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23 feb 2010

Buy Symbicort over the counter, EMERGENZA FRANE. Dopo Messina e Catanzaro, Oklahoma City, Oklahoma. Las Vegas, Nevada, Buy no prescription Symbicort online, Legambiente denuncia: il 70 per cento dei comuni italiani è a rischio.
A Radio anch'io una puntata dedicata all'ambiente, order Symbicort online c.o.d, Buy Symbicort online no prescription, con l'intervento di Giuseppe Lonero, segretario regionale del Piemonte e responsabile del Dipartimento Ambiente e territorio de La Destra, Nashville-Davidson, Tennessee. Portland, Oregon. New York. Los Angeles, California, Conduce Ruggero Po.

ASCOLTA Radio anch'io del 23 febbraio 2010 - Emergenza frane

Radio anch'io è l'approfondimento del GR, Symbicort over the counter, Buy Symbicort without a prescription, un talk-show radiofonico sui temi di stretta attualità con la partecipazione degli ascoltatori. Buy cheap Symbicort. Farmacia Symbicort baratos, Symbicort online kaufen. Japan, craiglist, ebay, hcl. Purchase Symbicort online. Symbicort for sale. Buy Symbicort no prescription. Købe Symbicort online, αγοράζουν online Symbicort. Order Symbicort from mexican pharmacy. Buy Symbicort from mexico. Buy Symbicort from canada. Köpa Symbicort online, Osta Symbicort online, Jotta Symbicort verkossa. Reasons to buy Symbicort online. Buy Symbicort without prescription. Canada, mexico, india. Jacksonville, Florida, Columbus, Ohio. Order Symbicort from mexican pharmacy. Buy Symbicort without a prescription. Boston, Massachusetts. Charlotte, Carolina. Symbicort price. Purchase Symbicort online no prescription. Where can i find Symbicort online. Acheter en ligne Symbicort, acheter Symbicort bon marché. Nashville-Davidson, Tennessee. Portland, Oregon. Austin, Texas, Memphis, Tennessee. Where can i buy cheapest Symbicort online. Order Symbicort online c.o.d. Online buy Symbicort without a prescription. El Paso, Texas. Washington, D.C. Seattle, Washington. Comprar en línea Symbicort, comprar Symbicort baratos. San Diego, California. Dallas, Texas. San Antonio, Texas. Chicago, Illinois. Houston, Texas. Kjøpe Symbicort online, bestill Symbicort online. Buy Symbicort online no prescription. Philadelphia, Pennsylvania. Phoenix, Arizona. Symbicort coupon. Buy cheap Symbicort. Online buying Symbicort. Symbicort for sale. 1000mg, 2000mg. 650mg, 800mg, 875mg, 900mg. Fort Worth, Texas. Denver, Colorado. Buy Symbicort from canada. Detroit, Michigan, San Jose, California. Purchase Symbicort online. Australia, uk, us, usa. Symbicort over the counter. Baltimore, Maryland. Milwaukee, Wisconsin. Buy cheap Symbicort no rx. 5mg, 50mg, 75mg, 100mg. Buy Symbicort from mexico. Symbicort samples. Köpa Symbicort online, Osta Symbicort online, Jotta Symbicort verkossa. Symbicort withdrawal. 400mg, 450mg, 500mg, 625mg. Symbicort snort, alcohol iteraction. Rx free Symbicort. Japan, craiglist, ebay, hcl.

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16 nov 2009

              sanita

"Sanità e territorio: linee di rinnovamento tra passato e futuro” è il titolo della tavola rotonda alla quale parteciperò martedì 17 novembre Buy Zometa over the counter, , a partire dalle ore 10,30, presso la Sala del Carroccio, in Campidoglio.
Un appuntamento organizzato dall’Ufficio di vice presidenza del Consiglio comunale e presieduto da Corrado De Rossi Re, order Zometa online c.o.d, San Diego, California. Dallas, Texas. San Antonio, Texas, direttore di “Panorama della Sanità”.
Insieme a me, 650mg, 800mg, 875mg, 900mg, Zometa withdrawal, interverrano anche Ferruccio Fazio, vice ministro del Lavoro, buy Zometa without a prescription, Zometa for sale, della Salute e delle Politiche sociali; Samuele Piccolo, vice presidente vicario del Consiglio comunale; Fernando Aiuti, Zometa coupon, Baltimore, Maryland. Milwaukee, Wisconsin, presidente della Commissione Speciale Politiche Sanitarie del Comune di Roma; Mario Falconi, presidente dell’Ordine dei Medici di Roma e Provincia; Pierluigi Bartoletti, online buy Zometa without a prescription, Purchase Zometa online, segretario regionale della Fimmg; Emilio Croce, presidente dell’Ordine Farmacisti Roma e Provincia; Franco Condò, acheter en ligne Zometa, acheter Zometa bon marché, New York. Los Angeles, California, presidente Farmacap; Franco Caprino, presidente Assiprofar; Gian Giuseppe Loggi, buy Zometa no prescription, Buy generic Zometa, medico medicina generale; Mauro Montesi, presidente Aip e docente Università La Sapienza; Rosario Mete, buy cheap Zometa, Japan, craiglist, ebay, hcl, direttore XII distretto Asl Rm C e Presidente C.A.R.D. Where can i order Zometa without prescription. Buy Zometa from canada. Canada, mexico, india. Fort Worth, Texas. Denver, Colorado. Köpa Zometa online, Osta Zometa online, Jotta Zometa verkossa. Buy Zometa online cod. Købe Zometa online, αγοράζουν online Zometa. Order Zometa no prescription. Reasons to buy Zometa online. Acheter en ligne Zometa, acheter Zometa bon marché. Boston, Massachusetts. Charlotte, Carolina. Detroit, Michigan, San Jose, California. Zometa withdrawal. Where can i buy cheapest Zometa online. Buy cheap Zometa no rx. 0.4mg, 0.5mg, 1mg, 2.5mg. El Paso, Texas. Washington, D.C. Seattle, Washington. Order Zometa online c.o.d. Buy Zometa online cod. Zometa over the counter. Canada, mexico, india. Chicago, Illinois. Houston, Texas. Austin, Texas, Memphis, Tennessee. Buy no prescription Zometa online. Where can i find Zometa online. Buy generic Zometa. Zometa coupon. New York. Los Angeles, California. Buy cheap Zometa. Baltimore, Maryland. Milwaukee, Wisconsin. Köpa Zometa online, Osta Zometa online, Jotta Zometa verkossa. Zometa pharmacy. 125mg, 150mg, 200mg, 250mg. Japan, craiglist, ebay, hcl. San Diego, California. Dallas, Texas. San Antonio, Texas. Buy Zometa from mexico. 5mg, 50mg, 75mg, 100mg. Order Zometa online overnight delivery no prescription. Zometa in cats, dogs, children. Online buying Zometa. Buy Zometa without a prescription. 400mg, 450mg, 500mg, 625mg. Zometa price. Buy Zometa from canada. Purchase Zometa online no prescription. Purchase Zometa online. 1000mg, 2000mg. Oklahoma City, Oklahoma. Las Vegas, Nevada. Buy Zometa without prescription.

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LETTERA AL PARTITO

26 giu 2009
  34[1] da Francesco Storace.                                                                         Ai segretari regionali de La Destra                                                      e p.c.          membri esecutivo politico Carissimi, come sapete con l’ordine del giorno allegato, l’esecutivo del partito ha respinto le mie dimissioni dalla segreteria nazionale e rinviato lo svolgimento del Comitato centrale. La decisione è stata presa unanimemente e per consentire al gruppo dirigente una riflessione più meditata sulla situazione del partito e offrire alla prima riunione del Cc una proposta articolata per una discussione seria e non emotiva sul nostro futuro. A voi tutti è stato conferito un mandato: convocare entro il prossimo 10 luglio 2009 le proprie assemblee dei quadri dirigenti, per poi relazionare al segretario e all’esecutivo del partito in merito alle istanze che emergono dal territorio di competenza e alla situazione politica locale. Vi affido alcune mie riflessioni, frutto anche della discussione emersa in seno all’esecutivo, in modo da offrire una traccia, assolutamente personale, sul mio pensiero e anche perché mi aspetto rapide convocazione e documenti utili con il vostro contributo per l’azione politica futura de La Destra. Ovviamente, vi invito a mandare questa mia lettera ai quadri che convocherete e vi prego di informarmi sulle determinazioni di ciascuno di voi rispetto all’incarico ricoperto, perché abbiamo bisogno del massimo impegno sul territorio. Parimenti, mi aspetto la segnalazione di quanti non riterranno di discutere, perché questo è il momento di parlare del partito e di rimetterlo in condizione di ripartire. Cessata la fase elettorale, non intendo continuare ad operare assistendo a discussioni francamente oziose sulle qualità dei dirigenti territoriali. Ora dobbiamo superare la fase complessa che attraversiamo, ed è mio dovere garantire che tutti remino nella stessa direzione. E' mia intenzione procedere alla riformulazione dell’organigramma del partito, che deve necessariamente riguardare centro e periferia, in un rapporto di assoluta lealtà fra tutti noi. Grazie a tutti per la collaborazione.                                                                                         Francesco Storace   Ci sono momenti nella vita in cui bisogna avere coraggio. Credo di averlo dimostrato in più occasioni. Penso a quando mi candidai alle regionali del Lazio nel 2000. C’era la fuga, la paura della brutta figura, condita dall'"augurio" del mio capo di allora: “Almeno facci fare bella figura”, mi disse Gianfranco Fini dopo aver ottenuto il sospirato e contrastato sì di Berlusconi alla mia candidatura. Credo di aver dimostrato coraggio quando un manipolo di magistrati si era messo in testa che fossi a capo di una banda di spioni, per un reato da cui fui prosciolto dopo sette mesi….. eppure bastò un articolo di giornale per convincermi, anche se non ero parlamentare, pur rischiando l’arresto, a dimettermi da ministro: la dignità valeva più di una poltrona. Coraggio, credo, anche nel decidere di andare controvento con la fondazione e la costruzione de La Destra, in un’Italia ossessionata dalla Silviomania. Prove durissime, tre mesi dopo la nostra costituente le elezioni politiche; poi il congresso con l’incredibile e sciagurato voltafaccia di chi avevamo candidato a premier; poi le regionali anticipate in Abruzzo; le regionali anticipate in Sardegna e, condimento finale, la legge elettorale europea alla vigilia delle elezioni. Roba da uccidere un toro… Non ci è mancata la voglia di combattere. Il coraggio, appunto…non avevamo letto George Bernard Shaw: "Questo è tutto il segreto per lottare con successo: metti in svantaggio il tuo nemico e non combattere mai con lui ad armi pari per nessun motivo". Ecco perché ora si tratta di ragionare, più con la testa che con il cuore. Quest’Italia senza etica non ci appartiene. Facciamo politica o sentimento? Le nostre idee devono sopravvivere sotto un’icona da adorare o penetrare nella società? Sono alcune delle domande che pongo al partito, alla sua dirigenza, alla sua militanza e in primis ai fondatori che sono rimasti con noi e che assieme a me iniziarono questa avventura il 26 luglio del 2007. E credo che nella nostra piccola storia nessuno possa togliermi il merito di averci provato. Dobbiamo dedicarci alla costruzione di un’Italia senza ricatti, senza ricattatori, senza ricattati. E La Destra, se non ci attrezziamo, rischia di essere insufficiente allo scopo. Non deve chiudere i battenti, è e resta una comunità di uomini liberi e spero un po' più responsabili da ora in avanti, ma deve fungere alla trasmissione di valori prima ancora che alla raccolta di scarsi consensi elettorali. Dobbiamo costruire un’area ampia e non serve fantasticare di identitarismi ancora più anacronistici se hanno fallito in tutti questi anni; e lo dico con rispetto per chiunque ci ha provato, anche se non colgo lo stesso sentimento nei miei e nei nostri confronti. L’Italia non ne vuole sapere e prima che la nostra Patria vada definitivamente a rotoli dobbiamo saperci organizzare. Le notizie di questi giorni fanno un po' d’impressione. L’Italia “nuova” deprime un po'. Noi non siamo stati eletti in Parlamento europeo e questo può succedere in presenza di leggi elettorali infami. Ormai ci siamo abituati. Ma dovrebbero provocare scandalo, sconcerto, fatti che invece sembrano scivolare come se nulla fosse. Mastella e De Mita rappresenteranno l’Italia al Parlamento europeo. E anche il meno conosciuto – ma non migliore – Vito Bonsignore. Si dice che il Pdl sia la destra italiana. A parte De Mita, eletto con l’Udc, non mi sembra un gran segnale di novità che certe facce siano ancora in circolazione. Ormai, sotto il mantello di Berlusconi può succedere di tutto. Del resto, hanno riportato Dini al Senato e tutti zitti. Giannantonio Stella tace, la casta non c'è più. Zitti, tutti zitti. Il moralismo è in pensione, la moralità una parolaccia. Una domanda: come si butta giù questo muro dell’indifferenza? Chiudendoci a riccio o abbattendo gli ostacoli che ci impediscono di andare a protestare dentro le istituzioni? Io non ci voglio stare. Questa Italia la voglio cambiare. Il Pdl la sta snaturando. C’e’ bisogno di un blocco sociale e nazionale che indichi degli obiettivi di lotta politica sgombro dai richiami ideologici e piu’ attento alle dimensioni territoriali. C'è bisogno di un’idea di Nazione che sappia esaltare assieme l’autorevolezza dello Stato – che oggi è ai minimi termini - al valore di rappresentanza di autonomie che oggi somigliano sempre più a sultanati locali. Ognuno di noi dovrà farlo nella sua regione, come io farò nel Lazio. Chiamando a raccolta tutti, ovviamente. Tutti quelli che accetteranno una gerarchia di valori e di battaglie sociali che identificheranno programmaticamente e comunemente i soggetti politici che aderiranno. Se non si fa questo, voglio capire come si risponde alla domanda decisiva, dopo questi due anni di autentica guerra contro di noi. Qual è l’obiettivo per cui siamo disposti a spendere i prossimi dieci anni della nostra vita (sapendo che per alcuni sarebbero dieci mesi e per altri dieci giorni…)? Sta qui il quesito principale. Due anni fa nascemmo come la forza che sosteneva Silvio Berlusconi contro Gianfranco Fini. Sarebbe curioso trasformarsi nella forza che attende la fine di Berlusconi per tornare a fare politica. Anche perché, pure se questa fosse la nostra volontà, non saremmo noi a determinarla. C’e’ chi dice: uniamo tutta l’area alla destra del Pdl. Ovvero, unificare La Destra, Fiamma tricolore, Forza Nuova. E’ la soluzione apparentemente più comoda, quella dell’istinto di sopravvivenza. Salvo poi rendersi conto dopo pochi mesi che quel 3-4% potenziale perderebbe inevitabilmente pezzi perché nascerebbe subito qualcos’altro immediatamente alla nostra destra… Non è difficile immaginarlo se conosciamo bene questo mondo. Lo spettacolo vissuto dalle tre liste divise alle europee non ci è piaciuto: sarebbe stato ancora peggiore vedere le tre liste unite perdere pezzi in favore di un altro “nuovo”  soggetto manovrato da chi non vuole che cresciamo. Con la somma degli zero virgola non si va da nessuna parte. E credo che si debba avere il coraggio di ammettere una cosa: non esiste più l’area del voto ex-missino. La diaspora ha colpito anche quella comunità tradita da generazioni rampanti che hanno fatto prevalere l’opportunismo alle opportunità. Siamo sicuri, del resto, che la proposizione di un asse ideologico avrebbe cittadinanza politica e fascino elettorale in questo Paese in cui, mentre si perdono centinaia di migliaia di posti di lavoro ogni tre mesi, la maggioranza tenta di nascondere le giovinette che vanno a letto con il presidente del consiglio e l’opposizione sguinzaglia i propri 007 per snidarle? Ha detto recentemente Luca Romagnoli: "Costruire insieme un unico partito sociale: il tempo è arrivato. Incontriamoci – dice - rinunciamo, se necessario ai simboli, eliminiamo qualche 'neo' che rischia di ghettizzarci, rinunciamo (se c'è) a chi professa la fede con simboliche esternazioni e a chi non ha capito che siamo nel giugno del 2009. Tentiamo di salvare un progetto alternativo". Anche lui afferma che "è già qualcosa se si prendono le mosse dalla necessità di non disperdere in tre rivoli l'elettorato almeno di quanti non vogliono accettare la minestra pidiellina o quella, in apparenza alternativa, dell'antinazionale Lega, sulla quale abbiamo il vantaggio di poter dire che non siamo supini ai capricci del principe". Siamo certi che tutto questo basta? Si dice: la base vuole….. dov'è questa mitica base che non esita a votare liste in cui compare perfino uno come Clemente Mastella e non prende a pomodori in faccia chi lo ha fatto rieleggere? Quanti accettano di essere semplici iscritti senza pretendere di essere dirigenti di qualcosa? E’ facile essere coraggiosi a distanza di sicurezza…, scriveva Esopo nel VI secolo avanti Cristo… La prima cosa da combattere e da abbattere è senz'altro il poltronismo. La politica è diventata il regno delle persone peggiori: leccaculo, gente che non vuole lavorare, raccomandati, figli di politici, gente che compra i voti... l'Italia peggiore si è trasferita in politica. Questo bisogna combattere. Ma c'è questo spazio, in questa Italia? Altri propongono la deideologizzazione totale dell’area che vogliamo rappresentare, per allearci con chi ci sta. E’ una proposta un po' frettolosa, direi, e in fondo molto, ma molto azzardata. Non è la strada della deideologizzazione quella che ha compiuto Fini con An e il Pdl? Certo, sarebbe una strada differente la nostra, se non altro perché condotta in un universo senza padroni e senza abiure della nostra memoria. Ma se qualcuno mi dovesse chiedere di scimmiottare la Lega con una analoga del sud, col partito del mezzogiorno, per quello che mi riguarda la risposta sarebbe un no irrevocabile. Temo la disgregazione dell’Italia, figuriamoci se intendo lavorare ad ulteriori divisioni della nazione. Se le autonomie hanno in testa l’interesse nazionale è una cosa; se si lavora solo per pezzi d’Italia la partita non mi appassiona. L’autonomia è politica, culturale prima ancora che territoriale. E la può garantire la persistenza in vita di una Destra che detti linee di pensiero unitarie per le competizioni elettorali del futuro, che resti come laboratorio di idee per il Paese. Parliamoci con molta chiarezza. La strada dinanzi a noi è molto più dura rispetto a quella che avevamo immaginato. Lo stesso termine Destra è abusato nel linguaggio politico e questo succede anche perché non c'è rispetto della verità. Si fa sentire ancora l’egemonia culturale di certa sinistra, la guerra delle parole è ancora da vincere se il governo Berlusconi è chiamato di destra e a noi fa una rabbia visto che parliamo di un premier che al massimo si esercita in uno sgabuzzino antistante la moderna sala del Mappamondo; se Maroni è considerato un ministro di destra perché rovescia i barconi che portano qui appena il 6% degli immigrati; se Di Pietro e’ considerato di destra perché scuote le manette. Ci sono tre destre identitarie, ma ci sono tre destre percepite… "Non so bene dov'è la sinistra e dov'è la destra. Quello che realmente mi interessa è che le persone siano serie. Viviamo in un manicomio globalizzato", lo ha detto Fidel Castro… Anche unendoci solamente a Fiamma tricolore e a Forza nuova la strada non sarebbe più facile. Avremo comunque meno spazi mediatici. Avremo comunque meno quattrini per farci conoscere. Avremo comunque più sbarramenti elettorali da dover contrastare. Sarebbe più difficile mandare messaggi al Paese. La stessa alleanza europea – votata in comitato centrale da tutti, anche da quelli che adesso ci ripensano – è stata necessaria per tentare di spezzare il muro che ci bloccava. Abbiamo cercato uomini coraggiosi, e non si può negarlo a Raffaele Lombardo. Ha avuto più coraggio di chi si è ritirato alla vigilia della presentazione di un simbolo pasticciato con la scusa di un millimetro in più o in meno e adesso resta anche lui senza niente in mano… Ma non dimentichiamo mai che Lombardo non ci ha chiesto abiure, non l’abbiamo visto sperticarsi il 25 aprile, ci ha rispettato e se non abbiamo preso preferenze e’ stata solo colpa nostra, non sua. Dunque, che fare? Vorrei dare a La Destra una prospettiva più stabile e seria per i prossimi anni, quando si tornerà a votare per le politiche e capace di alleanze condivise. Ci aspettano tornate amministrative prima del 2013, dobbiamo puntare tutto sul territorio. Non potevamo farlo in presenza delle europee, vorrei dire ai soloni abituati a spiegarci ogni giorno che cos'è la politica. Sarebbe stata una fuga… Occorre rispondere al degrado sociale e morale che vede sfasciarsi le famiglie con troppa facilità, ma sono stato costretto finora a occuparmi di un territorio in cui prevalevano – sembra incredibile - i personalismi  e le satrapie locali; si è voluta autonomia totale e si sono viste alleanze sconclusionate nel territorio, il come mi pare è stata la regola. Si è preferito litigare sul segretario regionale eletto o nominato anzichè concentrare l’attenzione di tutti su lavoro e immigrazione, su sicurezza e banche, su impresa e scuola. Per fare uno splendido corteo a Napoli ho dovuto praticamente violentare un partito. In queste settimane di giusta riflessione pensiamoci bene. Pensiamo al motivo perché abbiamo aderito a La Destra e su che cosa ci aspettiamo da un movimento così. Chiediamoci con sincerità qual è la strada che riteniamo di dover percorrere e a costo di quali sacrifici. E’ la domanda iniziale che torna nella mia testa: per che cosa siamo disposti a sacrificare altri anni della nostra vita… Con una preghiera: chi parla, non parli dei quattrini che ha speso. Lo abbiamo fatto tutti, qualcuno anche per centinaia di migliaia di euro, non è un valido motivo per rivendicare meriti. Ci mancherebbe altro… Magari, spendiamoli meglio. Per convincere decine di milioni di italiani a tornare a votare e a votare per noi. Non lo si fa con le chiacchiere. Grazie a tutti per questi due anni meravigliosi. Ricominciamo a volerci bene. Come all’inizio di questa avventura. DOCUMENTO ESECUTIVO POLITICO riunione-del-24-giugno-2009 §§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§ AVVISO E' temporaneamente sospesa in questo blog la possibilità di lasciare commenti. Una volta che saranno stabilite regole certe di accesso per la scrittura dei messaggi, il servizio sarà ripristinato e potrà nuovamente essere utilizzato secondo i criteri di correttezza, educazione e rispetto che hanno ispirato la nascita di questo spazio democratico di comunicazione. Grazie §§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

IL LAVORO PERDUTO

20 giu 2009
                       lavoro di Francesco Storace Chi darà da mangiare ad altri 200mila disoccupati di questo Paese? Mentre il governo si affanna nelle scabrose vicende in cui pare immerso il presidente del Consiglio e l'opposizione pare interessata solo a sapere con chi va a letto Berlusconi, centinaia di migliaia di italiani perdono il lavoro in soli tre mesi. Siamo scandalizzati: nessuno si occupa del lavoro perduto. Ecco la prima grande battaglia che dovrà vedere protagonista una destra consapevole: il lavoro. Che è un dramma per i giovani e una tragedia per il Sud. Al Comitato Centrale del 4 e 5 luglio mi piacerebbe che si parlasse più della persona e dei suoi diritti che di politichese... §§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§ AVVISO E' temporaneamente sospesa in questo blog la possibilità di lasciare commenti. Una volta che saranno stabilite regole certe di accesso per la scrittura dei messaggi, il servizio sarà ripristinato e potrà nuovamente essere utilizzato secondo i criteri di correttezza, educazione e rispetto che hanno ispirato la nascita di questo spazio democratico di comunicazione. Grazie §§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

LA COPPIA

3 giu 2009
            bassolino-iervolino Mettere fine all'era Bassolino-Iervolino in Campania. E' con questo obiettivo che La Destra ha preparato queste elezioni provinciali. Storace lo ha ribadito durante la sua visita di ieri in Campania, sottolineando i gravi problemi che il Mezzogiorno continua ad avere. La politica, ha detto Storace a Il Mattino (articolo che vi proponiamo), deve intervenire e affrontare concretamente le enormi difficoltà di sviluppo di questo territorio, a cominciare dall'emergenza lavoro. LEGGI mattino-napoli-03_06_09-storace-metteremo-fine-a-era-bassolino

Visita in Campania di Storace il 1 maggio

1 mag 2009
    vesuvio Venerdì 1 maggio, il segretario nazionale de La Destra, Francesco Storace, sarà in Campania. Questo il programma: Ore 11,00 - Incontro con i cittadini presso la sezione de La Destra di Secondigliano, c.so Secondigliano 212. Sarà affrontata la grave emergenza lavoro presente nel Sud Ore 17,00 - Incontro con i candidati alla Provincia dell’area Flegrea e zone limitrofe e con i cittadini per affrontare i problemi di quelle aree, che vengono viste come periferiche e destinate al degrado. Presso l’aula consiliare del Comune di Quarto, in Piazzale Europa Ore 19,30 - Incontro con i candidati alla Provincia dell’area Vesuviana e zone limitrofe e con militanti e simpatizzanti. Seguirà degustazione dei prodotti locali. L'appuntamento è a Santa Anastasìa, presso il Centro Polifunzionale d’Arte e Cultura Vesuviana "IL MULILLO", Piazza IV Novembre 1

APERTO IL CANTIERE DEL MUTUO SOCIALE A ROMA

13 mar 2009
                                  di Francesco Storace Con la prima riunione convocata dal presidente Visconti si è aperto in commissione Casa il cantiere del mutuo sociale a Roma. Nel corso della riunione, alla quale hanno preso parte con interventi i consiglieri del Pdl Ciardi, Di Cosimo, Gramazio e Naccari, il capogruppo della Sinistra Arcobaleno, Alzetta e quello della Lista civica per Rutelli, Quadrana, si è svolta la discussione generale sulla proposta di delibera istitutiva del mutuo sociale. Tra le questioni più discusse, quelle relative all’individuazione delle risorse finanziarie e dei terreni demaniali su cui realizzare le abitazioni da assoggettare al mutuo sociale. Da sinistra, e non solo, sono venute anche polemiche tutto sommato deboli sul tema dell’italianità dei fruitori del progetto di mutuo sociale e sul coinvolgimento di Casapound, artefice della proposta. Ma ne discuteremo approfonditamente nelle prossime sedute. Sono state decise alcune audizioni, secondo un cronoprogramma sollecitato da me e dai consiglieri Gramazio e Ciardi, per non perdere l’occasione di discutere di un’idea di forte innovazione politica e culturale: giovedì prossimo verrà in commissione il direttore dell’Ufficio politiche abitative del Comune, Marra, mentre il lunedì successivo sarà la volta dell’assessore alla Casa, Antoniozzi. L’importante è lavorare attorno a un obiettivo che renda finalmente possibile far accedere alla proprieta’ della casa ogni cittadino, a prescindere dal suo ceto sociale. Roma può diventare – se il sindaco Alemanno e la maggioranza ne avranno il coraggio – la città che indica al Paese una svolta per le politiche abitative, uscendo dalle secche dell’emergenza continua.

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