11
mag
2012

Il presidente delle Repubblica non intende avallare il metodo dei due pesi e delle due misure.
Ho ricevuto – e mi ha fatto piacere – la lettera, che pubblico sul blog, del consigliere del presidente della Repubblica per la Stampa e la comunicazione, dott. Pasquale Cascella, attraverso la quale il capo dello Stato mi fa sapere di avere ritenuto superato l’incidente seguito alla polemica del dicembre 2007 sui senatori a vita.
In questi giorni avevo sollevato la questione, nel sostanziale silenzio di stampa – rare eccezioni il Tg2 e Libero nell’intervista odierna che riporto nel link sottostante – legata alla disparità di trattamento rispetto alle pesantissime affermazioni di Beppe Grillo nei confronti del presidente Napolitano.
Io continuo a essere sotto processo, Grillo – per fortuna sua – invece no.
Ora, neppure il presidente della Repubblica, se ho ben compreso, intende proseguire nel considerare aperta una questione che puntai a risolvere con una lettera che gli inviai, anche questa riportata di seguito, con la quale – anche se il Senato aveva dichiarato insindacabili le mie affermazioni – volli manifestare il mio rincrescimento personale alla più alta carica dello Stato.
Soddisfazione dunque per la posizione che attraverso il suo consigliere Cascella, il presidente Napolitano ha voluto farmi pervenire.
Ma resta un fatto: nella Repubblica italiana il processo continua e le spese pure.
Ci sarà un giudice a Roma oltre che a Berlino?
Intervista Libero
Tag:grillo, la destra, Napolitano, politica, presidente, processo, repubblica, storace
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10
mag
2012

Se fossi in Parlamento chiederei la parola per fatto personale. Siccome non ci sto, me la prendo sul blog, sulle mie pagine Facebook, sui media che lo vorranno, per denunciare un disagio profondo come cittadino di questa Repubblica al quale piacerebbe sentirsi rappresentato dal capo dello Stato. Ho l’impressione che non sia così e non mi riferisco alla nascita del governo Monti e a tutto quello che viene attribuito al presidente della Repubblica.
No, e’ proprio una questione personale, anzi politica.
Con Giorgio Napolitano, nel 2007, da senatore, ebbi una polemica durissima. Era dicembre, in quei giorni avevo presentato una disegno di legge costituzionale per abrogare la figura dei senatori a vita. Era il tempo del governo Prodi, mi si attribuì persino una frase che non avevo pronunciato sulle stampelle alla Montalcini, ma siccome stava sui giornali me la appiccicarono comunque. Amen.
Napolitano si adontò a difesa della senatrice, io risposi pesantemente. E lo scrissi tempo dopo anche allo stesso presidente, perché comunque ritenni di aver ecceduto.
Nel frattempo la “giustizia” faceva il suo corso. Il reato di offesa al prestigio del capo dello Stato e’ perseguibile solo dopo autorizzazione del ministro della giustizia. Era Mastella, ci mise appena 48 ore, il guardasigilli del governo Prodi per autorizzare il procedimento a carico di un parlamentare dell’opposizione.
Da allora sono passati anni, si va avanti tra le autorizzazioni a procedere negate dal Senato e i ricorsi della procura di Roma davanti alla Corte Costituzionale. Mi chiedo quanto costi tutto questo e perché Napolitano non dica pubblicamente che per lui il caso e’ chiuso. Evidentemente non lo e’ e deve dare l’idea che ci vuole la punizione imperiale. Altrimenti davvero non si spiega perche a processo per un reato che davvero e’ anacronistico ci deve andare uno solo in tutta Italia.
Beato Beppe Grillo che può dire quello che vuole. Tanto e’ un comico. L’antipolitica la salvano, la politica no. Curioso, vero?
Tag:antipolitica, grillo, la destra, Napolitano, politica, presidente, repubblica, senatori, storace
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9
mag
2012

Nelle elezioni amministrative si registrano ovviamente risultati a macchia di leopardo in tutto il territorio nazionale anche per La Destra, che è riuscita a passare indenne lo tsunami che si è abbattuto sui partiti tradizionali.
Al Nord, spiccano i risultati in Lombardia a Cantù, dove si è registrato il 4,2% delle preferenze, e soprattutto in Friuli, a Casarsa, il 3,6% e a Cervignano il 3,5%.
Nel centro Italia, in Toscana, grande soddisfazione in provincia di Arezzo, dove Cristiano Romani ha promosso a Castiglion Fiorentino una lista civica che ha ottenuto 15,11% facendo eleggere Domenico Nucci. Segnaliamo, poi, in particolare le prestazioni di Camaiore al 3% e Carrara al 2,82%; mentre nel Lazio, importanti i risultati di Ardea, con il 4%, e Rieti 2,2%.
Nel sud risultati eclatanti a Isernia, dove abbiamo presentato la lista civica che ha raccolto il 9% con l’elezione del segretario regionale Giovancarmine Mancini; a Castrovillari, in Calabria, il 7,3%; in Puglia, Galatone il 5,2% e Martinafranca il 4,3% con il candidato sindaco al 6%.
In Abruzzo, a L’Aquila, con la lista civica promossa dal segretario regionale Luigi D’Eramo al 3,1%.
Sono risultati che saranno esaminati assieme agli altri nella direzione nazionale di fine maggio e saranno utili per la definizione della strategia del partito in quelle che saranno elezioni politiche, e non più solo amministrative.
Ricordiamo che alle ultime elezioni politiche del 2008 La Destra con Fiamma tricolore si attestarono al 2,4%, obiettivo che come si vede è di gran lunga superabile.
Tag:amministrative, italia, la destra, storace
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8
mag
2012

Prima del voto dicevano che comunque non sarebbe cambiato nulla. Non e’ esattamente così, c’e’ stato uno tsunami. Le elezioni hanno un solo vincitore di nome Beppe Grillo.
Il partito democratico vince in diverse amministrazioni grazie al vero e proprio crollo del centrodestra, segnatamente pdl e lega, e all’assenza di consenso del Terzo polo, a cui Casini aveva attribuito evidentemente poteri taumaturgici.
Per noi, che registriamo risultati a macchia di leopardo a fronte di sondaggi sulle politiche che ci posizionano oltre le politiche 2008 (ieri Mentana ci dava il 2,5%), si può aprire un’autostrada verso le elezioni che ci sono più congeniali, quelle nazionali. Esattamente come nazionali sono state le consultazioni in Francia e in Grecia. Ma la strada deve essere unica e non a zig zag.
Partendo da alcuni dati di fatto: il centrodestra ha esaurito la sua forza. Il governo Monti lo sta seppellendo;
la Lega sconterà ancora a lungo le vicende morali che l’hanno squassata all’interno; l’elettore non cerca solo il nuovo, gli e’ sufficiente l’altro rispetto al sistema dominante, altrimenti non si spiegherebbe il trionfo di Leoluca Orlando a Palermo, che certo nuovo non e’;
l’Europa sta diventando il nemico del popolo e il 9 giugno manifesteremo la nostra rabbia a Napoli.
Ora occorre calibrare i nostri atteggiamenti, cominciando col dire al Pdl che se l’e’ cercata e che farebbe bene a rimettere nel cassetto ogni bizzarro disegno di legge elettorale (che fate, mettete lo sbarramento così alto che non lo supererete nemmeno voi?). Il 26 e 27 maggio daremo vita ad una due giorni di direzione nazionale per fissare una strategia che ci renda finalmente visibili per essere credibili. E magari decidere una volta per tutte il rapporto col centrodestra: o dentro o fuori.
A queste amministrative mi era complicato mandare lo stesso messaggio se mi toccava un comizio in coalizione, un altro in solitaria, un altro ancora in una lista civica. I dati dei sondaggi possono essere ancora più elevati se tutti facciamo la stessa cosa. E credo che questa sia la prima decisione da prendere. D’ora in poi, se dipendesse esclusivamente da me, l’autonomia la lascerei alle liste civiche e non a un partito politico. Per questo, l’appuntamento della direzione a fine maggio e’ strategico.
Tag:elezioni, governo, grillo, italia, la destra, lega, monti, pdl, sinistra, storace, voto
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7
mag
2012

La vittoria di Hollande alle presidenziali francesi non e’ una questione che riguarda solo l’Eliseo e i suoi connazionali. E’ soprattutto la sconfitta delle politiche legate all’asse Sarkozy-Merkel a dover registrare una secca battuta d’arresto. Ed e’ il premier italiano, Mario Monti, a dover prendere atto che l’Europa non la sopporta più nessuno. Il sogno dei popoli uniti e’ stato soppiantato da una moneta unica che e’ odiata da tutti.
E la si smetta di considerare il voto a destra, come quello in Grecia, connotato da chissà quali velleità neototalitarie. E’ un esercizio di democrazia anche quello di un popolo massacrato dall’Unione Europea e anche quella verso Alba Dorata e’ un’opzione legittima che merita tutto il rispetto di chi considera la sovranità come un valore.
Ora basta. Al diavolo il fiscal compact e l’Esm, il meccanismo europeo di stabilità. Sono gli strumenti diabolici con cui l’Eurobanca strangola le nazioni, riduce al silenzio i parlamenti, straccia le politiche sociali.
Mario Monti deve fermarsi. Il Pdl deve fermarlo. I nuovi accordi europei non devono essere ratificati sic et simpliciter da questo Parlamento. I trattati imposti dalla Merkel e subiti irresponsabilmente da Monti rischiano di avere conseguenze pesantissime per l’Italia con le finanziarie dei prossimi anni dettate da Bruxelles e Francoforte. Il Parlamento deve ascoltare l’opinione del popolo italiano. Nel 1989 fu approvata la legge costituzionale numero 2 per indire un referendum sul mandato costituente da conferire al Parlamento europeo. Analogamente si deve procedere in questo caso. Si dia come allora agli italiani, con legge costituzionale, il potere di decidere sui trattati, sia il popolo a stabilire se vale la pena di restare in Europa a queste condizioni capestro.
Altrimenti, lanceremo la campagna stop euro, a partire dalla nostra manifestazione di Napoli del prossimo 9 giugno. Non vogliamo diventare schiavi dell’Europa, vogliamo decidere da soli del nostro futuro, la Merkel cerchi altrove i suoi servi.
Altro che Partito popolare europeo…
https://www.facebook.com/events/296267783787100/
Tag:9 giugno, europa, grecia, italia, la destra, merkel, monti, napoli, pdl, politica, sarkozy, storace
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6
mag
2012

Oggi e domani nove milioni di italiani sceglieranno i sindaci delle loro citta’, piccole o grandi che siano. Molti militanti de La Destra sono impegnati direttamente con le liste del partito, altri con liste civiche, uno solo aveva deciso di candidarsi come indipendente de La Destra nella lista finiana – a Brindisi – lo abbiamo invitato caldamente a dimettersi per non buttarlo fuori e lo ha fatto.
Praticamente ovunque, i nostri candidati ci hanno riferito l’entusiasmo che c’e’ attorno alla nostra posizione politica, molto superiore rispetto al passato. E lo abbiamo notato in molte delle citta’ dove siamo stati personalmente. Davvero pochi sono stati i luoghi che ci hanno deluso quanto a partecipazione, in certi casi dovuto piu’ all’avventurismo di alcuni dirigenti locali che magari non riescono a capitalizzare il clima di simpatia che riscontriamo ormai dappertutto.
Che poi tutto questo si traduca automaticamente in voti e seggi come indicano i sondaggi, davvero e’ impossibile saperlo. Certo e’ comunque che per La Destra e’ possibile costruire un futuro. Chiunque sara’ chiamato a guidarla, perche’ nessuno, a cominciare da me, e’ eterno.
Il nostro dovra’ essere il partito del sociale e dei diritti degli italiani nelle istituzioni; dobbiamo essere la destra che contrasta i tecnici di Monti e non la maggioranza parlamentare che li sostiene con tutto il carico infame di tasse che li accompagna; dobbiamo essere la forza politica che rifiuta ogni forma di sudditanza verso l’unione europea.
Da domani la apriamo la vertenza europea, che trarra’ slancio dalla manifestazione che terremo a Napoli il prossimo 9 giugno, alla Mostra d’Oltremare, in una cornice che dovremo riempire in ogni ordine di posti. E’ l’Italia indignata quella che vogliamo rappresentare, e agli elettori chiediamo di darci forza.
Nella direzione nazionale del 26 e 27 maggio lavoreremo al progetto politico in una due giorni di auspicabile chiarezza e dovremo mettere tutto a posto anche sul piano organizzativo. Finisce il tempo dello spontaneismo velleitario, ora occorre che ogni dirigente sappia che cosa vuol dire guidare una struttura. Se non se ne capacita, puo’ fare altro.
Tag:amministrative, elezioni, la destra, storace, voto
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5
mag
2012
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Sto girando molte piazze d’Italia, incontrando tantissima gente, e riscontro sempre più esasperazione per quanto sta avvenendo nel nostro paese, per una crisi che non si riesce a superare e per una pressione fiscale ormai insopportabile, che sta gettando sempre più cittadini sul lastrico, addirittura inducendo al suicidio.
Ecco perché a maggior ragione in questa tornata elettorale ci sono almeno tre motivi a sostegno del consenso alle liste de La Destra e dei suoi candidati: di carattere amministrativo, perché vogliamo che i servizi sociali siano garantiti prima agli italiani e poi agli stranieri; di carattere politico, per dire basta ai ministri tassassini, come dimostra la vicenda Imu; di carattere europeo, perché vogliamo un paese a sudditanza zero verso le banche, l’Europa e la signora Merkel.
Siamo convinti che andranno ricalibrati i giudizi sui cosiddetti partiti minori, e dopo questa tornata elettorale il governo Monti sarà più debole.
Riproporremo i nostri impegni con veemenza e convinzione anche alla prossima manifestazione del 9 giugno a Napoli, per mandare a casa questo governo che non ci rappresenta, che non abbiamo voluto e che gli italiani non hanno votato.
Tag:banche, europa, governo, italia, la destra, monti, politica, storace
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