di Francesco Storace
Credo che sia molto bello fare il sindaco di Roma. E si vede che, giustamente, ad Alemanno piace. Un tempo era federale, ora ha scoperto la virtù del federalismo. Che, se abbiamo capito bene, serve a far pagare agli altri le spese proprie. Anche se, in questo caso, si tratta di quelle di Veltroni.
Parliamo dell’azienda municipalizzata di Roma Ama, quella che si occupa – dovrebbe occuparsi – della pulizia della città.
Mercoledì prossimo arriva in Consiglio comunale un pacchetto deliberativo che volatilizza un mucchio di svariate decine di milioni di euro dei cittadini romani, che saranno ripianati dai quattrini messi a disposizione dal governo per la Capitale, per ripianare debiti e ricapitalizzare il patrimonio aziendale prossimo allo zero.
Apparentemente si tratta di poca roba. Alemanno ha fatto approvare dalla sua Giunta una delibera che dà 20 milioni di anticipazioni di cassa (ovvero paga Pantalone) sul bilancio di quest’anno.
E’ la prima del 2008? No. Già a gennaio fu la giunta Veltroni ad anticipare altri 100 milioni all’azienda. Con quella delibera la Giunta rossa fece il fioretto di delegare la Ragioneria generale a valutare le richieste di anticipazione di cassa, che sarebbero state inoltrate dall’azienza.
Curiosità: la delibera della Giunta Veltroni era del 30 gennaio, la richiesta Ama del 29….
Il 12 febbraio anticipati i primi 45 milioni.
Poi altri 22 milioni nel mese di aprile, gli ultimi 33 nel mese di giugno.
Ma ad agosto, la Giunta Alemanno ha deliberato un’ulteriore variazione di bilancio per altri 50 milioni di anticipazione di cassa, erogate in tre tranche fino a ottobre.
Nel frattempo, il Comune ha presentato al Governo il piano di rientro, di cui ancora non si conosce l’esito.
Nel piano si prevede una spesa di 61 milioni di euro per la ricapitalizzazione dell’Ama, che sommata a un buco di 158 milioni per prestazioni rese e non pagate fa salire il costo dell’azienda di ulteriori 220 milioni di euro.
A questo punto non si capisce che cosa accadrà con i soldi che devono arrivare dal Governo. Si sostiene che, comunque, i 150 milioni già sborsati quest’anno saranno recuperati con i soldi che verranno dal piano di rientro (a carico dei cittadini) e comunque si anticipano ora altri 20 milioni.
Insomma, totale anticipazioni 2008 170 milioni, ricapitalizzazione 61 milioni, totale 230 milioni.
Ma non c’è uno straccio di relazione che giustifichi questa corsa alla spesa, non c’è traccia di programmazione economica e finanziaria.
LA DELIBERA 17 DELLA GIUNTA VELTRONI
I primi 100 milioni di quest’anno sono stati stanziati dall’amministrazione Veltroni, a seguito della rideterminazione della Ta.Ri, la tariffa rifiuti, per l’anno 2008. In pratica, costi maggiori per rispettare le prescrizioni normative e ambientali relative al trattamento dei rifiuti e di incremento della raccolta differenziata, oltre ai costi connessi al miglioramento complessivo del servizio.
E’ in grado l’amministrazione di dimostrare che tutto ciò è avvenuto? Come si fa a sostenere che è migliorato il servizio, che è aumentata la raccolta differenziata, che si rispettano le prescrizioni ambientali se la magistratura arriva a mettere i sigilli all’impianto di Malagrotta?
Da un’amministrazione “nuova” ci attenderemmo di conoscere nel dettaglio la situazione debitoria dell’azienda, prima di ogni altra iniziativa di carattere finanziario.
LE DELIBERE DELLA GIUNTA ALEMANNO
Che l’Ama non debba far conoscere la sua situazione lo testimonia anche la delibera adottata con i poteri del Consiglio comunale dall’amministrazione comunale attuale: basta avere, evidentemente, le giuste relazioni per ottenere ad agosto una variazione di bilancio di 50 milioni e a ottobre un’altra anticipazione per 20, senza neppure l’accortezza di pretendere che ogni richiesta venisse motivata presso la Ragioneria.
Proviamo a far finta, vorrei dire ad un moralista di nome Giovanni Hermanin (il signore intervistato un anno fa da Striscia la notizia, nel video sopra) che anni fa tuonava contro la mia amministrazione regionale e ora, per fortuna, se ne va dall’azienda dei rifiuti romana, che l’Ama sia come una Asl; moltiplichiamola per le 15 aziende ospedaliere e territoriali presenti nel Lazio, 170 milioni di anticipazioni annue per 15 aziende sanitarie farebbero circa 2,5 mld di euro l’anno, 12,5 miliardi in cinque anni.
Capiamo di che stiamo parlando? Sono quelli che strillavano contro i finti dieci miliardi di debito sanitario (maturati in vent’anni e non in cinque) e tacciono sullo sperpero esponenziale della loro amministrazione.
Nel 2003, sotto la Giunta Veltroni, è approvata la delibera sulle tariffe, con il sì al piano finanziario, che in quell’esercizio prevede un costo di gestione del servizio di 362 milioni di euro. Per il 2008, il costo Ama sale a 530 milioni di euro, con un aumento rispetto ai 360 del 2003 di 160 milioni, più 50 per cento… di questi 530 milioni appena 5 vengono dal recupero dell’evasione ed elusione…
A questo si aggiunge, appunto, l’altra delibera sulla ricapitalizzazione dell’azienda.
Attualmente il capitale sociale di Ama e’ di 70 milioni di euro. Il bilancio 2007 si è chiuso con quasi 36 milioni di euro di passività. La riduzione a 25 milioni di euro del patrimonio netto comporta, secondo il codice civile, la consegna dei libri contabili in tribunale. A settembre si scopre un’ulteriore perdita di 17 milioni di euro, con il capitale che scende a 8 milioni di euro. Da 70!
A novembre il patrimonio scende a un milione di euro….
Prima di ricapitalizzare con altri sessantuno milioni di euro dei cittadini romani, possiamo saperne di piu’?
Ama chiede anche la rideterminazione della Ta.Ri. Pagano sempre i cittadini?
Si scrive nella delibera…. Cresce l’indebitamento verso le banche dal 2003 a oggi. Peggiorano i debiti verso i fornitori. Peggiora anche il servizio. Non si incassano i crediti. E noi ancora a buttare soldi? Quali garanzie offriamo alla comunità romana?
Ma glielo avete detto a Tremonti e a Brunetta che cosa hanno combinato questi scialacquatori? E quali garanzie avete offerto al Governo per evitare le litanie su Roma ladrona?