
di
Francesco Storace
Sabato e domenica prossimi l’esecutivo politico de La Destra tornerà a riunirsi.
Sarà una due giorni impegnativa, in cui i massimi responsabili del partito si guarderanno in faccia e discuteranno la
linea da proporre al Comitato centrale che deve essere convocato.
Leggo
molti documenti in queste ore, alcuni dicono cose sensate, altri si soffermano con malevolenza solo su questioni che, seppur importanti, sono di assoluto dettaglio rispetto ai problemi che abbiamo di fronte.
Due anni di vita in un cammino tutto di ostacoli è quello che abbiamo alle nostre spalle.
Dobbiamo decidere la vita che avremo avanti a noi.
Il problema non sono i soldi, che non ci sono e non si trovano neppure se c'è una specie di politburo a controllare le risorse interne. E nemmeno i segretari regionali. Finora li elegge solo il Pd e non mi sembra che lì dentro le cose vadano così bene.
Il nostro è un problema di
capacità di soffrire. Chi vuole tutto e subito ha sbagliato partito. Chi pensa che prima di tutto ci siano le idee per cui siamo nati, ha trovato la sua casa.
Sbaglia chi pensa che la nostra questione principale sia legata alle persone.
Alcune vanno cambiate, per carità, ma non sta lì la soluzione. Che, caso mai, starebbe nel ricambio al vertice, se problema di persone c'è.
Noi dobbiamo puntare a rafforzarci nel territorio, e le amministrative
stanno lì a dimostrare che dove ci sono state candidature credibili il simbolo de La Destra non è stato affatto l’ostacolo. Che anzi ha perso colpi quando l’abbiamo mischiato alle Europee o anche alle provinciali con altri simboli (quindi, il danno non l’ha fatto solo l’alleanza dell’autonomia…).
Sarà, quella dell’esecutivo una riunione di livello, spero, che servirà a indicare al partito una
prospettiva politica sulla quale chiamare a confrontarsi il Comitato centrale. La data la stabiliremo in quelle due giornate, per me si può fare in qualunque giorno di luglio (ad eccezione del 25…).
Dobbiamo solo decidere se è utile a discutere o se serve a far litigare chi non cerca altro che stupide risse. Mi è capitato persino di leggere che chi ha criticato le alleanze col Pdl nel territorio, poi le ha fatte nei turni di ballottaggio…
Se saremo capaci di
tracciare una linea di correttezza reciproca, sarà utile il confronto, ad esempio su come preparare il terreno per le
prossime elezioni nelle 13 Regioni a statuto ordinario che andranno al voto la prossima primavera. Altrimenti è inutile rovinarsi le giornate, meglio meditare…
P.s. Chi vuole
cambiare il simbolo legga lo statuto. L’articolo con le nostre generalità è il primo, e si può modificare solo al Congresso. Che si svolge ogni tre anni. Lo abbiamo deciso all’unanimità. C’era anche la base.
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