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LO SCONTRO

6 gen 2010

                            fini-feltri

Il direttore de Il Giornale, Vittorio Feltri, scrive oggi un pezzo di apertura dedicato, ancora una volta, al presidente della Camera, Gianfranco Fini (articolo che vi propongo). E spiega perché Fini “non dice la verità”, aggiungendo che “mi accusa di scrivere sotto dettatura e vuole la mia testa, quando in realtà è lui che che non riesce a rispondere a qualche semplice domanda: perché oggi dice e fa l’opposto di quanto mi confidò un anno fa? Qual è il suo progetto?”.
La telenovela continua…

LEGGI il giornale 06_01_10 – feltri, ecco perché fini non dice

Sabato 28 novembre, Storace a Rete Oro (canale Sky 905)

28 nov 2009

                                   rete-oro

Questa sera, alle ore 21,30, sarò ospite di Fausto Sobrini e della sua trasmissione “Divieto di sosta”, in onda su Rete Oro.
In studio ci saranno anche Fabio Desideri, vice presidente della commissione Urbanistica della Regione Lazio, il consigliere regionale del Pd Enzo Foschi e il segretario dei Liberali Roberto Petrassi.
Si parlerà di politica e televisione, prendendo spunto dal dibattito sull’immunità parlamentare, dalle dichiarazioni del presidente della Camera, Gianfranco Fini e dai costi dell’azienda Rai.
La puntata sarà visibile anche sul canale Sky 905.

Sabato 28 novembre 2009
Rete Oro (canale Sky 905)
“Divieto di sosta”
Ore 21,30

Storace all’Agenzia Ami: sull’immigrazione mantenere tradizione nostra cultura

25 ott 2009

      GUARDA L'INTERVISTA

AGENZIA AMI – Intervista del 20 ottobre 2009

Immigrazione, Storace: la Bossi-Fini è stata sabotata dai magistrati

COSTRETTI ALLA PACE

22 set 2009

  fini-e-berlusconifeltri

Lo avevamo scritto giorni fa e puntualmente accadrà. Come capita da anni, Berlusconi e Fini litigano in autunno e fanno pace a primavera.
Questo era il post a cui mi riferisco. Era intitolato, parola più, parola meno, FARANNO PACE.

Come tutti sappiamo, Vittorio Feltri ha sferrato un attacco come si deve – quelli che sa fare lui - a tutta pagina contro Gianfranco Fini. Gli ha scritto che non è di destra. Mi meravigliano le nove colonne: in fondo, che Fini punti altrove lo si sa da tempo. E’ stato lui, del resto, a dire all’ultimo congresso di Alleanza nazionale che il Pdl non deve essere la destra italiana. Rispondeva a La Russa che aveva detto il contrario.
Dunque, c’è solo da chiedersi il perché di un attacco così virulento proprio adesso.
Ovviamente, Berlusconi dice che con Feltri non c’entra nulla. Feltri dice – e sicuramente è vero – che lui non prende ordini da nessuno. Fatto sta che l’attacco c’è stato. Qualcuno degli ex-esponenti di An (che brutta espressione…) difende Fini, molti hanno taciuto, la realtà è che la manovra è la solita. Ridurre le pretese in autunno, saldare il conto a primavera e fare pace sull’altare delle regionali.
A meno che Berlusconi non intenda saldare il conto in un’altra maniera, mettendo il presidente della Camera in condizione di non nuocere. A breve scadenza è sufficiente candidare quelli che stavano in An alle regionali senza passare per Fini: la moneta la do’ io, chi passa per Monte Citorio si tolga dalla testa ogni velleità.
Più probabilmente, invece, si tratta solo di segnali: ti accontento in una o due regioni, il resto è roba mia e della Lega. E se ci scappa qualcosa per Casini lo decido io e non lo decidi tu.
La controprova la avremo al prossimo editoriale di Feltri che festeggerà la ritrovata armonia nel Pdl. Accetto scommesse.

Aspettiamo le rassegne stampa, aggiungo oggi…

ARIA DI ELEZIONI…

29 ago 2009

                          elezioni

Qualcosa mi dice che in giro ci sia aria e voglia di elezioni anticipate.
Da qualche giorno è in particolare il ministro Calderoli a tirare fuori la storia dei poteri forti contro il governo, oggi lo fa anche in un’intervista alla Padania e tanto per non lasciare nulla di intentato tira fuori un po’ di nomi e cognomi: “i Luca di Montezemolo, i Corrado Passera, i Francesco Caltagirone, i grandi gruppi economici e industriali”.

Ho vissuto la stagione del ‘94, quando Berlusconi scese in campo e mise in piedi alleanze molto diverse fra loro, la Lega e il Msi di allora (anche se con i colori di An) per sbarrare la strada, riuscendoci, alla vittoria dei progressisti di Occhetto.
Allora, pochi mesi dopo l’ascesa del centrodestra al governo, fu Pinuccio Tatarella, vicepresidente del Consiglio, in una non dimenticata intervista a La Stampa a denunciare la volontà dei poteri forti di mandare a gambe all’aria quell’esecutivo. La profezia si rivelò azzeccata. Il potere reale non sopportava il potere popolare.

Ora, 15 anni dopo, quando Berlusconi è sempre più un pezzo importante del potere, arriva un altro ministro e ricomincia. Dobbiamo ritenere in crisi il governo? La maggioranza?
Abbiamo bisogno di spiegazioni, chiarimenti. La maggioranza è vastissima, l’opposizione è inesistente. Come fanno i poteri forti a rovesciare il governo?
E’ evidente che il problema è interno alla maggioranza della semplificazione politica.
Ha probabilmente ragione più di un osservatore tra quelli che indicano all’interno della coalizione i nemici del presidente del Consiglio; molti si spingono ad additare direttamente Fini, che almeno dice quello che pensa, pare…
Ma quanti tramano?
Ho l’impressione che ci si debba preparare al colpo di scena. Berlusconi ha bisogno di dimostrare ai suoi nemici interni che il popolo sta con lui.
Prepariamoci, che nessuno può prevedere come andrà a finire…

IL CORRIERE INTERVISTA STORACE SU FINI

28 ago 2009

                     fini con almirante

Vi propongo oggi una mia intervista pubblicata sul Corriere della Sera. Parlo del presidente della Camera, Gianfranco Fini.
Devo dire che sono molto deluso da certe sue prese di posizione. Non ne ritrovo una del passato.
Ricordo, ad esempio, quando…

LEGGI corriere della sera 28_08_09 – intervista a storace su fini

UNA PAROLA DI DESTRA

26 ago 2009

                           fini

Oggi pomeriggio, a Genova, parlerà in un dibattito il presidente della Camera, Gianfranco Fini. Apparentemente, la prima tentazione sarebbe di dire che, in fondo, non è che al popolo possa interessare più di tanto. In realtà, è un fatto che va approfondito.
Anzitutto il luogo dove Fini parlerà: la festa nazionale del Partito democratico, ovvero l’evento a cui i ministri del Pdl si sono rifiutati di mettere piede dopo che dagli organizzatori è venuta fuori la battuta relativa al mancato invito a Berlusconi “è una festa e non un festino…”.
Si sono tutti offesi, lui no.
Il presidente della Camera tiene molto al suo ruolo terzo e nonostante l’indignazione di quello che l’ha issato al vertice di Montecitorio, tira dritto e va in mezzo ai compagni che deridono il suo presidente del Consiglio.

Ma può succedere. Più interessante è l’interlocutore, che si chiama Franco Marini, e che è stato presidente del Senato. I due, “moderati” dal direttore del Tg2 Orfeo, discetteranno su un tema interessantissimo, “ragione e idee per il futuro”, roba da addormentare un insonne.

Eppure, l’occasione per risvegliare l’uditorio, Fini ce l’ha. Ha l’occasione di pronunciare una parola di destra. Si trova a Genova, in una sala dedicata a una vittima del terrorismo brigatista – Guido Rossa – e la rassegna stampa gli offre la possibilità di esprimere un’opinione su quanto ha stabilito la Corte europea dei diritti dell’uomo. Il carabiniere Placanica si difese dal tentato omicidio che si ritorse contro Carlo Giuliani.
Di fronte avrà la personalità politica che presiedeva il Senato quando fu incredibilmente intitolata una sala di palazzo Madama proprio al manifestante che voleva ammazzare Placanica.

Fini, all’epoca dei fatti di Genova vicepresidente del Consiglio, venne accusato dalla sinistra di essersi comportato alla stregua di un questurino nella sala operativa della città.
Ragioni per il futuro? Certo, se prima si riconosce la verità.

E allora, coraggio, presidente Fini; pretenda le scuse al popolo italiano da parte dell’ex-presidente Marini per aver fatto come le tre scimmiette nell’oltraggio compiuto al Senato; chieda conto alla sinistra genovese delle accuse rivolte nei suoi confronti; ci rassicuri che almeno su Genova 2001 non ha cambiato opinione….

E magari, se se la sente, dica anche che è penoso che lo Stato debba risarcire quarantamila euro alla famiglia dell’ex-senatrice Heidi Giuliani.
Avrebbero fatto meglio a educare il pargolo. Oggi sarebbe vivo e l’Italia sarebbe un Paese più serio.


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