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Regionali: Tar Lazio; ordinanza, Dl non si può applicare

9 mar 2010

Roma, 9 marzo – Inapplicabilità del dl sulle liste nel caso Pdl Roma. Questo il passaggio fondamentale dell’ordinanza del Tar del Lazio con la quale ieri i giudici hanno respinto le richieste del Pdl di sospendere la esclusione della lista dalle elezioni regionali nel Lazio.
Il Dl che si occupa delle modalità di presentazione delle liste – si legge nell’ordinanza di nove pagine – «non può trovare applicazione» al caso specifico giacchè la Regione Lazio, con una propria legge 13 gennaio 2005 ha adottato disposizioni in materia di elezioni «esercitando così la competenza legislativa ad essa attribuita dall’articolo 122 primo comma della Costituzione».
Da ciò il fatto che «a seguito della potestà legislativa regionale, le disposizioni adottate dal legislatore statale, anche se di carattere interpretativo, non possono trovare applicazione con riferimento alla materia disciplinata dalla legge regionale».
Altro passaggio dell’ordinanza del Tar è quello che fa riferimento alle modalità di presentazione delle liste elettorali. «Dalla documentazione acquisita in atti – si legge – e in particolare dalle dichiarazioni rese dai carabinieri presenti e verbalizzate dal comandante della Legione carabinieri Lazio-Servizi magistratura di Roma, si evince che al momento della scadenza delle ore 12, e della conseguente delimitazione dell’area di attesa, erano presenti per consegnare la documentazione prescritta solo quattro delegati di lista, tra i quali non figurava alcun delegato di parte ricorrente, e che solo dopo più di mezz’ora un delegato di parte ricorrente cercava di accedere alla predetta area, al fine di poter consegnare la lista e solo dopo le ore 12:30 veniva individuato all’interno dell’area di attesa un plico incustodito».
Secondo i giudici amministrativi «ai sensi della legge regionale, il competente Ufficio elettorale avrebbe comunque dovuto dichiarare non valida la lista di parte ricorrente in quanto depositata in ritardo e che, d’altro canto, parte ricorrente non allega in giudizio idonee giustificazioni del ritardo, peraltro già valutate negativamente dal medesimo ufficio elettorale su istanza di parte ricorrente».
Comunque, per il Tar, anche qualora «in via ipotetica» si volesse applicare il Dl «dagli atti risulta che il plico, che asseritamente conteneva la prescritta documentazione, alle ore 17 veniva prelevato da un delegato del Pdl, che poi si allontanava, e solo alle 19:30 la documentazione relativa alla presentazione della lista veniva consegnata da parte ricorrente agli uffici del Reparto dei carabinieri, che provvedeva ad acquisirla per il solo ‘mantenimentò».
La conclusione dei giudici è che «non vi è alcuna certezza, nè alcun principio di prova riguardo alle circostanze che il delegato del Pdl, che risulta aver fatto ingresso al tribunale alle 11:35 della mattina, fosse munito della prescritta documentazione e che il plico, rinvenuto nei pressi dell’Ufficio dopo le 12:30, contenesse la documentazione poi consegnata all’ufficio dei carabinieri alle 19:30». (Ansa)

Regionali: Lazio; dopo Dl, Pdl lunedì depositerà lista

5 mar 2010

ROMA, 5 MAR – «Le norme a Roma non sono state applicate in modo corretto». Il ministro degli Interni Roberto Maroni, subito dopo l’approvazione del decreto legge interpretativo per risolvere l’impasse delle regionali, motiva così la decisione del Governo di intervenire con un provvedimento interpretativo delle norme vigenti.
Il decreto consentirà, da una parte, la corretta applicazione delle norme e, dall’altra, la possibilità, lunedì prossimo dalle 8.00 alle 16.00, di ripresentare le liste.
A spiegarlo è il responsabile elettorale del Pdl Ignazio Abrignani. «Il comma 1 del decreto – rileva – fa riferimento a chi è in grado di provare in qualsiasi modo di essere all’interno del tribunale o della corte d’appello entro i termini: e noi abbiamo una dichiarazione del Tribunale che attesta che c’eravamo. Inoltre – aggiunge – lunedì, come prevede il comma 4, potremo depositare le liste all’ ufficio centrale circoscrizionale del Tribunale di Roma, dove normalmente si depositano e dove peraltro la nostra documentazione si trova già».
Proprio il primo comma del primo articolo del dl sana la situazione laziale consentendo di presentare le liste il primo giorno non festivo, vale a dire lunedì dalle ore 8 alle ore 16. Il secondo articolo invece accorcerebbe i tempi della campagna elettorale e il terzo e ultimo sarebbe relativo all’entrata in vigore del provvedimento. Circa la non corretta applicazione delle norme a Roma la precisazione arriva direttamente dal Ministro degli Interni Roberto Maroni: «una circolare del ministero dell’Interno stabilisce che il Cancelliere non pu• rifiutarsi di ricevere liste e contrassegni, neppure se li ritenga irregolari o presentati tardivamente. Deve farlo e semmai rilevare che sono stati presentati fuori termine. A Roma ciò non sia avvenuto».
Lunedì, intanto, si attende la risposta dei giudici amministrativi sulla lista Pdl Roma. Il Tar del Lazio ha fissato per lunedì, infatti, la discussione del ricorso. I tempi della decisione naturalmente saranno brevi. La sentenza, «in forma semplificata», ovvero con abbreviazione dei termini, sarà emessa forse già lunedì stesso. Ma secondo Abrignani il Tar potrebbe dichiarare il ricorso «improcedibile, perch‚ in presenza del decreto i magistrati accerteranno che abbiamo gi… le condizioni per consegnare le liste».
A pochi minuti dall’approvazione del dl Renata Polverini si era dichiarata fiduciosa della decisione dei giudici amministrativi: «ci aspettiamo buon senso, una decisione che possa portare tutti gli elettori di questa Regione alle urne, trovando il loro partito e il loro candidato».
La candidata del centrosinistra Emma Bonino in serata si è dichiarata preoccupata «perchè si va verso un decreto».
Il segretario del Pd Lazio Alessandro Mazzoli promette: «mobilitazione nelle città».
E il coordinatore del comitato Bonino Riccardo Milana giudica il dl «una delle pagine più vergognose della storia del paese dal punto di vista giuridico». (ANSA)

LEI E’ RICATTABILE?

24 ott 2009

                         piero marrazzo

Marrazzo? Io a sl suo posto mi dimetterei. E sia chiaro, qui la tutela della privacy non c’entra nulla, nessuno lo incolpa di un giudizio morale, sono affari suoi. Il punto è un altro: è grave che non abbia denunciato i suoi estorsori. Di certo, comunque, come spiego a la Repubblica nell’articolo allegato che vi propongo oggi, Marrazzo non sarà ricandidabile alla presidenza della Regione Lazio. Insomma, è grave che il paladino di Rai Tre, il presidente della legalità, non si sia ribellato a chi lo ricattava. Ecco la mia domanda, che poi è una di quelle di Repubblica a Berlusconi: “Lei è ricattabile?”. E se lo chiedessero a Marrazzo?

LEGGI la Repubblica 24_10_09 – storace, perché marrazzo…

VIGILI AGGREDITI, ROM COCCOLATI: QUANDO FINIRA’?

29 giu 2009

                           polizia-municipale

di Francesco Storace 

A  Roma i vigili sono aggrediti, i rom sono coccolati. Ed è gravissimo che l’episodio accaduto ieri – trecento rom a caccia di 8 agenti della polizia municipale, solo perché impegnati nella lotta all’abusivismo nei mercati – diventi appena un episodio di cronaca da relegare in qualche trafiletto e non solleciti l’indignazione più forte dell’amministrazione capitolina e un’autentica svolta che porti, finalmente e definitivamente, a schierarsi dalla parte di chi garantisce sicurezza e rispetto della legge e non ad adoperarsi per un’integrazione fasulla rivolta a chi non mostra di meritarla.

Domani presenterò una dettagliata interrogazione al sindaco per denunciare che già il mese scorso, nello stesso mercato, c’era stata una violenta contestazione ai vigili urbani da parte di appartenenti ai centri sociali di zona che avevano insultato pesantemente la polizia municipale a difesa dell’illegalità presente nel mercato di Porta Portese est.
Nell’interrogazione elencherò una serie di episodi di violenza subiti dai vigili di Roma da parte di italiani e stranieri e davvero non c’è bisogno di cincischiare con le comunità rom, come se non bastassero i delinquenti di casa nostra.

Vogliamo sapere di ogni episodio quali sono state le conseguenze giudiziarie, perché si ha la sensazione di un lassismo assolutamente disdicevole, che disarma moralmente chi deve essere invece sostenuto nel suo presidio quotidiano a tutela della legge e dei cittadini onesti.
I cittadini sono esasperati e attendono azioni concrete e non parole vuote.

LEGGI interrogazione-vigili-aggrediti

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Raid incendiario Casapound: Storace, cosa sta facendo Maroni?

5 giu 2009

BOLOGNA, 5 GIU – Ha denunciato che “è uno scandalo che si debba ancora rischiare la vita se non si è di sinistra” e ha chiesto spiegazioni al ministro dell’Interno Roberto Maroni per sapere “cosa stia facendo”. Così Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra, ha commentato il raid incendiario avvenuto all’alba di ieri contro la sede del movimento di destra Casapound a Bologna.
“La tragedia sfiorata a Bologna è colpa di un clima creato ad arte contro la gioventù non conformista – ha detto Storace -. Da mesi denunciamo l’intolleranza dell’estrema sinistra nel silenzio generale e ci chiediamo che cosa stia facendo il ministro Maroni”. Poi ha espresso solidarietà a Casapound.

Europee. Storace, porteremo vertici Rai in tribunale

3 giu 2009

POTENZA, 3 GIU – “Sulla Rai sono giustificate le proteste, come quella della Bonino, contro una censura ignobile. Lamento però il fatto che ti danno spazio solo se alzi la voce. La nostra colpa è stata invece quella di mettere in campo una protesta civile, ma abbiamo intenzione di trascinare in tribunale i vertici del servizio pubblico per come è stato trattato il nostro simbolo”. Lo ha detto all’ANSA il segretario nazionale de La Destra, Francesco Storace, candidato alle elezioni europee nella circoscrizione meridionale.
Sul rinnovo del Parlamento europeo, Storace ha spiegato che “il rischio è quello di una scarsa affluenza alle urne, per cui bisogna fare attenzione ai pronostici”.
“La mia candidatura nel Mezzogiorno – ha aggiunto – vuole rappresentare gli elettori delusi dalla sinistra, che vede crollare i miti dei governatori che hanno retto il Sud finora, e dal centrodestra – ha concluso – che ora privilegia le politiche filo-nordiste della Lega”. (ANSA)

ADESSO BASTA. DENUNCIATA LA RAI

19 mag 2009

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Adesso basta con il silenzio dei mezzi di informazione. La lista L’Autonomia, alleanza formata da La Destra, Mpa, Alleanza di Centro e Partito Pensionati, in corsa per il rinnovo del Parlamento europeo il 6 e 7 giugno, ha presentato un esposto all’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni per denunciare “la palese e gravissima violazione dei principi di parità di trattamento imposti dalla legge” da parte delle emittenti televisive Rai, con la richiesta di “compensare lo squilibrio informativo” esistente.
L’esposto di oggi contro la censura Rai è solo l’inizio. Organizzeremo manifestazioni in tutte le sedi Rai per denunciare questa vergogna. E poi in sede civile per far pagare i danni ai lottizzati”.

In allegato il testo dell’esposto
LEGGI denuncia-agcom-rai-2009


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