Post taggati ‘amministrative’

INTESA PER LE REGIONALI

14 nov 2009

      intesa per le regionali

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha ricevuto ieri a Palazzo Chigi i vertici de La Destra, rappresentata dal segretario Storace e dal presidente Buontempo, a seguito della conferenza programmatica del movimento.
Il Pdl e La Destra, si legge in una nota, concorreranno insieme alle elezioni regionali, con formale apparentamento, in alternativa alle sinistre.
“Sarà l’ufficio di presidenza del Pdl a indicare le modalità alle strutture regionali per la definizione dei programmi elettorali, della partecipazione ai premi di maggioranza sul territorio e delle responsabilità di governo nelle regioni dove la coalizione si affermerà. Analogamente si procederà per le coincidenti elezioni amministrative”, conclude la nota
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La nota diffusa da Palazzo Chigi conferma la linea emersa al Comitato centrale de La Destra e nell’ultima Conferenza programmatica di Pomezia. Il nostro Movimento sarà in tutta Italia parte attiva e determinante della battaglia di alternativa per sconfiggere nel territorio la sinistra.
Ho convocato per mercoledì prossimo, alle ore 12,30, l’esecutivo politico de La Destra per discutere sulle modalità di avvio della campagna per le regionali e le amministrative, in vista degli appuntamenti di metà dicembre con i segretari regionali e provinciali e di metà febbraio con la grande manifestazione popolare che si terrà a Napoli.

I SONDAGGI DEL 2000…

4 set 2009
Immagine anteprima YouTube

Nel Pdl c’è affanno per le elezioni regionali. E se ne occupa Silvio Berlusconi in prima persona, a quanto è dato di capire.

E’ evidente che l’appuntamento di marzo 2010 è vissuto con apprensione, si punta ad evitare la rivincita della sinistra dopo il congresso a due anni dalla vittoria della coalizione di governo.

Sette sono le regioni in bilico, delle 13 che saranno chiamate al voto: Piemonte, Liguria, Marche, Lazio, Campania, Puglia e Calabria sono quelle in cui sarà senz’altro decisiva la scelta oculata dei candidati, mentre è probabile che Lombardia e Veneto resteranno comunque nell’area di maggioranza, Toscana, Emilia, Umbria e Basilicata in quella dell’opposizione.

La Lega fa baccano per le regioni del nord, l’apparato che viene da An la spunta in Calabria col sindaco di Reggio, Scopelliti, per il resto sembra che il Cavaliere punti a piazzare persone di sua fiducia.

Fin qui la cronaca di quello che succede.

Ho vissuto nel 2000 la gara per la nomination e so bene che vuol dire la guerra di sondaggi. Farebbero malissimo gli esponenti di quella che fu Alleanza nazionale ad ammainare la bandiera in quella che è stata la regione laboratorio della Destra italiana, dove ora hanno il sindaco di Roma, ovvero il Lazio. La partita in corso è astuta: facciamo sondaggi e dimostriamo la debolezza di chi vogliono loro.

E’ noto che ho espresso a più riprese la mia preferenza personale – se dovesse esserci una partita di coalizione riguardante anche La Destra, con il suo simbolo e i suoi candidati – per il senatore Andrea Augello. Non ho dubbi che sarebbe un ottimo presidente; chi non lo vuole sforna sondaggi per insinuare il dubbio sulla possibilità che si possa trattare anche di un ottimo candidato (l’unico, tra l’altro, in grado di rispondere colpo su colpo alle falsità che si prepara a rimettere in campo la sinistra).
Già visto nel 2000: i sondaggi – che non erano e non sono fasulli, ma attestano la situazione del momento – mi davano 18 punti sotto Badaloni, fonte Piepoli. Finì come sappiamo, si partì con decisione e vincemmo.

Oggi, vengono messi sul tavolo quattro candidati: Bertolaso e il ministro Meloni (che dicono di non volerne sapere) paiono vincenti; l’imprenditrice Luisa Todini e Augello no. Quest’ultimo, nel sondaggio Crespi, è dato sette punti e non diciotto sotto Marrazzo, con 19 indecisi su 100 e l’Udc ancora in surplace…

Per quello che ci riguarda, vogliamo che la bandiera de La Destra, se proprio non ci deve essere un nostro esponente alla testa di una coalizione alternativa alla sinistra, affianchi una personalità politica a tutto tondo. I tecnici non ci appassionano e quel che è peggio rischiano di non appassionare milioni di cittadini, che dovranno andare ai seggi trascinati dai partiti e non dagli istituti di sondaggi, che fanno bene il loro mestiere ma non quello della politica.

Se invece la partita deve restare interna ai problemi del Pdl è bene che non ci consultino affatto; le candidature a dispetto non sono quelle che possono mobilitare la nostra area. Se si continua così, il prossimo sondaggio non lo limitino a un solo candidato contro Marrazzo; magari potrebbe esserci anche un’altra opzione per gli elettori, che capiscono molto meglio di altri chi gioca a perdere e chi non ci sta.
Visto che Berlusconi vuol decidere da solo, segua un solo consiglio: parli con ciascuno dei suoi aspiranti, si faccia dire che cosa farebbe per riconquistare la regione e poi vedrà che maturerà la nostra stessa opinione.

Decidano. Ma in fretta, per favore. Non c’è tempo da perdere.

A COLLOQUIO COL PREMIER

24 lug 2009

stor berl

di Francesco Storace

Abruzzo, mutuo sociale, elezioni regionali: di questi argomenti ho avuto modo di parlare ieri col presidente del Consiglio, Berlusconi, in un colloquio che ho chiesto a nome de La Destra a seguito del mandato ricevuto dall’esecutivo politico dei giorni scorsi e in vista del comitato centrale che terremo a settembre, prima della nostra conferenza programmatica.

Non ci vedevamo da tempo, dal febbraio 2008, quasi un anno e mezzo trascorso senza comunicazione e in un clima di ostilità che la nostra comunità ha avvertito e subito fra elezioni politiche, regionali d’Abruzzo, regionali sarde ed elezioni europee con la legge elettorale che ci ha tagliato le gambe.

Ma siccome la politica è fatta più di prospettiva che di rancore, abbiamo voluto andare a tastare il terreno in vista di elezioni in 13 regioni nella prossima primavera sulle intenzioni del centrodestra, su come ci si intende porre nell’alternativa alla sinistra.

Non ero solo: con me è venuto il segretario regionale dell’Abruzzo, Luigi D’Eramo, che da diretto protagonista della tragedia dell’Aquila ha preparato un dettagliato dossier sul post-terremoto che abbiamo consegnato al presidente del Consiglio sulle questioni che meritano un approfondimento.
Una discussione talmente di sostanza che il prossimo incontro che D’Eramo dovrà avere sarà direttamente con il sottosegretario Bertolaso, per evitare ulteriori problemi ai cittadini dell’Aquila.

Al capo del governo ho consegnato anche una bozza di emendamento per il decreto sul pacchetto casa, proponente la delega a regioni e comuni ad avviare il progetto di mutuo sociale ed elaborato in collaborazione con Casapound.
La sinistra predica il diritto alla casa, noi proponiamo alla politica di garantire il diritto alla proprietà della casa, a partire dalle famiglie più esposte socialmente.
L’emendamento, che Berlusconi si è riservato di valutare, sarà comunque da me mandato a tutti i deputati e senatori con la proposta di presentarlo nella discussione sul decreto casa.

Poi, le regionali. Al leader del Pdl ho esposto i dati delle amministrative, assolutamente lusinghieri in molte zone dove eravamo presenti con il simbolo de La Destra, sia in alleanza che in competizione diretta con i nostri candidati a sindaco e alla presidenza delle province.

In una battaglia combattuta senza mezzi economici e con la censura dei media, le nostre liste hanno registrato ovunque una performance nettamente superiore al risultato delle elezioni europee nel raffronto nei territori dove si disputavano le amministrative.

Alle regionali, che non sono semplici elezioni amministrative, noi non vogliamo fare come l’Udc, che pare volersi riservare il diritto di scegliere le alleanze regione per regione; la partita che intendiamo disputare – e che dovremo discutere in comitato centrale – dovrà vederci impegnati, a mio personale parere, con impegni programmatici netti di carattere sociale, in maniera omogenea per affermare in tutto il Paese il messaggio de La Destra.
E il Pdl dovrà valutare con grande attenzione candidati alle presidenze delle regioni e programmi elettorali, se vorra’ lanciare un messaggio di alternativa e non di semplice alternanza di potere.

Ne discuteremo ancora, soprattutto perchè è giusto che ad esprimersi siano gli organi di partito sulla base del lavoro istruttorio  - che è ancora tutto da compiere – dopo il mandato dell’esecutivo.
Certo è che non staremo fermi.
In tutte le regioni abbiamo la concreta possibilita’ di entrare con nostri uomini, sotto le nostre bandiere se, superata la delusione europea, ci mettiamo concretamente a lavorare con cura nel territorio selezionando le migliori candidature disponibili per le nostre liste.
Chi vuol vincere nelle regioni non potrà fare a meno di noi.

 

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Grazie

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WEEK END DI DESTRA

6 lug 2009

                            la-destra

di Francesco Storace

Sabato e domenica prossimi l’esecutivo politico de La Destra tornerà a riunirsi.
Sarà una due giorni impegnativa, in cui i massimi responsabili del partito si guarderanno in faccia e discuteranno la linea da proporre al Comitato centrale che deve essere convocato.
Leggo molti documenti in queste ore, alcuni dicono cose sensate, altri si soffermano con malevolenza solo su questioni che, seppur importanti, sono di assoluto dettaglio rispetto ai problemi che abbiamo di fronte.
Due anni di vita in un cammino tutto di ostacoli è quello che abbiamo alle nostre spalle. Dobbiamo decidere la vita che avremo avanti a noi.

Il problema non sono i soldi, che non ci sono e non si trovano neppure se c’è una specie di politburo a controllare le risorse interne. E nemmeno i segretari regionali. Finora li elegge solo il Pd e non mi sembra che lì dentro le cose vadano così bene.
Il nostro è un problema di capacità di soffrire. Chi vuole tutto e subito ha sbagliato partito. Chi pensa che prima di tutto ci siano le idee per cui siamo nati, ha trovato la sua casa.
Sbaglia chi pensa che la nostra questione principale sia legata alle persone.
Alcune vanno cambiate, per carità, ma non sta lì la soluzione. Che, caso mai, starebbe nel ricambio al vertice, se problema di persone c’è.
Noi dobbiamo puntare a rafforzarci nel territorio, e le amministrative
stanno lì a dimostrare che dove ci sono state candidature credibili il simbolo de La Destra non è stato affatto l’ostacolo. Che anzi ha perso colpi quando l’abbiamo mischiato alle Europee o anche alle provinciali con altri simboli (quindi, il danno non l’ha fatto solo l’alleanza dell’autonomia…).

Sarà, quella dell’esecutivo una riunione di livello, spero, che servirà a indicare al partito una prospettiva politica sulla quale chiamare a confrontarsi il Comitato centrale. La data la stabiliremo in quelle due giornate, per me si può fare in qualunque giorno di luglio (ad eccezione del 25…).
Dobbiamo solo decidere se è utile a discutere o se serve a far litigare chi non cerca altro che stupide risse. Mi è capitato persino di leggere che chi ha criticato le alleanze col Pdl nel territorio, poi le ha fatte nei turni di ballottaggio…
Se saremo capaci di tracciare una linea di correttezza reciproca, sarà utile il confronto, ad esempio su come preparare il terreno per le prossime elezioni nelle 13 Regioni a statuto ordinario che andranno al voto la prossima primavera. Altrimenti è inutile rovinarsi le giornate, meglio meditare…

P.s. Chi vuole cambiare il simbolo legga lo statuto. L’articolo con le nostre generalità è il primo, e si può modificare solo al Congresso. Che si svolge ogni tre anni. Lo abbiamo deciso all’unanimità. C’era anche la base.

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INADEGUATO

3 lug 2009

                               marrazzo

di Francesco Storace

Se la Federlazio denuncia la corruzione in sanità; se la Cisl tuona contro l’assenza di trasparenza, i disavanzi enormi e l’intollerabile lunghezza delle liste d’attesa; si capisce perfettamente perché Marrazzo non sarà ricandidato alla presidenza del Lazio. E’ fallita una stagione di chiacchiere e di propaganda.
Urlavano contro di me, ma i cittadini si sono ormai resi conto che il Lazio è in mani palesemente inadeguate.
La Regione può essere riconquistata se si costruisce con grande rapidità l’alternativa alla sinistra: chiediamo a tutti di non perdere tempo.
Serve una campagna d’ascolto e di proposta lunga un anno. Guai a chi esita.
Certo, se si comincia con nomi che non hanno alcun senso, la partita è più complicata. Nel Lazio serve cultura politica. Le istituzioni sono – dovrebbero essere – una cosa seria. Qualunque soluzione estranea ad una storia politica appassionata ci vedrebbe estranei, disinteressati, ostili.

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LA DESTRA VIVE

2 lug 2009

bandiera-la-destra

di Francesco Storace 

La Destra vive. E’ quello che mi sento di dire dopo le prime settimane seguite al trambusto post-elettorale.
In giro trovo voglia di ricominciare e questo perché probabilmente in molti hanno analizzato più approfonditamente i dati delle elezioni amministrative, molto migliori rispetto alle europee.
Il che ci consente di rimettere la macchina in moto, ovviamente verificando situazione per situazione ogni territorio. Si tratta di lavorare con serenità, partendo dal dato che siamo ad appena i primi due anni del nostro percorso politico.

Cito un solo esempio, anche se c’è chi mi rimprovera di parlare troppo spesso del Lazio, ma è ovviamente la Regione che conosco meglio.
Se ognuno fa lo stesso lavoro per la propria Regione, si capiscono meglio punti di forza e di debolezza per il simbolo de La Destra.

Il Lazio è la Regione dove nelle tre elezioni provinciali, Rieti, Frosinone e Latina, ci siamo presentati con il nostro simbolo, e i risultati differenti per ciascuna delle province dipendono probabilmente dalla qualità o meno dei candidati locali nei collegi.

Ma andiamo per ordine. Il Lazio è Regione che ha 3 milioni di elettori ed elettrici. La provincia di Rieti ne ha 103mila, quella di Frosinone 324mila e quella di Latina 323mila. Totale 750mila, ovvero un quarto degli elettori della regione.
Calcolando i soli voti validi in termini assoluti – altrimenti dobbiamo entrare nel ginepraio degli astenuti, delle schede bianche e di quelle nulle, ma questo serve per altre riflessioni e non su quella che stiamo facendo ora – circa 14mila voti sono stati raccolti dalle liste de La Destra.
E teniamo presente che ci sono state realtà dove si sono presentati candidati per più collegi per l’organizzazione ancora ridotta della struttura in una provincia, mentre dove siamo andati meglio c’era un candidato per collegio.

14mila voti in un quarto del territorio, possono consentirci alle regionali, dove la scelta dei candidati sarà molto più selettiva, l’ambizione di raccoglierne almeno 60mila – in una regione che ai quattro partiti dell’autonomia ne ha dati appena 25mila alle europee -  senza lasciarsi andare a ottimismi di maniera. Se poi le candidature, oltre che essere più rappresentative, saranno pure capaci di raccogliere consensi, l’obiettivo può anche essere aumentato.

Con sessantamila voti, a legge vigente, nel Lazio si ottengono due consiglieri. Se si è nella coalizione che vince e scatta il premio di maggioranza, diventano tre.
E’ una partita che vale la pena di giocare.
La stessa situazione va analizzata per ognuna delle tredici regioni a statuto ordinario che andranno al voto. Laddove ci saranno maggiori difficoltà organizzative, penso al Nord, studieremo la formula più idonea per garantirci una rappresentanza comunque.
Certo è che La Destra ha carte da giocare.

Sono dati che servono alla nostra riflessione interna. Leggo molti documenti, alcuni dei quali anche critici – anche con accenti di ingenerosità, ma può capitare – e da (quasi) tutti si possono trarre buoni spunti di decisione.

Il prossimo fine settimane – l’11 e 12 luglio – l’esecutivo tornerà a riunirsi e credo che faremo bene a convocare entro la fine del mese una sessione del Comitato centrale, sia per quel che riguarda il bilancio 2008 – il segretario amministrativo, Livio Proietti, è già pronto – sia per la proposta politica (o le proposte) da discutere in seno al più vasto organo dirigente.
Sulla data del Comitato centrale, deciderà l’esecutivo; l’importante è che qualunque sarà la decisione presa, essa sia sempre spiegabile a tutti.

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PRONTI PER LE REGIONALI

2 lug 2009

                               foto-storace

 

Obiettivo Regione Lazio. In un’intervista pubblicata oggi sul quotidiano Liberoe che vi proponiamoFrancesco Storace spiega le strategie de La Destra in vista delle prossime regionali, in programma fra meno di un anno.
“Nel centrodestra credo che si debba aprire una discussione sul candidato – sottolinea – e se si tratta di una persona che ha fatto parte della mia giunta sarà un motivo in più per sostenerlo. Ma bisogna sbrigarsi”.
La vittoria, avverte comunque Storace, non è scontata.

LEGGI libero-2_07_09-storace-mi-candido-alla-regione-lazio

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