
di
Francesco Storace
Si sa,
Roma è città fantasiosa e possono accadere le cose più strane. Ma ogni giorno se ne scopre una e ci piacerebbe saperne di più dal
sindaco più fantasioso che si ricordi.
Sono un elettore di Alemanno e credo di avere il diritto di porre
qualche domanda.
Lunedì prossimo verrà in consiglio comunale una delibera per
istituire una fondazione Roma Mediterranea dal costo iniziale di un milione e mezzo di euro, i tre miliardi di una volta, che somiglia tanto a quegli enti inutili che fecero la fortuna di Raffaele Costa tanti anni fa e suscitano (ogni tanto) l’indignazione del ministro Brunetta. Io mi limito a chiedere a che serve e a chi serve.
La
proposta che verrà sottoposta all’esame del consiglio comunale è stata adottata dalla giunta il 13 maggio scorso. Il giorno prima, il 12 maggio, una non meglio precisata Mercantile bridge limited – l’ho cercata invano su internet – chiede di aderire alla fondazione.
1) Si può sapere di chi si tratta? Sappiamo solo dalla proposta di delibera che è qualcosa – una società? una banca? un ente? non lo spiega nessuno… - che opera a Londra e gia’ cominciamo a chiederci che c’entra con il Mediterraneo.
2) Esiste una nota curriculare che ci spiega che cosa ha fatto di importante nell’area mediterranea? Quali iniziative ha promosso per lo sviluppo dell’area a cui il comune decide di dedicare una fondazione?
3) E poi,
le date. E’ evidente che se la giunta adotta la decisione il 13 maggio, l’istruttoria è partita prima, anche se non si capisce dalla premessa della delibera su impulso di chi. E’ lecito chiedersi come mai, senza un solo atto a conoscenza del consiglio comunale, Mercantile Bridge Limited sapesse il 12 maggio della delibera che la giunta avrebbe approvato il giorno successivo?
4) Da quando opera questa società, ente o cos’altro è?
5) Le spese. La fondazione parte con 500mila euro messi a disposizione dei benefattori di Londra. Poi sia loro che il comune verseranno alla fondazione centomila euro a testa per ognuno dei prossimi cinque anni. Un milione e mezzo di euro. Possiamo saperne di più?
6) Nelle premesse della delibera ci si rifà alle dichiarazioni programmatiche del sindaco del 5 giugno dello scorso anno, che votammo favorevolmente anche noi. Roma capitale del mediterraneo, si legge a pagina 13, ma non si fa riferimento a fondazioni, bensì alla qualificazione della città come centro di servizi, con riferimento all’hub aeroportuale, al sistema fieristico, al centro congressi, a ospedali, università e formazione, all’interscambio culturale ed economico.
Quando mai si è parlato dello strumento della fondazione con soggetti almeno a me sconosciuti?
7) Lo statuto. La fondazione avrà sede legale a Roma. Si è già deciso dove? In un proprietà comunale? Avrà dipendenti comunali a sua disposizione? Non corriamo il rischio di costi aggiuntivi per la comunità oltre ai centomila euro annui?
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I fondatori diventano una casta chiusa. Se non gradiscono altri soggetti, restano solo loro: Mercantile Bridge Limited e il comune. Si prevede, infatti, la procedura del gradimento. E la trasparenza dov’è?
9) Le finalità della fondazione. Roma più internazionalizzata nel mediterraneo, eccetera eccetera. E il consiglio comunale? E la giunta? Tutto viene deciso da una fondazione? Diamo soldi pubblici a una fondazione che decide le le iniziative per valorizzare il ruolo internazionale di Roma e il consiglio comunale non ne deve sapere nulla?
Come si perseguono le finalità che non devono essere note. Indagini conoscitive, studi, ricerche, analisi, progetti, corsi, seminari, convegni. Che cosa direbbe sua eccellenza il ministro Brunetta? "Sprechi, consulenze, scandalo…". Ma lo fa il Campidoglio. Va bene così.
Ovviamente, non dovendo rispondere a nessuno, faranno tutto con chi gli pare.
10) Altra curiosità. Il sindaco è il padrone della fondazione. Ha trovato degli sconosciuti che tirano fuori un milione di euro, ma lui presiede il collegio dei fondatori che è costituito dal sindaco e dal rappresentante legale dei nostri amici londinesi. Questo collegio nomina il presidente del consiglio di amministrazione, formato da quattro a sei membri (il presidente è esterno ad esso). Due membri li nomina il comune, cioè il sindaco, altri due Mbl. I posti vacanti restano per eventuali altri soci che devono essere graditi. E se non sono graditi indoviniamo a chi...
Ovviamente, gli emolumenti non saranno gratuiti, li stabilisce santo collegio dei fondatori…
Ma a che serve 'sta roba?
Ovviamente,
siamo sicuri che a queste domande sarà data risposta e se sarà convincente ne renderò pubblicamente atto, perché non faccio l'investigatore, ma il consigliere comunale.
Se ci sarà qualche comprensibile esitazione, presenteremo un limitato gruzzolo di
emendamenti in aula per evitare errori all’amministrazione.
Magari si presenteranno a respingerli tutti quei consiglieri comunali che in queste ultime sedute hanno fatto mancare a ripetizione il numero legale...
Eppure, lo assicuro, saranno emendamenti assolutamente costruttivi.
Chissà se convinco a sottoscriverli qualche altro consigliere. Io ci provo.
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