
>>> CLICCA SULLA FOTO <<<
Quando parla Bossi, si dice che parla ai suoi tifosi. Ora, che a parlare è stato Brunetta, si dirà che anche lui ha una curva che attende di invocarlo.
Vorremmo ministri che invece parlino al Paese, che lo rassicurino, che non creino ansia.
E invece sparano ad alzo zero.
Parliamoci chiaro, non tutto quello che ha detto Brunetta a Cortina e che oggi campeggia su giornali e tv, è sballato. Può darsi che ci siano in movimento poteri altri rispetto al governo che si stiano muovendo per ribaltare la sovranità popolare.
E’ una storia che ciclicamente si ripete in Italia. Ma un ministro deve stare attento a contenuti e forma.
La forma oggettivamente è stata abbastanza discutibile: le immagini televisive sono eloquenti, quel tipo di esibizione ce l’aspettiamo più da Beppe Grillo che da un membro del governo della Repubblica.
Il contenuto è ancora più discutibile, almeno dal punto di vista politico.
A nessuno di noi piace questa sinistra italiana e non versiamo affatto lacrime se resta all’opposizione ancora un po’ e del resto anche nei servizi tg registrano polemiche tutto sommato scontate. Ma se un ministro parla di colpo di Stato, ci allarma.
Sono appena state sopite le polemiche violentissime nel centrodestra tra Berlusconi e Fini, tra Fini e Bossi e via discorrendo. Il terrore di Kabul ha richiamato tutti (quasi) alla realtà di una tragedia immane, di fronte alla quale la diatriba doveva cessare.
Ma ci chiediamo: una maggioranza parlamentare così larga che cosa ha da temere all’esterno di sé? Chi potrà mai sovvertire il verdetto delle urne se non ci saranno sabotatori interni alla coalizione di governo?
Se la domanda è sensata, dopo la sparata di Brunetta, c’è da chiedersi se si punti alla luna o più semplicemente al dito. Sembra che nella maggioranza regni una paura fottuta di quinte colonne.
E’ abbastanza deprimente, dopo aver spacciata come moneta buona la semplificazione della politica a suon di sbarramenti elettorali che ora vogliono replicare anche in regioni, province e comuni. Si diano una calmata e governino, perché questo è il mandato che hanno ricevuto dal popolo sovrano. Noi li avevamo avvisati: un colpo di testa non cancella la verità. Un patto forzoso non garantisce lealtà.