezza sul lavoro e alla tutela delle malattie negli ambienti di vita e di lavoro, a programmi di studio e ricerca di amministrazioni, enti, istituti, associazioni e organismi. Clikka per leggere il testo della proposta di legge

ITALIANI BRAVA GENTE

27 dic 2010

“Italiani brava gente”, in Libia eravamo considerati così fino al 26 Agosto del 69, quando Gheddafi e altri ufficiali diedero il via ad un colpo di stato che depose il Re Idris I e che il 1º settembre dello stesso anno proclamò la Repubblica. Gheddafi, nominato colonnello, si mise a capo del Consiglio instaurando un regime dittatoriale e fece approvare dal Consiglio una nuova Costituzione, da lui definita araba, libera e democratica. In nome del nazionalismo arabo, egli nazionalizzò la maggior parte delle proprietà petrolifere straniere. Fra le prime iniziative del governo di Gheddafi vi fu l'adozione di misure sempre più restrittive nei confronti della popolazione italiana che ancora viveva nella ex colonia, culminate col decreto di confisca del 21 luglio 1970 emanato per "restituire al popolo libico le ricchezze dei suoi figli e dei suoi avi usurpate dagli oppressori". Gli italiani furono privati di ogni loro bene, compresi i contributi assistenziali versati all'INPS e da questo trasferiti in base all'accordo all'istituto libico corrispondente, e furono sottoposti a progressive restrizioni finché furono costretti a lasciare il Paese entro il 15 ottobre del 1970. Tutto ciò avvenne in clamorosa violazione del diritto internazionale e, specificamente, del Trattato del 1956, nonché delle Risoluzioni dell’ONU relative alla proclamazione di indipendenza della Libia, che garantivano diritti ed interessi della comunità italiana. In quell’occasione, probabilmente per ragioni di opportunità politica ed economica, il Governo italiano ritenne di dover accettare il fatto compiuto, senza denunciare la violazione del Trattato del 1956 e senza nemmeno avvalersi della clausola arbitrale espressamente prevista dall’articolo 17 del Trattato medesimo. Al rientro forzato in Italia si poneva la questione dell'indennizzo dei beni perduti, il Parlamento italiano approvò, dapprima, la legge del 6.12.1971, n. 1066, con la quale si riconosceva un acconto sugli indennizzi spettanti ai cittadini italiani per i beni perduti, con coefficienti scalari nella misura media del 15% “in attesa di accordi internazionali”. Successivamente, i rimpatriati dalla Libia beneficiarono di leggi d’indennizzo, parziali e senza rivalutazione monetaria, promulgate in favore di tutti i proprietari di beni perduti all’estero, che, con estrema lentezza, ed anche in seguito all’instaurarsi di contenzioso giudiziale tra gli interessati e la Pubblica Amministrazione italiana, sono ancora in via di applicazione. I destinatari degli iniqui provvedimenti del Governo libico, nonostante la singolarità delle vicende loro occorse, non hanno tuttavia ottenuto nessun provvedimento specifico che, tenendo conto dei loro diritti e delle obiettive difficoltà di ottenere da parte della Libia documentazione probatoria riguardante le loro proprietà, riparasse in modo equo e definitivo le vessazioni subite. In pratica, la misura degli indennizzi normativamente riconosciuti non sono da considerarsi congrui, sia per ciò che concerne la valutazione dei beni confiscati, sia per la difficoltà o, l’impossibilità di reperire la documentazione richiesta a supporto delle domande di indennizzo, a causa della non cooperazione della Libia. Troppo lungo il lasso di tempo intercorso, tra l’attuazione da parte dello Stato libico delle procedure di espulsione e confisca, le leggi di indennizzo italiane, e la materiale erogazione delle somme in favore dei nostri concittadini. Leggi che non hanno tenuto conto della rivalutazione monetaria e che avallarono i parametri di indennizzo vincolati ai prezzi correnti in Libia nel 1970! La successiva legge del 5.4.1985, n. 135 (di seguito, “legge n. 135/85”) concede un coefficiente di rivalutazione forfetaria pari allo 1,90% e la legge interpretativa del 29.1.1994, n. 98 (di seguito, “legge n. 98/94”) chiarisce che nella sorta capitale e negli interessi riconosciuti sino ad allora debba essere ricompresso anche il valore dell’avviamento dei beni, fino ad allora non riconosciuto come dovuto. Nel luglio 1998, interveniva tra l’Italia e la Libia un accordo che, pur affrontando e risolvendo diverse “questioni aperte” tra i due Paesi, non accennava alla questione del risarcimento per i beni confiscati dalla Libia ai cittadini italiani. Un atteggiamento che porta a ritenere come il Governo italiano abbia definitivamente rinunciato a pretendere da parte libica, ed in merito alla “questione dei rimpatriati”, il rispetto del Trattato del 1956 e ad esercitare la già ricordata clausola arbitrale, ritenendo che lo sviluppo dei rapporti bilaterali ed i grandi interessi economici collegati agli investimenti nel settore energetico e delle comunicazioni potessero valere tale sacrificio. Ragion di Stato o Mera elemosina?

UNA LEGGE ANTIPARENTOPOLI

26 dic 2010

Domani, insieme a Roberto Buonasorte depositero' una proposta di legge al Consiglio Regionale del Lazio per vietare le nomine di parenti di esponenti politici negli Enti controllati dalla Regione. La proposta di legge prende spunto dal recente scandalo denominato “parentopoli” scoppiato nelle controllate del Comune di Roma e che ha messo in luce vere e proprie distorsioni del sistema che vanno eliminate senza indugio. Bisogna evitare che l’assenza di regole precise possa indurre la classe politica a ripetere errori del passato. Con questa proposta di legge si intende preservare la regione Lazio dal rischio di palesi ingiustizie sociali e da privilegi ingiustificati. La proposta di legge e' composta da un solo articolo: " Nei ruoli dirigenziali della regione Lazio e negli enti vigilati e soggetti al suo controllo e’ vietato l’accesso alle cariche di rappresentanza nei consigli d’amministrazione e agli incarichi di livello dirigenziale ai congiunti di esponenti politici in carica in consiglio regionale"

AUGURI, BUON NATALE

25 dic 2010

Che sia un Natale di valori. Ritrovandoci in una tradizione che e’ incancellabile per il nostro popolo, pronti a ricominciare a lottare nel prossimo anno. Auguri alla nostra comunita’, agli uomini e alle donne de La Destra, a cui sono grato per non aver mollato in questi anni e e finalmente possono aspirare ad essere decisivi nella politica nazionale, dopo essere stati traditi da chi inseguiva solo il potere. Auguri agli italiani tutti, a quelli che aspettano dalle istituzioni risposte concrete ai problemi sociali di ogni giorni. Auguri alla comunita’ che rappresento con Roberto Buonasorte e Teodoro Buontempo alla regione Lazio, dove siamo riusciti ad approvare una  manovra finanziaria da 25 miliardi di euro, caratterizzata da rigore e sviluppo. L’impegno de La Destra si e’ caratterizzato soprattutto nell’affrontare il tema della casa: e’ stato approvato un piano finanziario per un miliardo di euro in dieci anni per affrontare seriamente l’emergenza abitativa. Auguri a Renata Polverini: governa con decisione e sa di avere al suo fianco un movimento politico leale come il nostro. Nemmeno nei momenti piu’ difficili della discussione consiliare abbiamo fatto mancare il nostro sostegno, a differenza di altri, piu’ inclini al sotterfugio… Auguri al presidente del Consiglio, che ritrova la voglia di superare gli ostacoli disseminati dai soliti partitocrati e che ora deve restituire a La Destra quello che le spetta. E soprattutto auguri a tutti voi che dal sito e dalle pagine di Facebook – ben 20 – mi seguite e incoraggiate. Soprattutto il vostro affetto dimostra che abbiamo fatto bene a rischiare quando abbiamo fondato il Partito. Buon Natale di felicita'.