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PUNTARE ALL’ASSEMBLEA COSTITUENTE!

30 dic 2009

           assemblea

Il centrodestra rifletta, prima di dire no ad una convenzione costituzionale – quale quella proposta da Calderoli – per la riforma della Carta della Repubblica.
E’ materia che va sottratta alla contesa politica quotidiana, alla furia distruttrice di chi pensa che vada fatto a pezzi il nemico. Se ha un senso la ricerca di dialogo, in cui pare sinceramente impegnato il presidente del Consiglio e in cui è in evidente difficoltà Bersani, la strada maestra per realizzare qualcosa di concreto è proprio un’assemblea diversa da quella parlamentare.
Anche per evitare tagliole di tipo referendario, quali quelle che minaccia un’opposizione dilaniata su tutto ma non sull’antiberlusconismo quale unico proprio collante.
Serve una rappresentanza più ampia di quella attualmente visibile in Parlamento.
In un referendum sulla Costituzione il popolo degli esclusi, quelli che nel 2008 votarono forze politiche che non raggiunsero il quorum del 4 per cento, rischierebbe di fare la differenza in negativo.
Ci pensi, il centrodestra, prima di gettare alle ortiche l’idea di coinvolgere tutti in una riforma presidenzialista del nuovo Stato federale, per istituzioni realmente più responsabili, per una giustizia autenticamente libera dai condizionamenti di parte.
Sarebbe un modo per passare davvero alla storia.

STORACE SU HOUSE CHANNEL (CANALE 936 SKY)

26 gen 2009
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Seconda parte

Terza parte

Quarta parte

Quinta parte

Sesta parte

Settima parte

FEDERALISMO DI TASCA NOSTRA…

18 gen 2009

             federalismo

di Francesco Storace

Che razza di federalismo è quello che nasconde i costi, quello che non ci fa sapere chi paga per le ambizioni smisurate di Umberto Bossi?

E’ davvero inquietante che nessuno si preoccupi di rispondere a domande essenziali. E il motivo di tanto silenzio sta probabilmente nel fatto che delle due l’una: o si rischia di scoprire un enorme crescita del divario economico tra nord e sud, oppure, siccome i quattrini non ci sono, si stanno ingannando le stesse regioni del nord con promesse mirabolanti destinate solo a creare illusioni e nessun effetto concreto.

In un caso come nell’altro, è un imbroglio destinato a rendere ancora più debole il sistema Italia.
Tanto più che è calato il gelo attorno ad un’altra proposta che aveva infiammato il dibattito politico: che fine ha fatto, onorevole presidente del Consiglio, l’abolizione delle province tanto reclamizzata dal suo programma elettorale? Come mai questa maggioranza, così forte e granitica, non riesce a rispettare le promesse agli elettori? Dov’è la tanto decantata moralità di chi promette e non mantiene la parola?
Le province che volevate radere al suolo restano lì.

Chiacchiere, chiacchiere a vuoto come quelle sul federalismo, perché appena si sposta un euro da una parte all’altra del bilancio dello Stato scoppia il finimondo.
Perché imperversa una sola logica, quella della casta che pretende solo per sé.

La Destra, che in Parlamento non c’è, contro la casta alza invece la voce e lo faremo con la manifestazione che terremo sabato prossimo a Napoli: non è vero che gli imbroglioni di un polo e dell’altro rappresentano l’Italia.
C’è un’altra Italia che non li sopporta più e a cui noi dobbiamo tendere la mano. E a Napoli ci saremo per questo.

FEDERALE FEDERALISTA

1 dic 2008
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di Francesco Storace

Credo che sia molto bello fare il sindaco di Roma. E si vede che, giustamente, ad Alemanno piace. Un tempo era federale, ora ha scoperto la virtù del federalismo. Che, se abbiamo capito bene, serve a far pagare agli altri le spese proprie. Anche se, in questo caso, si tratta di quelle di Veltroni.

Parliamo dell’azienda municipalizzata di Roma Ama, quella che si occupa – dovrebbe occuparsi – della pulizia della città.
Mercoledì prossimo arriva in Consiglio comunale un pacchetto deliberativo che volatilizza un mucchio di svariate decine di milioni di euro dei cittadini romani, che saranno ripianati dai quattrini messi a disposizione dal governo per la Capitale, per ripianare debiti e ricapitalizzare il patrimonio aziendale prossimo allo zero.

Apparentemente si tratta di poca roba. Alemanno ha fatto approvare dalla sua Giunta una delibera che dà 20 milioni di anticipazioni di cassa (ovvero paga Pantalone) sul bilancio di quest’anno.
E’ la prima del 2008? No. Già a gennaio fu la giunta Veltroni ad anticipare altri 100 milioni all’azienda. Con quella delibera la Giunta rossa fece il fioretto di delegare la Ragioneria generale a valutare le richieste di anticipazione di cassa, che sarebbero state inoltrate dall’azienza.
Curiosità: la delibera della Giunta Veltroni era del 30 gennaio, la richiesta Ama del 29….
Il 12 febbraio anticipati i primi 45 milioni.
Poi altri 22 milioni nel mese di aprile, gli ultimi 33 nel mese di giugno.
Ma ad agosto, la Giunta Alemanno ha deliberato un’ulteriore variazione di bilancio per altri 50 milioni di anticipazione di cassa, erogate in tre tranche fino a ottobre.

Nel frattempo, il Comune ha presentato al Governo il piano di rientro, di cui ancora non si conosce l’esito.
Nel piano si prevede una spesa di 61 milioni di euro per la ricapitalizzazione dell’Ama, che sommata a un buco di 158 milioni per prestazioni rese e non pagate fa salire il costo dell’azienda di ulteriori 220 milioni di euro.
A questo punto non si capisce che cosa accadrà con i soldi che devono arrivare dal Governo. Si sostiene che, comunque, i 150 milioni già sborsati quest’anno saranno recuperati con i soldi che verranno dal piano di rientro (a carico dei cittadini) e comunque si anticipano ora altri 20 milioni.
Insomma, totale anticipazioni 2008 170 milioni, ricapitalizzazione 61 milioni, totale 230 milioni.
Ma non c’è uno straccio di relazione che giustifichi questa corsa alla spesa, non c’è traccia di programmazione economica e finanziaria.

LA DELIBERA 17 DELLA GIUNTA VELTRONI
I primi 100 milioni di quest’anno sono stati stanziati dall’amministrazione Veltroni, a seguito della rideterminazione della Ta.Ri, la tariffa rifiuti, per l’anno 2008. In pratica, costi maggiori per rispettare le prescrizioni normative e ambientali relative al trattamento dei rifiuti e di incremento della raccolta differenziata, oltre ai costi connessi al miglioramento complessivo del servizio.
E’ in grado l’amministrazione di dimostrare che tutto ciò è avvenuto? Come si fa a sostenere che è migliorato il servizio, che è aumentata la raccolta differenziata, che si rispettano le prescrizioni ambientali se la magistratura arriva a mettere i sigilli all’impianto di Malagrotta?
Da un’amministrazione “nuova” ci attenderemmo di conoscere nel dettaglio la situazione debitoria dell’azienda, prima di ogni altra iniziativa di carattere finanziario.

LE DELIBERE DELLA GIUNTA ALEMANNO
Che l’Ama non debba far conoscere la sua situazione lo testimonia anche la delibera adottata con i poteri del Consiglio comunale dall’amministrazione comunale attuale: basta avere, evidentemente, le giuste relazioni per ottenere ad agosto una variazione di bilancio di 50 milioni e a ottobre un’altra anticipazione per 20, senza neppure l’accortezza di pretendere che ogni richiesta venisse motivata presso la Ragioneria.
Proviamo a far finta, vorrei dire ad un moralista di nome Giovanni Hermanin (il signore intervistato un anno fa da Striscia la notizia, nel video sopra) che anni fa tuonava contro la mia amministrazione regionale e ora, per fortuna, se ne va dall’azienda dei rifiuti romana, che l’Ama sia come una Asl; moltiplichiamola per le 15 aziende ospedaliere e territoriali presenti nel Lazio, 170 milioni di anticipazioni annue per 15 aziende sanitarie farebbero circa 2,5 mld di euro l’anno, 12,5 miliardi in cinque anni.
Capiamo di che stiamo parlando? Sono quelli che strillavano contro i finti dieci miliardi di debito sanitario (maturati in vent’anni e non in cinque) e tacciono sullo sperpero esponenziale della loro amministrazione.

Nel 2003, sotto la Giunta Veltroni, è approvata la delibera sulle tariffe, con il sì al piano finanziario, che in quell’esercizio prevede un costo di gestione del servizio di 362 milioni di euro. Per il 2008, il costo Ama sale a 530 milioni di euro, con un aumento rispetto ai 360 del 2003 di 160 milioni, più 50 per cento… di questi 530 milioni appena 5 vengono dal recupero dell’evasione ed elusione…
A questo si aggiunge, appunto, l’altra delibera sulla ricapitalizzazione dell’azienda.

Attualmente il capitale sociale di Ama e’ di 70 milioni di euro. Il bilancio 2007 si è chiuso con quasi 36 milioni di euro di passività. La riduzione a 25 milioni di euro del patrimonio netto comporta, secondo il codice civile, la consegna dei libri contabili in tribunale. A settembre si scopre un’ulteriore perdita di 17 milioni di euro, con il capitale che scende a 8 milioni di euro. Da 70!
A novembre il patrimonio scende a un milione di euro….

Prima di ricapitalizzare con altri sessantuno milioni di euro dei cittadini romani, possiamo saperne di piu’?
Ama chiede anche la rideterminazione della Ta.Ri. Pagano sempre i cittadini?
Si scrive nella delibera…. Cresce l’indebitamento verso le banche dal 2003 a oggi. Peggiorano i debiti verso i fornitori. Peggiora anche il servizio. Non si incassano i crediti. E noi ancora a buttare soldi? Quali garanzie offriamo alla comunità romana?
Ma glielo avete detto a Tremonti e a Brunetta che cosa hanno combinato questi scialacquatori? E quali garanzie avete offerto al Governo per evitare le litanie su Roma ladrona?

SE QUESTO E’ UN UOMO…

10 ago 2008

Al congresso della Liga Veneta l’aveva alzato contro l’inno di Mameli. Ieri sera, alla festa del Carroccio a Pontida, nella terra che ospitò il giuramento della Lega, Umberto Bossi, ministro delle Riforme, è tornato a parlare del “dito medio”: “Ce lo abbiamo ancora. Non sarà un’accusa che riuscirà a fermare la nostra lotta per la libertà”, ha detto riferendosi al procedimento aperto nei suoi confronti per il gestaccio di Padova.

Bossi ha ribadito un concetto che da tempo esprime nei suoi interventi pubblici: “Abbiamo fatto un errore madornale a seguire Garibaldi e i Savoia. Ora dobbiamo rimediare. Io non mollo. Non me ne andrò dalla politica fino a quando il Nord non sarà libero”.

Dal palco, Bossi ha parlato di lotta e liberazione: “Alla fine vinceremo” ha detto strappando un applauso. Il federalismo resta per la Lega tema prioritario: “Con la sinistra abbiamo trattato per il federalismo. Vediamo se mantengono la parola. Mi auguro che il nuovo sistema politico sia approvato, ma non spendete tutti i soldi”, ha detto il Senatur al popolo “verde”. “Se non approvano il federalismo, dovete venire a Roma in massa per far sentire la vostra voce. Se non c’è il federalismo, c’è la lotta di liberazione”.


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