Archivio del mese di marzo 2011

QUELLE BASI SONO NOSTRE

30 mar 2011

“Ci snobbano? Allora non concediamo piu’ le nostre basi”. Questa mattina su Libero e’ stata ripresa una mia dichiarazione in cui affermo che se i paesi che rischiano di meno rispetto a noi pensano di escludere l'Italia dalla discussione sull'intervento in Libia, perche' dobbiamo offrire le nostre basi e il sacrificio dei nostri uomini? “Non ci ha fatto piacere - scrive ancora Rosselli su Libero - l’esclusione del nostro Paese dal vertice a quattro voluto da Sarkozy sulla Libia. Dovremmo ritirare il nostro impegno e non concedere piu’ le basi aeree alla coalizione internazionale. Abbiamo permesso agli alleati l’utilizzo di ben sette basi: Aviano, Decimomannu, Gioia del Colle, Sigonella, Pantelleria, Amendola e l’aeroporto di Trapani-Birgi. Su questa vicenda della Libia, si potrebbe tornare sulla linea autonomista di Bettino Craxi che a Sigonella sfido’ gli Stati Uniti di Reagan. Nell’entourage del Premier, qualcuno ha avanzato l’ipotesi di ritirare l’Italia dal conflitto. Ritirare le basi, pero’, sarebbe troppo. Anche perche’ spiegano da Palazzo Chigi, Non sarebbe un atteggiamento serio e rischieremmo di fare la figura dei voltagabbana: non invitandoci al vertice la brutta figura l’hanno fatta loro.       L'articolo di Libero a firma di Gianluca Rosselli

UN ANNO DOPO

28 mar 2011

 
Sono passati dodici mesi esatti dalla bella – e tormentata – vittoria di Renata Polverini alla regione Lazio. La conquistammo tutti insieme, quella postazione istituzionale, al temine di una campagna elettorale caratterizzata dai pasticci legali del Popolo delle Liberta’. Renata batte’ Emma Bonino con settantamila voti di scarto. La Destra ne conquisto’ centomila, nella citta’ di Roma superammo anche l’Udc di Casini. Un anno dopo la regione – un pachiderma lento a partire -  si sta rimettendo in moto. Anzitutto con la sanita’. C’era bisogno della cura da cavallo, il servizio salute si avviava all’inefficienza, troppi soldi buttati. C’e’ voluto il coraggio della neopresidente per riprendere in mano la situazione. Poi, il piano rifiuti, un’autentica emergenza del territorio. Ne stiamo discutendo in commissione ambiente, ora si tratta di decidere che fine far fare ai rifiuti prodotti nella citta’ di Roma. Per noi, anche Alemanno dovra’ capire che quel che e’ della Capitale deve restare nella Capitale. Poi, il piano casa, che vede il diretto protagonismo di Teodoro Buontempo, assessore della giunta regionale, e di Roberto Buonasorte, presidente della commissione urbanistica. E’ una legge partecipata, che stiamo facendo conoscere ai 378 comuni del Lazio durante l’iter di approvazione. Al termine del percorso legislativo la povera gente che abita nelle case popolari e ne ha diritto, potra’ diventare proprietaria col mutuo sociale. Alla sinistra resteranno stupide polemiche, a noi la soddisfazione di aver risposto positivamente ai bisogni popolari. E poi, in questi dodici mesi, la ripresa della macchina amministrativa e di governo per l’impresa. Insomma, il Lazio e’ ripartito. Ci teniamo a questa istituzione e per questo mercoledi’ sera – in una serata a inviti riservata ai nostri militanti piu’ cari, quelli che in quest’anno ci sono stati piu’ vicini, senza i piagnucoloni in servizio permanente effettivo – festeggeremo nella cornice di villa Miani, a Roma, un anno di amministrazione Polverini. Credo che saremo l’unica forza politica della maggioranza a farlo con stile e di questo voglio ringraziare Buonasorte. In fondo, l’idea e’ stata sua. Perche’ straordinaria fu anche la sua ascesa al consiglio regionale di un anno fa. Ed oggi credo che sia tra i migliori consiglieri della Pisana. Questa Destra i voti se li e’ proprio meritati.

LATINA NO FLI ZONE

27 mar 2011

Anche a Latina si disputa a maggio una partita molto importante. Fino a un po' di tempo fa era una citta' blindata, dove la sinistra era rassegnata a soccombere senza nemmeno farsi vedere in campo. Gli ultimi avvenimenti politici hanno incrinato le convinzioni piu' ferree. Il centrodestra se la deve giocare tutta. In campo c'e' un giovane e bravo consigliere regionale, Giovanni di Giorgi, come candidato sindaco, che incontreremo stamane col nostro direttivo cittadino. E' uno che sa il fatto suo e credo che abbia anche buone qualita' come amministratore. L'importante e' che sia messo nelle condizioni di evitare i veti che portarono al crollo, triste e partitocratico, dell'amministrazione Zaccheo, una pagina di brutta politica che va chiusa definitivamente. Non si puo' buttare a mare un'amministrazione in quella maniera e credo che bisognera' fare tesoro da quel che e' accaduto. Per la nostra organizzazione politica e' una sfida nuova. A Latina La Destra ci sara', con la propria lista, e per la prima volta la coalizione del centrodestra non sara' inquinata dal trasformismo finiano. Ci saremo noi a rappresentare l'ambizione di una destra leale, che vuole innovare socialmente le amministrazioni locali. La disputeremo con entusiasmo questa partita, e invitiamo tutti a metterci la faccia. Abbiamo aperto su Facebook anche una pagina-evento per le candidature - http://www.facebook.com/event.php?eid=203874849630213 - che vi invito a "frequentare" per scambiarci opinioni e suggerimenti sulla campagna elettorale. Il nostro obiettivo e' vincerla al primo turno. Ed entrare in consiglio comunale per dichiarare anche Latina NO FLI ZONE!

MILANO NO FLI ZONE

26 mar 2011

I colloqui di questi giorni col sindaco Moratti hanno favorito un profondo e leale chiarimento che consente a Pdl e La Destra di correre unitariamente alla Lega nella sfida amministrativa più importante di maggio. Ho chiesto ad Eliana Farina il massimo impegno del partito lombardo coinvolgendo cittadini, iscritti e militanti e schierando in prima fila Alberto Torregiani. Rappresenteremo l'anima sociale della coalizione e starà a noi evitare che le scelte scellerate di chi ha tradito la destra italiana favoriscano la sinistra milanese. Raccoglieremo più voti di Fini. Milano no Fli zone!

SILENZIO OFFENSIVO, CARO SILVIO

25 mar 2011

“Mi spiace molto il silenzio dei dichiaratori in servizio permanente effettivo su una vicenda che mi costa sul piano personale. Mi sarei aspettato da Berlusconi e dal Pdl uno straccio di dichiarazione contro la giustizia dei due pesi e due misure, ma ho la sensazione – sulla mia pelle – che se non riguarda loro, la questione non si pone. Peccato, e comunque quello che sto per raccontare non muta la situazione politica perche’ non mi taglio i cosiddetti per fare un dispetto alla moglie e quindi non e’ un motivo per spostare la destra verso sinistra come ha fatto Fini. Ma che ci sia rimasto malissimo, sarebbe ipocrita negarlo. Accade che la Corte costituzionale abbia ordinato di processarmi, nonostante l’insindacabilita’ pronunciata dal Senato, per una querela intentatami dal magistrato Woodcock, quello delle retate ogni tanto (spero che non me ne presenti un’altra…). Si senti’ diffamato nel 2006 per un’altra storia di lenzuola, per la quale fu incolpato e poi prosciolto l’ex-portavoce di Fini, Salvatore Sottile. Fui chiamato da Repubblica per un’intervista, difesi lui e l’onore del mio partito dell’epoca, Alleanza nazionale, di cui ero portavoce e parlamentare. Anche Fini parlo’ di complotto (allora ce l’aveva con i magistrati pure lui). Woodcock ci querelo’ tutti, anche Gasparri incappo’ nei suoi fulmini giudiziari. Ebbene, con Fini il magistrato in questione si e’ accontentato di uno scambio di letterine. Il presidente della Camera non va a processo. Io invece, per le stesse identiche cose, devo rischiare la galera. Deboli con i forti, forti con i deboli. Perche’ la Corte costituzionale ha stabilito che il diritto di opinione per me – parlamentare all’epoca – non vale. Su decisione di Woodcock vale invece per Gianfranco Fini. Quindi, su querela di un magistrato dovro’ essere giudicato da un altro magistrato. Immagino con quale serenita’ processuale. E’ reato ammettere di essere schifato? In tutto questo, registro il silenzio di Berlusconi e dei suoi. E mi sembra di vivere sulla luna. Poi dice che uno non manda tutti a quel Paese. Poi penso a Di Pietro e Bersani e non lo faccio. Ma questa politica mi piace sempre meno.

DECIDONO GLI ISCRITTI

24 mar 2011

A novembre saranno i delegati de la Destra al congresso nazionale, per conto degli iscritti, a decidere chi dovra’ guidare il movimento nei prossimi tre anni. Ci vedremo a Torino, credo verso la fine del mese – la data si stabilira’ in questi giorni – in una grande e bella kermesse congressuale del movimento. Il secondo congresso del movimento lo abbiamo convocato nello scorso comitato centrale di febbraio e nei giorni scorsi l’esecutivo politico del partito ha approvato all’unanimita’ il regolamento congressuale che pubblichiamo in allegato e sul sito de La Destra, oltre che in tutte le pagine della rete che sono a nostra disposizione, sia su internet che su Facebook. Lo riassumo, rimandando alla lettura completa.

I CONGRESSI LOCALI - Com’e’ noto, laddove abbiamo svolto i congressi regionali – praticamente nell’80% delle regioni italiane – abbiamo avuto la partecipazione dei delegati in rappresentanza degli iscritti che avevano votato ai congressi provinciali. I delegati regionali parteciperanno quindi al congresso nazionale. Ma c’e’ una condizione: la federazione di provenienza deve confermare al 30 giugno 2011 il tesseramento del 2010. Se gli iscritti diminuiscono di dieci, un delegato in meno. Se aumentano di dieci uno in piu’. Nel regolamento vengono stabilite le modalita’ di attribuzione o di sottrazione di questi delegati. Il regolamento stabilisce come vengono eletti gli eventuali delegati aggiuntivi. L’assemblea dei delegati eletti e di diritto della federazione provinciale provvede alla loro elezione in forma segreta e individuale. Nel caso siano da eleggere non più di tre delegati ogni votante esprimerà una sola preferenza, nel caso i delegati siano più di tre si procederà alla elezione esprimendo il voto per una lista contenente non più di due terzi dei nominativi da eleggere. Ogni delegato potrà sottoscrivere una sola lista di candidati e per la presentazione è necessario almeno un quinto delle firme dei delegati. CHI NON HA SVOLTO I CONGRESSI - Le Federazioni Provinciali che non hanno tenuto il congresso nell’anno 2010 eleggeranno improrogabilmente entro il 15 ottobre 2011 i delegati al congresso nazionale e regionale secondo il tesseramento presentato entro il termine del 30-6-2011 e con le modalità contenute nel regolamento dei congressi provinciali vigente con la precisazione che i delegati al congresso regionale eletti saranno anche delegati al congresso nazionale. CHI HA SVOLTO I CONGRESSI - Le Federazioni provinciali che hanno già tenuto il proprio congresso nell’anno 2010 possono nuovamente convocare l’assemblea dei tesserati per concorrere alla elezione dei delegati al congresso regionale, se non ancora svolto, e nazionale. La nuova convocazione del congresso può essere richiesta dal Segretario Provinciale o da almeno il 15% dei tesserati delle federazione che risultino in regola con il tesseramento al 30 giugno 2011. La richiesta dovrà pervenire alla Segretaria del Congresso Nazionale entro e non oltre la scadenza del 20 luglio 2011. L’elezione dei delegati si terrà secondo le regole fissate dal Regolamento dei Congressi Provinciali IL CONGRESSO NAZIONALE – All’assise partecipano i delegati eletti dai congressi locali e quelli di diritto, secondo lo statuto vigente. Tra questi ultimi vanno annoverati, previa verifica della segreteria generale del Congresso: 1) I segretari regionali; 2) i componenti in carica del Comitato Centrale; 3) Il Presidente e i componenti del Comitato Etico; 4) I parlamentari europei, nazionali, i deputati e consiglieri regionali; 5) I componenti della direzionale nazionale di Gioventù Italiana e i fondatori del Movimento Giovanile, complessivamente nel numero di 50; 6) componenti l’Ufficio Nazionale del Dipartimento Nazionale Pari Opportunità e le coordinatrici regionali nel numero massimo di cinquanta 7) sei rappresentanti degli Italiani all’estero indicati dal Segretario Nazionale del Partito 8 ) trenta rappresentanti di movimenti ed organizzazioni federate nominati dal Segretario Nazionale del Partito. Sono considerati delegati elettivi i  segretari provinciali e tutti gli eletti nei congressi provinciali. CHI SI PUO’ CANDIDARE ALLA SEGRETERIA DEL PARTITO – Entro il termine del 15 settembre vengono depositate le mozioni politiche nazionali corredate dalle firme di almeno dieci componenti dell’esecutivo politico nazionale. Entro due ore dall’apertura del congresso i primi firmatari delle mozioni nazionali presentano la candidatura a segretario del Movimento, corredata da almeno il 15% dei delegati al congresso. Il candidato indicato deve sottoscrivere la candidatura per accettazione. I candidati a Segretario presentano alla Segreteria Generale del Congresso la lista di candidati al Comitato Centrale. La lista dei candidati al Comitato Centrale deve contenere non meno di un terzo e non più del numero dei componenti da eleggere. Il regolamento precisa la forma di elezione del comitato centrale. RECLAMI - Avverso le modalità di svolgimento ed i risultati del congresso nazionale è ammesso reclamo rispettivamente da parte di ogni delegato al Congresso Nazionale alla Segreteria Generale del Congresso. Il reclamo motivato e firmato deve essere inoltrato a mezzo fax od e mail alla Segreteria entro quarantotto ore dalla conclusione del congresso. La segreteria decide inappellabilmente nelle ventiquattro ore successive sul reclamo con decisione assunta  a maggioranza  dei votanti.

Testo regolamento congressuale

 

 

FACCIA TOSTA

23 mar 2011

E’ incredibile la faccia tosta di Gianfranco Fini. Sfascia i partiti che guida, ci prova con quelli che guidano altri, distrugge le aspettative di chi lo segue nell’ultima avventura, ma non gli basta. L’ennesima, sconcertante impresa l’abbiamo appresa ieri ed e’ sconvolgente che non susciti indignazione. Abbiamo saputo a mezzo stampa che l’onorevole presidente della Camera – quello che ha annunciato di essersi sospeso dalla leadership di Futuro e Liberta’ per non configgere con la carica istituzionale – sabato prossimo sara’ a Milano per sostenere la candidatura a sindaco di Manfredi Palmeri, che a sua volta e’ presidente del consiglio comunale e si presenta per il terzo polo. Cioe’, con Fini che vuole rifare il centrodestra, con Rutelli che vuole rifare il centrosinistra e con Casini che piu’ semplicemente vuole continuare a fare il furbo. Il piu’ furbo di tutti, pero’, ci prova a farlo proprio Fini. Ma come… alle regionali 2010, penso ad esempio alla campagna elettorale di Renata Polverini, lui non mosse un dito, sostenendo che il presidente della Camera non fa comizi e pure allargandosi con critiche al suo partito di allora, il Popolo delle Liberta’. Adesso, invece, mollata la creatura che nessuno gli aveva imposto di concepire con Berlusconi, si mette a fare da galoppino ad uno sconosciuto esponente locale milanese tanto per far vedere che esiste. Credo che sia una dimostrazione di trasformismo con pochissimi precedenti. Ormai Fini e’ fuori di testa e pensa di poter fare bellamente quello che gli pare. Se ne stia a casa invece, che la gente non lo riconosce piu’. La campagna elettorale per le elezioni comunali la faccia fare al suo Bocchino preferito. Fara’ migliore figura. Presidente Napolitano, ma una parolina all’orecchio della terza carica dello Stato, proprio non gliela puo’ dire?