8
apr
2012

E' davvero ammirevole lo humour di Gianfranco Fini. Adesso ha inventato una fantastica e tardiva battaglia di legalità sulle candidature senza rendersi conto di quanto rischi di essere patetico.
Dopo trent'anni in Parlamento, e' incredibile che non si renda conto che ogni volta che appare, il cittadino pensa alla casa di Montecarlo e a quel cognatino per il quale aveva promesso dimissioni dalla presidenza della Camera dei deputati. Ha umiliato una comunità che aveva creduto in lui, ha preso in giro il popolo italiano, pretende di essere ancora creduto.
Ma Montecarlo non e' finita. E il 10 maggio credo che sarà doveroso fare una passeggiata, assieme ai militanti di destra che ne avranno voglia, davanti al tribunale civile di Roma, in viale Giulio Cesare, per la causa civile - non molliamo - intentata da Roberto Buonasorte e Marco Di Andrea per quel lascito finalizzato alla buona battaglia e per il quale il giudice penale ha graziato l'ex presidente di Alleanza nazionale.
Per quella casa, Fini e' chiamato al risarcimento.
Chiederemo di far intervenire nel processo anche La Destra, come unico soggetto politico titolato a proseguire la battaglia che fu del MSI e poi di An. Le recenti controversie patrimoniali di via della Scrofa lo testimoniano: lì si e' in presenza solo di una lotta di potere, noi non vogliamo far disperdere un'eredità che e' anzitutto morale e che non può essere sacrificata da interessi sempre meno trasparenti.
Anna Maria Colleoni donò a Fini, ma come capo del partito, una dote ingente. Non la merita chi ha tradito la buona battaglia, e' questo quello che intendiamo andare a dire al giudice assieme a Di Andrea e a Buonasorte.
Con quella battaglia, non c'entrano le società offshore, ne' qualche spregiudicato parente acquisito di Fini; tutto questo e' immorale. E nessuna giustizia potrà negarlo.
Abbiamo deciso di far intervenire il partito nel processo perché sarebbe complice restare fermi dopo le notizie di stampa che abbiamo letto, le accuse tra finiani e antifiniani rimasti nel Pdl sulla sparizione di 26 milioni di euro, sulla gestione di un ingente patrimonio immobiliare....
Il 10 maggio ci sarò.... Ci saremo....
Cliccando il link successivo sarà possibile leggere l'intervista su Il Giornale
Il Giornale
Tags: an, buonasorte, fini, la destra, montecarlo, msi, storace
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24
mar
2012
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=7ihXcGlEQdk&feature=youtu.be[/youtube]
Ieri alcuni militanti del Popolo di Roma e Gioventù italiana hanno occupato l’appartamento di via Paisiello 40 che rientra nel vasto patrimonio dell’ex Msi prima e An dopo, prima del suo scioglimento.
L’hanno occupato per consegnarlo a La Destra e farne una sua sede nella Capitale.
Un gesto eclatante e significativo per il quale ho voluto portare la mia personale vicinanza e il ringraziamento della nostra comunità agli occupanti.
Sono andato a via Paisiello e ho avuto modo di ammirare insieme agli altri dirigenti del partito, un appartamento splendido e in disuso da oltre un decennio, immerso in uno dei quartieri più belli di Roma, i Parioli.
Ero contento da una parte nel vivere questa esperienza, e il cuore invece piangeva dall’altra, a vedere le fatiche e i sacrifici di tanta gente di partito lasciate abbandonate, quasi a marcire. L’appartamento di via Paisiello è il paradigma di come per certe persone la buona battaglia sia diventata solamente una lotta a conquistare poltrone, denari e beni. L’esperienza della casa di Montecarlo ci segna ancora, e nemmeno su quella molleremo. Lo dobbiamo anche alla contessa Colleoni, che proprio ieri abbiamo commemorato con una corona sulla sua tomba a Monterotondo.
Non ci stiamo a sapere che l’impegno di una intera comunità della destra sociale oggi sia nelle disposizioni di pochi che vorrebbero magari disporne a proprio piacimento.
Noi abbiamo molto più titolo a rivendicarne paternità e avanzarne diritto, perché ci siamo battuti per i nostri ideali, per difenderli e riaffermarli, anche attraverso scelte dolorose.
Le incrostazioni individuali e i personalismi di certi personaggi non devono intaccare quel patrimonio comune costruito col sudore della fronte della militanza. Se c’è chi pensa che sia solo Benedetto della Vedova a poter avanzare diritti si sbaglia, e di grosso.
Con noi c’è una intera comunità di persone e gente perbene che reclama, a diritto, quel patrimonio, ed è nostra intenzione far sì che rientri nelle disponibilità di chi lotta coerentemente.
Siamo disposti a ragionare intorno alla possibilità di concordare un canone sociale per questo appartamento, ma che non si azzardino a gesti extrapolitici rispetto alla vicenda.
Se questa nostra posizione non verrà tenuta nel giusto conto, prevedremo azioni su tutto il territorio nazionale in cui sono dislocati i beni della ex Alleanza nazionale, e saremo pronti a portare in via della Scrofa il popolo del 3 marzo.
Ventimila persone a reclamare giustizia per i nostri ideali.
Tags: alleanza nazionale, an, buonasorte, colleoni, la destra, patrimonio, roma, rossin, storace
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17
mar
2012

C’e’ un luogo dove ho passato molti anni della mia vita, e’ in via della Scrofa. Dopo la storica sede di palazzo del Drago in via Quattro Fontane, e’ li’ che si trasferi’ il Msi prima della trasformazione in Alleanza nazionale. Ci sono stato da militante, poi da giornalista del Secolo d’Italia, poi da capoufficio stampa di Fini, poi da portavoce del partito.
Ora c’e’ la sede di una fondazione che amministra i beni che dal Msi andarono ad An.
Nessuno ne sa niente.
Tra ex dirigenti di An andati a finire nel Pdl e quelli confluiti nell’ennesimo partito guidato da Fini – sciogliera’ pure Futuro e Liberta’, magari anche nella prossima riunione di Pietrasanta – se ne stanno dicendo di tutti i colori. Ognuno accusa gli altri di essere emuli di Lusi, il tesoriere della Margherita accusato di una bella paccata di malversazioni.
Nella fondazione, composta da ex iscritti ad An, non figura nessun ex iscritto ad An militante de La Destra. Non si sono neppure posti l’idea di chiedercelo. Non si sa mai, magari avremmo chiesto di sapere dove stava l’immenso patrimonio che gestiscono. Chissa’, dovessero esserci altre Montecarlo in giro, viene da pensare.
Eppure li’ dentro ci sono persone della cui probita’ non dubitiamo, penso ad esempio all’avv. Giuseppe Valentino e altri ancora.
Ma nessuno di loro si pone il problema degli “altri”. Per questo ieri, un gruppo di uomini di destra, provenienti dalle varie esperienze politiche dell’area, ha occupato simbolicamente per qualche ora proprio la sede di via della Scrofa. A testimonianza che i signori della fondazione non sono gli unici a poter disporre di un patrimonio che e’ innanzitutto morale.
Sono solidale con chi ha compiuto il gesto dimostrativo, che bissa quello meno noto accaduto qualche settimana fa con la sede che fu di An a Vigevano, in Lombardia. A noi basterebbe che si pubblicassero online entrate e uscite – fattura per fattura – della fondazione; che si rendessero noti entita’ e ubicazione del patrimonio immobiliare; che si desse conto di che fine fanno decine e decine di milioni di euro intascati come rimborso elettorale a partito sciolto.
Attendiamo risposte a una domanda di trasparenza. Se non arrivano, non sara’ solo un comitato come quello di ieri a mobilitarsi. Lo fara’ un partito intero, lo faranno in ogni parte d’Italia ventimila uomini e donne che hanno sfilato il 3 marzo a Roma, che rivendicano una storia comune e puntano ad un futuro che affermi il primato della trasparenza.
Per favore, smettetela di ignorare questa moltitudine popolare.
Non fate come l’uomo di Montecarlo.
Tags: an, fini, la destra, montecarlo, msi, roma, storace, tesoretto, via della scrofa
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11
feb
2012

Nell'intervista pubblicata sul Corriere della Sera, donna Assunta Almirante spiega il suo pensiero sulla questione del patrimonio di Alleanza nazionale.
La vedova del segretario del Msi, si dice "preoccupata e seccatissima" rispetto a questa vicenda che coinvolge i beni acquistati con sacrifici e cambiali dal marito e da altri militanti per ospitare le sedi del partito, perché nessuno le affittava al Movimento sociale, e se accadeva gliele bruciavano. Nessuno di quelli che oggi rivendica diritti su quel patrimonio, secondo donna Assunta, ha cacciato una lira, tanto meno Fini che al massimo ha abbellito la sede in via della Scrofa con una vetrata per la segreteria...
Poi tutto confluì in quell'associazione di "quattro gatti", allo scioglimento di An, e lì misero i 100 miliardi di ex lire cui ammonta il patrimonio.
Donna Assunta conclude così: sono già parlamentari questi signori, vogliono anche diventare ricchi? Impedirò loro di impossessarsi dei beni del Msi.
Cliccando sul link successivo sarà possibile leggere l'intervista de Il Corriere della Sera
Intervista Donna Assunta
Tags: alleanza nazionale, almirante, an, donna assunta, la destra, patrimonio, storace
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8
feb
2012

Ora ci manca pure una nuova querelle sui beni di Alleanza nazionale. E’ notizia di ieri che il tribunale di Roma ha nominato due commissari liquidatori per il patrimonio che fu del partito che succedette al Msi. Parliamo di una somma ingente che potrebbe fare gola a molti.
Ma non a noi, che, nonostante vari solleciti, abbiamo sempre rifiutato di immergerci in una battaglia legale su quattrini, case e proprietà varie. No, non fa per noi questa roba, a noi interessa un patrimonio ideale. E quello non lo può dare nessun giudice.
E’ comunque incredibile che nessuno si ponga il problema di restituire quei soldi alla comunità nazionale. Si e’ andati avanti, finora, a carte bollate, ciascuno per rivendicare un pezzo della ricchezza di An. Sì, parlo di ricchezza perché a quanto mi raccontano ci sono svariate decine di milioni di euro in circolazione.
Per questo An ha blindato i “suoi” beni nel 2011 con una fondazione. In cassaforte risultano i rimborsi elettorali percepiti alle politiche del 2006 – per cinque anni, fino al 2011, nonostante lo scioglimento delle Camere nel 2008 e quello del partito poco dopo … - e in ballo ci sono anche ingenti proprietà immobiliari.
Secondo il rendiconto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell'ottobre scorso, al 31 dicembre del 2010, via della Scrofa ha in cassa tra depositi bancari e postali qualcosa come 74,6mln di euro mentre alla voce rimborsi elettorali può contare su 12,7 mln ricevuti.
Quanto valgono gli immobili? Tra i 3 e i 400 milioni di euro, sono circa 70 appartamenti in cui hanno trovato sede le federazioni provinciali nel corso degli anni, e in alcuni casi anche le sezioni territoriali. Esempio tipico erano i beni lasciati dalla contessa Colleoni; uno di questi, a Montecarlo, e’ finito nelle mani del cognato di Fini, Giancarlo Tulliani.
Credo che, se volessimo, anche noi potremmo puntare a rivendicare un pezzo di quelle proprietà, con titoli morali di assoluto valore e coerenza. Finora non lo abbiamo fatto, ne’ e’ mia intenzione farlo e comunque non devo certo essere io a decidere. Ma mi fa rabbia la contesa giudiziaria: dateli ai poveri, quei soldi e quei patrimoni. Sarebbe la maniera migliore per onorare una storia politica che non merita di essere sporcata in tribunale.
Altrimenti, viene davvero voglia di chiamare l’avvocato e spiegarvi che vi conviene evitare il rischio di fare la fine di Lusi ….
Tags: an, la destra, proprietà, storace
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3
nov
2011

Nel Pdl è nata in silenzio una nuova corrente, quella dei destrogiustificazionisti, i silenti su tutto, i pronti a nulla. Sono gli uomini e - ahime' - le donne che furono di An, gli anziani e - ahime' - i giovani che militarono a destra prima di obbedire allo sciagurato diktat del partito unico imposto da Gianfranco Fini. Che, diciamolo, ha dimostrato più coraggio di loro.
Stanno zitti, non dicono una parola, giustificano la qualunque. Il corpaccione del Pdl si sfalda, si intima il famoso passo indietro a Berlusconi, si preparano manovre terribili ancorché obbligate dal punto di vista sociale, e loro stanno lì a guardare. Chi teme per il posto di coordinatore, chi per quello da capogruppo, chi per quello da ministro, e non si rendono conto che stanno per perdere tutto.
Sì, è giusto restare leali a Berlusconi nel momento di tempesta. Anche perché di geni in circolazione se ne vedono pochini. Ma siete sicuri che la postazione migliore è quella che vi vede imbavagliati? Almeno mollate un ceffone a chi tradisce, nemmeno quello avete più il giovanile coraggio di fare.
No, non va bene. Bisogna fare, ri-fare una forza di destra. Leale, ma di destra. Con la sua autonomia, la sua rappresentanza e soprattutto le sue idee. Altrimenti si finisce a fare i tifosi una volta di Silvio, una volta di Tremonti; una volta di Bossi, l'altra di Maroni; e speriamo di non dovervi mai veder lacerare tra Iannaccone e Scilipoti.
Fra una decina di giorni noi terremo il nostro secondo congresso nazionale. Fate sentire la vostra voce prima della conclusione dei nostri lavori. Dopo sarà tardi. L'attesa sarà considerata ingiustificabile.
Tags: an, berlusconi, congresso, governo, la destra, pdl, storace
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25
mar
2011

“Mi spiace molto il silenzio dei dichiaratori in servizio permanente effettivo su una vicenda che mi costa sul piano personale. Mi sarei aspettato da Berlusconi e dal Pdl uno straccio di dichiarazione contro la giustizia dei due pesi e due misure, ma ho la sensazione – sulla mia pelle – che se non riguarda loro, la questione non si pone.
Peccato, e comunque quello che sto per raccontare non muta la situazione politica perche’ non mi taglio i cosiddetti per fare un dispetto alla moglie e quindi non e’ un motivo per spostare la destra verso sinistra come ha fatto Fini. Ma che ci sia rimasto malissimo, sarebbe ipocrita negarlo.
Accade che la Corte costituzionale abbia ordinato di processarmi, nonostante l’insindacabilita’ pronunciata dal Senato, per una querela intentatami dal magistrato Woodcock, quello delle retate ogni tanto (spero che non me ne presenti un’altra…).
Si senti’ diffamato nel 2006 per un’altra storia di lenzuola, per la quale fu incolpato e poi prosciolto l’ex-portavoce di Fini, Salvatore Sottile. Fui chiamato da Repubblica per un’intervista, difesi lui e l’onore del mio partito dell’epoca, Alleanza nazionale, di cui ero portavoce e parlamentare. Anche Fini parlo’ di complotto (allora ce l’aveva con i magistrati pure lui).
Woodcock ci querelo’ tutti, anche Gasparri incappo’ nei suoi fulmini giudiziari.
Ebbene, con Fini il magistrato in questione si e’ accontentato di uno scambio di letterine. Il presidente della Camera non va a processo. Io invece, per le stesse identiche cose, devo rischiare la galera. Deboli con i forti, forti con i deboli.
Perche’ la Corte costituzionale ha stabilito che il diritto di opinione per me – parlamentare all’epoca – non vale. Su decisione di Woodcock vale invece per Gianfranco Fini. Quindi, su querela di un magistrato dovro’ essere giudicato da un altro magistrato. Immagino con quale serenita’ processuale. E’ reato ammettere di essere schifato?
In tutto questo, registro il silenzio di Berlusconi e dei suoi. E mi sembra di vivere sulla luna.
Poi dice che uno non manda tutti a quel Paese.
Poi penso a Di Pietro e Bersani e non lo faccio. Ma questa politica mi piace sempre meno.
Tags: an, berlusconi, fini, pdl, storace, Woodcock
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