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VIENI IN TV

16 ago 2010
Di Fini, si e’ detto negli anni che e’ un eccellente prodotto televisivo. E in effetti, essendone stato per anni suo capoufficio stampa, non posso che confermare le sue capacita’ di fronte al mezzo televisivo. Di lui, piu’ recentemente, si sono occupate le cronache per le ferme prese di posizione in tema di legalita’ nei confronti del Pdl, poi offuscate dalla scabrosa vicenda di Montecarlo, che non e’ una tv ma un appartamento donato ad Alleanza nazionale da una nobildonna di fede. E sempre di lui si sa che e’ presidente della Camera e Wikipedia lo ricordera’ come l’oppositore piu’ coriaceo della maggioranza che lo ha issato su quella poltrona. Io sono un ex-parlamentare che tre anni fa usci’ dal partito che avevamo costruito assieme e non so se posso permettermi di sfidarlo a un coraggioso dibattito televisivo. Ma esigo la verita’ su quanto esce sui giornali. Dopo una sfortunata nota in otto punti con cui mirava a chiudere la vicenda del fratello della fidanzata capitato nella casa nel Principato di Monaco, adesso Fini non parla piu’. Ieri, giorno di Ferragosto, ha addirittura scomodato la solita FareFuturo per dire che a Montecarlo, durante le ricorrenze dei defunti dello scorso anno, non c’e’ stato. Il giorno prima aveva fatto dire a Benedetto Dalla Vedova – chissa’ perche’, poi… - che le dimensioni di una cucina non si confacevano alla casa ereditata dalla Colleoni. Io invece vorrei che parlasse direttamente. Che lo facesse – tre anni dopo – dinanzi a me nella tv che piu’ gli aggrada e non ne mancano. Vorrei che rispondesse a qualche domanda precisa. E visto che e’ bravo in tv, gliele anticipo via blog (almeno alcune…) 1 – perche’ il tuo partito si e’ rivolto ad una societa’ offshore e non ad una normale agenzia immobiliare per vendere la casa di Montecarlo? 2 – come ha fatto tuo cognato a finirci dentro dopo il passaggio dalla prima societa’ alla seconda, sempre offshore? 3 – se e’ vero che hai saputo – con disappunto… - dalla tua compagna della presenza del fratello in quella casa, in quale giorno, ora e nanosecondo lo hai preso a calci nel deretano? 4 – perche’ dici di essere sotto attacco dei media berlusconiani, quando persino il Corriere della Sera e La Repubblica ti hanno posto le stesse domande? 5 – come mai hai scoperto la dimensione illiberale di Berlusconi solo quindici anni dopo di convivenza? 6 – perche’ hai sciolto Alleanza nazionale dopo solo cinque minuti di colloquio con l’illiberale e facendo trovare tutti di fronte al fatto compiuto? 7 – sei sicuro di aver rispettato le minoranze interne quando hai guidato e poi sciolto i due partiti che hai diretto, Msi e An? 8 – sei almeno pentito di aver appoggiato Toto’ Cuffaro dopo la sua prima condanna festeggiata a colpi di cannoli? Ecco, solo otto domande scritte – le altre a voce…. – per un confronto tv. Coraggio….tanto ci sai fare….non ti chiedo la fattura del portaombrelli…

CHIARIMENTO NECESSARIO

8 ago 2010
Sarà la magistratura a fare chiarezza sulla casa di Montecarlo lasciata dalla Contessa Colleoni ad AN e ora finita in mano a Giancarlo Tulliani, fratello della compagna di Fini. Anche se, la rilevanza che il caso ha assunto dovrebbe spingere il presidente della Camera e gli amministratori del partito a chiarire in tempi rapidi e non aspettando interrogatori e complicate rogatorie internazionali. In particolare, sono tre le domande che meriterebbero una risposta: 1) A chi è stato venduto l'appartamento di Montecarlo ereditato dalla nobile benefattrice convinta sostenitrice degli ideali di “Destra”? Gli atti scoperti dai giornalisti, parlano di società offshore, la “Printemps Ltd”, la “Janson Directors Ltd” e la “Timara Ltd” con sede nelle Piccole Antille. Dietro la facciata di queste società si nasconde un misterioso compratore che però, almeno Francesco Pontone, delegato da Fini alla firma dell'atto di vendita, dovrebbe aver conosciuto. 2) Perché Alleanza nazionale ha accettato un prezzo di 300 mila euro, che, sempre secondo i giornali inferiore alle proposte d’acquisto presentate a via della Scrofa e anche tenendo conto delle spese di ristrutturazione sensibilmente inferiore a quello che tutti gli esperti di mercato nel Principato ritengono giusto? 3) Come si è verificata l'«inspiegabile coincidenza» (copyright di Francesco Pontone) dell'appartamento di Boulevard Princesse Charlotte abitato, alla fine delle compravendite delle società offshore, dal fratello di Elisabetta compagna dell'onorevole Fini, Giancarlo Tulliani? Il presidente della Camera non ha ritenuto finora di dover chiarire la situazione perché si considera bersaglio di una campagna, alimentata dai giornali legati al premier, determinata dalla sua rottura con Berlusconi. Uno stato d'animo comprensibile alla luce di alcuni paragoni minacciosi, avanzati da esponenti del Pdl, con il trattamento riservato all'ex direttore dell'Avvenire, Dino Boffo. Ma in politica i doveri verso gli elettori e i cittadini contano più degli stati d'animo e delle reazioni all'ostilità degli ex alleati. Un gesto di chiarezza è sempre più necessario. Da:  Corriere della Sera

SCHERZI A PARTE

21 apr 2010
      Sembra di stare su scherzi a parte. Chi non tollerava il dissenso interno ai partiti che ha guidato – Msi e An – lo supplica da Berlusconi. Chi considerava le correnti una metastasi, si appresta a formarne una nel Pdl. Chi all’ultimo congresso di An, quello dello scioglimento, giurava che bisognava togliersi dalla testa l’idea di formare una corrente di quelli che provenivano dallo stesso partito all’interno del Popolo della libertà, adesso fa esattamente il contrario. A me dei sondaggi che esaltano Fini – ne dispongono i maghi di Farefuturo – non frega assolutamente nulla. Ma interessa molto capire che succederà della politica di questo Paese attraverso il casino che il Presidente della Camera (!) sta creando nel partito di maggioranza relativa. Fini accusa Berlusconi di cedere alla Lega, che conta troppo. Se Fini non avesse partecipato nel 2008 al banchetto dei veti contro Udc e La Destra, oggi Bossi avrebbe molti meno deputati e senatori in Parlamento e potrebbe alzare la voce molto di meno. Sta sbagliando tutto Fini, sta distruggendo quello che ci aveva fatto credere di voler costruire. Ed è penoso lo spettacolo degli ex-An che firmano documenti contrapposti, a favore e contro il leader a cui tutto sommato devono le loro carriere. Ma è davvero senza prospettiva quella di chi, arrivato al vertice della Camera, anzichè estraniarsi dal prendere parte nel conflitto politico come si converrebbe alla terza carica dello Stato, diventa invece egli stesso parte, anzi particina. Ha fatto nominare centocinquanta parlamentari, gliene sono rimasti affianco una cinquantina. Difficile prevedere che succederà alla direzione del Pdl: so solo che la commedia – spero – deve finire. Qualunque eventuale, remoto rattoppo sarà peggiore del buco. Abbiano il coraggio che abbiamo avuto noi, quando denunciammo la prospettiva finiana fondando La Destra. La politica è sangue e merda e può capitare di non cogliere subito i successi. Ma unire i rancori non ha alcun senso politico. Separatevi, finchè siete in tempo.

OGGI A “IL FATTO DEL GIORNO”

21 gen 2010
   rai-due Il processo breve è l'argomento di cui parlerò questo pomeriggio su Rai Due a "Il Fatto del Giorno". Ieri il ddl per il processo breve è passato al Senato con 163 sì, 130 no e due astenuti. Un risultato contestato dall'opposizione, con il presidente Schifani costretto a intervenire per calmare gli animi. "Avrà conseguenze devastanti perchè distruggerà il funzionamento della giustizia civile, penale, amministrativa e contabile in Italia" hanno commentato i giudici italiani che, per la prima volta, hanno approvato un documento unitario per ribadire le loro "fortissime preoccupazioni", perché il "provvedimento farà finire al macero centinaia di migliaia di processi, con un costo sociale e un danno erariale altissimi". Così, invece, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che difende il proveddimento: "Non credo che il cosiddetto processo breve presenti profili di incostituzionalità. C'è l'Europa che ci chiede tempi certi per i processi e poi c'è la Costituzione che ci dice che devono avere dei tempi ragionevoli". La trasmissione, condotta da Monica Setta, andrà in onda, in diretta, a partire dalle ore 14. Nello studio romano di via Teulada ci saranno Sandra Zampa, deputata del Partito democratico, Saverio Romano (Udc), Anna Grazia Calabria (Pdl), il presidente dell'Associazione nazionale fra le imprese Assicuratrici (Ania) Fabio Cierchiai, la giornalista e scrittrice Silvana Giacobini. In collegamento esterno, invece, seguiranno il dibattito il deputato del Popolo della Libertà Alfonso Papa e Daniela Santanché. Giovedì 21 gennaio 2010 Rai Due "Il Fatto del Giorno" Diretta dalle ore 14 Conduce Monica Setta LINK PER LA DIRETTA SUL WEB http://www.rai.tv/dl/RaiTV/diretta.html?cid=ContentSet-0c69467b-4d39-43ec-a308-40ae4c37efa6&channel=RaiDue+Diretta

POTERE E VITA

13 gen 2010
            potere e vita Bersani dà il via libera alla candidatura di Emma Bonino alla presidenza della Regione Lazio e i Radicali ritirano i 2.400 emendamenti al testamento biologico presentati in commissione Affari sociali della Camera da Maria Antonietta Coscioni e che introducono eutanasia e suicidio assistito. Pura coincidenza? No, secondo i cattolici del Pd che, al contrario, ci vedono un tacito "patto" per non far deflagrare, alla vigilia delle Regionali, i temi esplosivi del fine-vita. Lo scrive oggi Monica Guerzoni, in un articolo pubblicato sul Corriere della Sera (e che vi propongo). Problema risolto per il segretario del Pd? Tutt'altro, visto che, come sottolinea il Corsera, "l'obiettivo dichiarato dei radicali è quello di accelerare l'arrivo in Aula del ddl, entro febbraio". E c'è chi, come Castagnetti, "non ci vuole nemmeno pensare...". LEGGI corriere della sera - 13_01_10 - la coscioni ritira 2400 emendamenti

LO SCONTRO

6 gen 2010
                            fini-feltri Il direttore de Il Giornale, Vittorio Feltri, scrive oggi un pezzo di apertura dedicato, ancora una volta, al presidente della Camera, Gianfranco Fini (articolo che vi propongo). E spiega perché Fini "non dice la verità", aggiungendo che "mi accusa di scrivere sotto dettatura e vuole la mia testa, quando in realtà è lui che che non riesce a rispondere a qualche semplice domanda: perché oggi dice e fa l'opposto di quanto mi confidò un anno fa? Qual è il suo progetto?". La telenovela continua... LEGGI il giornale 06_01_10 - feltri, ecco perché fini non dice

STRONZATE

22 nov 2009
                          fini_g Io credo di essere molto diverso da Fini e non vorrei per questo essere giudicato uno stronzo da lui. Anche perché, diciamo, ci sarebbero svariati motivi per rivendicare reciprocità. Ad esempio, è discriminabile, per il presidente della Camera, anche il colore delle idee. Ma non è tempo di battute, bensì di politica. E a Fini, con il rispetto che lui non pratica davanti a bambini e a telecamere ma che si deve a una carica istituzionale, va detto quanto è pericolosa quella parolaccia. La parolaccia viene prima dello sganassone: il presidente della Camera, che un tempo invitava a riflettere sulle conseguenze di parole e azioni, si rende conto che da oggi ciascuno può prenderlo a triste esempio e regolarsi? L'italiano che protesta perché non gli danno la casa popolare o perché suo figlio non trova posto all'asilo, si merita quell'appellativo? Credo che abbia ragione Matteoli. Fini è altro rispetto alla sua storia. Non è un buon motivo per offendere. E' solo una stronzata.

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