
Sarà la magistratura a fare chiarezza sulla casa di Montecarlo lasciata dalla Contessa Colleoni ad AN e ora finita in mano a Giancarlo Tulliani, fratello della compagna di Fini.
Anche se, la rilevanza che il caso ha assunto dovrebbe spingere il presidente della Camera e gli amministratori del partito a chiarire in tempi rapidi e non aspettando interrogatori e complicate rogatorie internazionali.
In particolare, sono tre le domande che meriterebbero una risposta:
1) A chi è stato venduto l'appartamento di Montecarlo ereditato dalla nobile benefattrice convinta sostenitrice degli ideali di “Destra”?
Gli atti scoperti dai giornalisti, parlano di società offshore, la “Printemps Ltd”, la “Janson Directors Ltd” e la “Timara Ltd” con sede nelle Piccole Antille. Dietro la facciata di queste società si nasconde un misterioso compratore che però, almeno Francesco Pontone, delegato da Fini alla firma dell'atto di vendita, dovrebbe aver conosciuto.
2) Perché Alleanza nazionale ha accettato un prezzo di 300 mila euro, che, sempre secondo i giornali inferiore alle proposte d’acquisto presentate a via della Scrofa e anche tenendo conto delle spese di ristrutturazione sensibilmente inferiore a quello che tutti gli esperti di mercato nel Principato ritengono giusto?
3) Come si è verificata l'«inspiegabile coincidenza» (copyright di Francesco Pontone) dell'appartamento di Boulevard Princesse Charlotte abitato, alla fine delle compravendite delle società offshore, dal fratello di Elisabetta compagna dell'onorevole Fini, Giancarlo Tulliani?
Il presidente della Camera non ha ritenuto finora
di dover chiarire la situazione perché si considera bersaglio di una campagna, alimentata dai giornali legati al premier, determinata dalla sua rottura con Berlusconi. Uno stato d'animo comprensibile alla luce di alcuni paragoni minacciosi, avanzati da esponenti del Pdl, con il trattamento riservato all'ex direttore dell'Avvenire, Dino Boffo. Ma in politica i doveri verso gli elettori e i cittadini contano più degli stati d'animo e delle reazioni all'ostilità degli ex alleati. Un gesto di chiarezza è sempre più necessario.
Da:
Corriere della Sera