Archivio del mese di febbraio 2011

VICENZA, MAROCCO…

28 feb 2011

C'e' una storia incredibile che si svolge in questo nostro Paese, cosi' tollerante verso l'altro e anche, diciamolo, un po' coglione. A Vicenza vive un giovane italiano come tanti, che pero' ha un desiderio che vorrebbe coronare. E' il suo sogno d'amore, ama una ragazza marocchina che risiede in Spagna da 11 anni. Vogliono sposarsi in municipio. Ma non possono. Seguite le storia, e' incredibile. Il nostro codice civile, all'articolo 116, impone la necessita' di un nullaosta rilasciato dalle autorita' dello Stato di origine. I due innamorati si sono rivolti al Consolato del Marocco per ottenere questo documento. Ma la risposta e' stata quella che non pensavamo mai si potesse ottenere nel nostro paese: lui deve farsi mussulmano, altrimenti non rilasciano un bel nulla. Per accontentare le autorita' marocchine, fermo restando che il ragazzo non ci pensa proprio, egli dovrebbe iscriversi ad una scuola per l'apprendimento dell'islam e sottoporsi, dopo la frequentazione della durata di tre mesi, ad un esame vero e proprio che certifichi la sua conversione. Credo che sia vergognoso. Anche perche' l'alternativa possibile sarebbe, secondo le autorità locali, quella di tempestare di raccomandate il consolato e a seguito di non risposte e/o dinieghi, rivolgersi al tribunale civile di Vicenza in modo che un giudice (si spera) autorizzi le autorità comunali a celebrare il matrimonio anche in assenza del nullaosta marocchino. Per sposarsi in Italia con una straniera, bisogna fare professione di integralismo islamico

13,40 RADIO2 “UN GIORNO DA PECORA”

28 feb 2011

Oggi alle 13,40 saro’ ospite di “Un giorno da pecora” il programma condotto da Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro in onda sulle frequenze di Radio 2.   “Un giorno da pecora” puo’ essere ascoltato anche in streaming all’indirizzo http://ungiornodapecora.blog.rai.it/

EFFETTO SCILIPOTI

27 feb 2011

 

Lo so che molti dicono che ho un brutto carattere. Ma è quello che si dice di chi il carattere ce l'ha. Fa innervosire l'indeterminatezza del partito di Berlusconi, se è di Berlusconi. Fra qualche settimana si va a votare per le amministrative e poco si sa sulla volontà del centrodestra. E vero che una specie di effetto Scilipoti sembra aver galvanizzato la coalizione di governo e tramortito l'opposizione di lotta e di letto. Ma sembra sfuggire la differenza tra popolo e Palazzo. Non illudiamoci, le amministrative non saranno una passeggiata. Vanno considerate come elezioni a turno unico, inutile sperare nei ballottaggi. Ma per vincere al primo turno, c'è da decidere su chi puntare. Si sa solo della Moratti a Milano. E poi? Torino? Bologna? Napoli? Latina e tanti altri capoluoghi? Il Pdl si decida. Il 19 marzo noi manifesteremo a Milano e vogliamo sapere come orientare la nostra gente. Alle regionali vi abbiamo aiutato a vincere. Ora non aiutateci a perdere. Con Scilipoti si può tentare di governare. Ma vincere elezioni è altra cosa.  Per informazioni chiedete a Roberto Cota e a Renata Polverini.

IDEE MEGLIO DI UNA POLTRONA

26 feb 2011

Sto meglio. Ieri Frosinone, oggi Latina. Ricomincia la galoppata in questo nostro Paese. Lo facciamo per una Destra che dobbiamo far conoscere a tutta Italia. Anche a costo di apparire scomodi. Una cosa mi sento di dirla anche a Berlusconi. Noi non sappiamo quando si decidera' a onorare l'impegno preso con La Destra per l'ingresso al governo. Fa sorridere questa attesa e nemmeno siamo obbligati. Ma una cosa la pretendiamo. Piu' valori; piu' politiche sociali. Ad esempio; il Pdl e' pronto alle amministrative a dotarsi di programmi finalmente rivoluzionari? Vogliamo garantire servizi sociali e case popolari prima agli italiani e poi agli stranieri? Vogliamo garantire anche a  chi non e' ricco di poter diventare proprietario di casa con il mutuo sociale? Vogliamo affrontare la crisi del lavoro introducendo finalmente modelli di partecipazione dei dipendenti agli utili e alla gestione delle aziende? Su questo, presidente Berlusconi, si misurera' la qualita' dell'alleanza, non da una seggiola. Fallo capire al tuo partito nel territorio. Dove noi ci saremo, nord compreso. Anche per questo, nella settimana che apre le celebrazioni per l'unita' d'Italia, saremo sabato 19 marzo a Milano. Milano, Italia. E dov'e' Italia c'e' La Destra.

31 ANNI FA

24 feb 2011

 

E’ terribile sapere dei dossier di Valerio Verbano. Pietà cristiana per lui, ma non fu un esempio. A che cosa gli servivano quelle notizie su me e altri? Chi lo aiutò a raccoglierle? Anche a sinistra, chi sa parli. L'originale del dossier l'aveva sequestrato la polizia a casa di Valerio Verbano- scrive oggi il Corriere della Sera a firma di Giovanni Bianconi - subito dopo il suo arresto nel 1979. Poi il ragazzo uscì di prigione, e il 22 febbraio 1980 fu ucciso da un proiettile calibro 38 sparato da un commando che lo stava aspettando nell'appartamento in cui abitava insieme ai genitori. Avrebbe compiuto 19 anni tre giorni più tardi, e in quel dossier poteva esserci il movente del delitto. Lo cercarono negli archivi del palazzo di giustizia, ma senza successo. Era sparito. La polizia ne aveva fotocopiata una parte, poi consegnata agli avvocati della famiglia Verbano, ma era materiale incompleto. Ora, dagli archivi dei carabinieri è saltata fuori un'altra copia, entrata negli atti dell'inchiesta riaperta dalla Procura di Roma sull'omicidio di trentuno anni fa. Sono 379 fogli, quasi tutti scritti a mano da quel giovane vicino all'area di Autonomia operaia, col chiodo fisso dell'antifascismo, che aveva raccolto notizie su centinaia di militanti dell'opposta fazione, dal Movimento sociale italiani alle nascenti formazioni del terrorismo nero, schedati con una cura quasi maniacale. Ora in ordine alfabetico, ora raccolti per quartieri o sedi di appartenenza, nei quaderni, nelle agende e nelle rubriche di Verbano compaiono indicazioni su personaggi noti e meno noti della destra romana dell'epoca. Alcuni erano già famosi, altri lo sono diventati in seguito. Sia per aver scalato la politica ufficiale - come Teodoro Buontempo o Francesco Storace, indicato come uno che «porta gli occhiali Lozza da vista, segretario Fdg Acca Larentia, cicciottello» -, sia per il loro ruolo dell'epoca (come Paolo Signorelli e Stefano Delle Chiaie), sia per essere entrati nelle organizzazioni eversive, finiti in carcere o uccisi, come Alessandro Alibrandi. E non mancano i nomi di altri futuri morti; come Luca Perucci, ucciso nel 1981 dai suoi «camerati» per sospetto tradimento; o Angelo Mancia, assassinato il 12 marzo 1980 dai «Compagni organizzati in Volante rossa», probabilmente per vendicare l'omicidio Verbano. A volte ci sono solo nomi e cognomi, a volte anche gli indirizzi, caratteristiche fisiche, indicazioni delle sezioni missine frequentate, trascorsi politici e giudiziari di chi partecipava alle aggressioni che alimentavano la guerra fra rossi e neri. «È stato visto spesso a via Ottaviano, via Sommacampagna e via Acca Larentia», si dice di un ventunenne ex militante del Fronte della gioventù «ora passato ai Nar dove sembra ricopra la carica di sussistenza alle strutture operative», mentre il fratello minore «si occuperebbe di spedizioni punitive di fascisti contro compagni». E su un altro giovane di destra, di cui è indicata l'abitazione: «Età 21 anni, noto esponente del FdG, arrestato e subito rilasciato per l'assassinio del compagno Walter Rossi, è certo che partecipò alla sparatoria dell'ottobre del '77 che si concluse con il ferimento di un compagno alla Balduina». Nella prosa un po' da questura si riportano anche informazioni giunte a Verbano chissà attraverso quali canali, su movimenti e aggregazioni di quella stagione. Come quando annota che Cristiano Fioravanti(futuro «pentito» dei Nar) e due suoi amici «sono partiti per Trento il 24 dicembre 1978 su una Land Rover» di un altro neofascista: «Non si conoscono i motivi del viaggio». E ci sono indicazioni sui finanziamenti ai picchiatori neri che si attrezzavano a diventare terroristi: «Una delle coperture finanziarie (riciclaggio di soldi provenienti da rapine) è offerta dal negozio di giocattoli e merceria», di cui seguono nomi e indirizzo della propietaria: «Il negozio è sempre guardato a vista da due fascisti che stazionano al bar poco più avanti sulla stessa via». Gli appunti non sono scritti solo da Verbano. Con un'altra calligrafia, ad esempio, è scritto che i fascisti del quartiere Tuscolano «si riuniscono a piazza Montecastrilli, ritrovo al bar della piazza», mentre in un bar latteria di via Gela «si ritrovano tutti quelli di via Noto (dove c'era una sede missina, ndr). Nel retrobottega di questo piccolo bar vengono preparate le aggressioni». Come sono arrivate tutte queste notizie a un ragazzo comunista di 19 anni che le ha raccolte nel suo personale schedario della violenza politica a Roma di fine anni Settanta? Forse è proprio questo che volevano sapere i tre killer che lo aspettarono a casa dopo aver legato e imbavagliato i genitori, e lo uccisero al termine di una colluttazione. Un omicidio non preventivato, secondo i carabinieri del Ros che hanno riaperto il caso. Forse doveva essere solo un ferimento, seguito a un interrogatorio della vittima per farsi dire il nome della «spia», o delle «spie» da punire. È l'ipotesi più accreditata dagli investigatori, che hanno centrato l'attenzione su due nomi di possibili esecutori. Uno dei quali compare anche fra le centinaia messe insieme dal giovane autonomo nel suo dossier. Che dunque torna ad essere il possibile movente del delitto; non tanto per il suo contenuto, quanto per le fonti sulla base del quale era stato composto. I due sospettati appartenevano, in quel periodo, all'area estremista che gravitava fra Terza Posizione e i Nar, probabilmente un nucleo proveniente dal primo gruppo intenzionato a transitare nel secondo, accreditandosi con quell'azione. Dagli archivi della vecchia indagine i carabinieri hanno recuperato anche la voce degli assassini. È stato infatti rispolverato, per essere analizzato (per la prima volta) e poter procedere a difficili perizie vocali, il nastro con la registrazione della telefonata di rivendicazione giunta all'agenzia Ansa alle 21 del 22 febbraio 1980: «Nuclei armati rivoluzionari, avanguardia di fuoco, alle ore 13,40 abbiamo giustiziato Valerio Verbano». A parlare era certamente uno dei killer, perché fornì un paio di particolari non ancora di pubblico dominio: il calibro della pistola che aveva ucciso e soprattutto il dettaglio di un'altra dimenticata sul luogo del delitto. «Abbiamo lasciato nell'appartamento di Verbano una pistola 7,65», disse l'anonimo. Si riferiva all'arma con un silenziatore artigianale montato col nastro adesivo, uno dei pochi reperti scampati alla sparizione o alla distruzione. Sui quali ora saranno tentati nuovi rilievi scientifici, alla ricerca di un'impronta genetica o digitale che possa aiutare a incastrare i sicari. L'articolo pubblicato sul Corriere della Sera 

SANTA SEVERA, QUANDO MUORE UN DISABILE

19 feb 2011

 
E’ intollerabile quanto sta accadendo attorno a Rirei. La morte di un giovane disabile presso la struttura di Santa Severa non puo’ restare impunita e occorre intervenire con la massima determinazione. E’ da tempo che i genitori delle persone assistite lamentano una condizione di assoluta noncuranza e credo che occorrano drastici provvedimenti. E’ dal 2008 che e’ aperta un’indagine della procura di Civitavecchia sull’affidamento della struttura al consorzio Rirei, a cui si e’ aggiunto un ulteriore procedimento per maltrattamenti ai disabili. A fronte di un pm che aveva proposto nientemeno che l’archiviazione, si e’ trovato un gip che ha invece ordinato la proroga delle indagini, visto che i Nas da tempo hanno rilevato numerose difformità relativi ai requisiti minimi organizzativi, alla destinazione d’uso degli ambienti e alle insufficienti condizioni igienico sanitarie nonché una inadeguatezza complessiva della struttura; risale addirittura al 3 aprile 2009 la relazione dell'Agenzia di Sanità Pubblica, che dopo un mese di ispezioni effettuate in tutti i Centri Ri.Rei, nella  relazione inviata all’allora Presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo e rilevava diffuse e sostanziali carenze presso i Centri, pronunciandosi “negativamente” su un eventuale accreditamento e sottolineando la presenza in merito ai progetti riabilitativi, di rilevanti “criticità”, «la cui documentazione tecnica e tutto ciò che comporta una corretta documentazione delle attività svolte e dei loro esiti oltre che della qualità offerta, appare frammentaria, talvolta assente o insufficiente»; conseguentemente il 2 luglio 2009 la Regione revocava l’autorizzazione data al centro Ri.Rei. di Santa Severa, condizionando gli effetti della revoca alla conclusione delle attività connesse alla ricollocazione dei pazienti presso altri istituti da effettuarsi entro trenta giorni dalla notifica del provvedimento; ma la asl Roma F, cui era stata demandata la ricollocazione dei pazienti in carico alla struttura Ri.Rei di Santa Severa, non ha mai ottemperato alla decisione della Regione Lazio, senza che nessuno ne chiedesse conto. Ma ora e’ troppo. Giovedi scorso e’ morto un disabile psichico ricoverato ed in cura presso il centro di Santa Severa. Questa persona era sofferente da vari giorni e molti operatori del centro avevano fatto presente nei giorni passati la situazione in cui versava il disabile, ma nessuno se ne e’ curato. Giancarlo Biagini e’ cosi’ morto senza ricevere un’assistenza degna di tal nome. Credo che sia giunto il momento di porre fine a uno scandalo che si trascina da troppi anni e sono sicuro che la sensibilita’ della presidente della Regione mettera’ con le spalle al muro tutti i responsabili di questa storia vergognosa, a partire dalla Asl

LA FESTA E’ FINITA

19 feb 2011

Questa mattina su Libero c’e’ una mia intervista rilasciata a Brunella Bolloli. “il potere finanziario di Berlusconi . dichiara la terza carica dello Stato – è alla base del suo potere politico”. Simili dichiarazioni mi insinuano il dubbio che ne abbi beneficiato per sedici anni…. O Fini per sedici anni non si e’ accorto chi aveva affianco, come non sapeva che la casa di Montecarlo era del Cognato. Oppure i soldi contro cuoi oggi strilla li ha visti pure lui. Indispone sentirlo insinuare ogni volta che uno dei suoi lascia Fli che e’ stato comprato dal Premier. Adesso quell’accusa l’ha mossa anche verso il Senatore Pontone ex tesoriere di An che se canta vince pure Sanremo. Il congresso fondativo di Fli e’ stato un flop. Per una telefonata del Premier in questura la Sinistra grida allo scandalo. Fini non ha chiamato in Rai per spingere suocera e cognato? Da 17 anni Berlusconi paga per aver battuto la sinistra, per questo motivo la Giustizia contro di lui si muove con una velocita’ mostruosa. Ieri l’ho sentito, mi ha fatto i complimenti per la mia performance da Santoro e mi ha detto: "Francesco, mi hai evitato una telefonata in diretta…” Da Libero, testo intervista