Da Repubblica.it
PIANEZZA (Torino) – In migliaia sono andati nella chiesa di Pianezza per dare l’ultimo saluto a Vito Scafidi.
“Sei diventato l’angelo custode di tutti gli studenti del mondo – ha detto la sorella in una lunga lettera recitata nella basilica – ma sei anche un martire di persone senza scrupoli che ristrutturano i castelli ma lasciano cadere a pezzi case e scuole”.
Ci sono tutti i ragazzi del liceo Darwin di Rivoli al funerale del loro amico schiacciato dal crollo del controsoffitto della quarta G. Sulla bara è stesa una maglia della Juventus di cui era una tifoso e sul cuscino di fiori ai piedi del feretro, qualcuno ha poggiato una sciarpa bianconera. Un applauso ha salutato l’arrivo della bara che è entrata nella chiesa di san Pietro e Paolo tra due ali di folla.
Celebra la funzione don Beppe Bania, lo stesso sacerdote che battezzò Vito 17 anni fa. Rivolgendosi alle istituzioni, ha lanciato un monito: “Aiutateci a creare un’Italia dove le pastoie burocratiche non abbiamo l’ultima parola, dove prima dell’ideologia, degli interessi privati, ci sia la sicurezza delle persone”. E ai giovani ha detto: “Sui vostri blog avete scritto che non si può morire così e avete chiesto giustizia, ma di giustizia c’è quella degli avvocati e della magistratura, ma c’è anche quella che dobbiamo rendere con la nostra vita”.
Dietro la bara i familiari, i genitori Fortunato e Cinzia, la sorella Paola, i nonni e, poco più indietro i compagni di scuola e della squadra di calcio nella quale Vito giocava. Manca solo Andrea Macrì, il compagno di classe ferito alla colonna vertebrale. E’ stato sottoposto ad un secondo intervento al Cto di Torino, ma il rischio di paralisi non è ancora scongiurato.
C’è il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, mischiato tra la folla ma non c’è nessun ambasciatore del governo, dopo che gli amici del ragazzo avevano fatto sapere che non avrebbero gradito coloro che rappresentano i responsabili indiretti della tragedia. Resta la corona di fiori inviata dal presidente del Consiglio accanto a quella voluta da Giorgio Napolitano.
“Non ti dimenticheremo. Sarai sempre nei nostri cuori”, hanno scritto i compagni del liceale su un lungo striscione affisso davanti alla chiesa. In piazza, su un altro lenzuolo, il dolore degli amici è trascritto con lo slang degli sms: “Ogni xsona, piccola o grande ke sia, è unica”.
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