21
mag
2011

In politica i vuoti sono destinati ad essere riempiti: con questa affermazione, che può apparire scontata, anche la destra politica deve fare i conti fin dal prossimo Congresso Nazionale.
Le recenti elezioni amministrative, per quel che ci riguarda, hanno testimoniato una capacita’ di tenuta per cio’ che concerne le elezioni provinciali che hanno visto il partito, nelle sette provincie dove la lista e’ stata presentata, oscillare tra l’1,50 e 2% dei consensi, il che equivale ad avere un ruolo determinante in caso di elezioni politiche e poter aspirare a riportare la Destra in Parlamento.
Discorso a parte riguarda l’analisi del voto comunale, nel quale i risultati si alternano tra luci ed ombre, laddove molti dati negativi sono determinati anche dall’imperizia nella compilazione delle liste elettorali.
Ma al di la’ di questo emerge con tutta evidenza un fenomeno che rende impossibile un confronto elettorale a livello comunale: un numero affollatissimo di liste e candidati, come nella sola citta’ di Milano dove i simboli in gara erano quaranta, rende assolutamente inutile tentare di distinguersi come partito, peraltro privo di rappresentanza parlamentare, di comunicazione e mezzi economici.
Ne ha fatto le spese anche Futuro e Liberta’ che nelle roccheforti della destra italiana, Latina e Reggio Calabria, non e’ riuscito a raggiungere l’1%, nonostante mezzi, comunicazione, rappresentanza parlamentare ben presenti a suo sostegno.
Proprio il risultato di Fli deve far riflettere quanti militano da posizioni di destra in quel partito, nel nostro, nel PDL e nella galassia di movimenti che ruotano attorno a questo versante politico.
C’e’ drammaticamente bisogno di individuare uno spazio politico, uno spazio nuovo per affermare il diritto alle differenze. Una societa’ che precipita nel civismo territoriale e’ quanto di piu’ lontano abbiamo sognato per una nazione la cui identita’ e’ casomai sintesi e non somma di localismi.
La Destra deve individuare nel congresso di Torino la tappa fondamentale per la rifondazione di un’area che abbia cultura di governo, senso di appartenenza identitaria e attenzioni ai nuovi bisogni e alle nuove emergenze della societa’.
Da li’ si deve ricominciare a cambiare la cultura nazionale ed affermare i diritti sociali dei cittadini italiani.
L’Esecutivo Nazionale de La Destra ha anche esaminato i quesiti referendari di giugno, ha espresso l’indicazione nel rispetto della volonta’ degli elettori, affermando comunque la propria preferenza verso i referendum riguardanti acqua e nucleare e assoluta indifferenza a quello sul legittimo impedimento.
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Pubblicato
sabato 21 maggio
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