
di
Francesco Storace
L’integrazione dell’illegalità non dovrebbe essere consentita.
Accade a Roma, in uno dei quartieri più noti, nella
zona Vescovio-Salario, dove tanti anni ci fu la straordinaria idea di realizzare la più grande
Moschea d’Europa.
Il problema è che non ci si accontenta solo di pregare, ma c'è chi ne approfitta indisturbato per farsi affari illegali, con l’ammissione di
impotenza dei vigili urbani del territorio il cui comandante, in una lettera riservata all’amministrazione, ha dovuto scrivere di non poter autorizzare un’azione dei propri uomini per "le conseguenze che potrebbero sorgere a seguito di un intervento effettuato a ridosso di un centro culturale islamico"...
In pratica,
un mercato abusivo, nel più assoluto disprezzo delle regole, non può essere sgomberato perché l’amministrazione, evidentemente, non tutela i propri uomini preposti alla sicurezza e al rispetto delle leggi. Il bello è che il tutto è stato denunciato da un
consigliere del Pdl del secondo municipio, Massimo Inches, minacciato gravemente dai musulmani ma totalmente inascoltato dal suo partito, dal suo municipio, dal suo sindaco...
Domani presenterò in Campidoglio questa interrogazione al sindaco:
Per conoscere
1) quali iniziative ha ritenuto di far intraprendere all’amministrazione comunale a tutela dell’incolumità del consigliere del secondo municipio, Massimo Inches, gravemente minacciato e costretto a denunciare la gravità di quanto accaduto al commissariato di P.s. Vescovio fin dallo scorso 29 maggio;
2) se è a conoscenza che le minacce sono relative alla campagna condotta contro gli insediamenti abusivi dei nomadi e in particolare contro il mercato abusivo che si svolge ogni venerdì presso la Moschea di Roma con circa 30 banchi;
3) se è noto al comune che i prodotti in vendita non vedono rispettate le più elementari norme igienico-sanitarie, al punto che esistono bombole di gas per cucinare all’aperto, ovviamente senza alcuna autorizzazione e, quel che è peggio, senza alcun controllo;
4) se è noto che, ovviamente, non viene rilasciato alcuno scontrino fiscale agli acquirenti;
5) se è a conoscenza che le minacce anonime arrivano a definire “territorio musulmano” l’area della Moschea di Roma;
6) per sapere per quale motivo la lettera inviata dal consigliere Inches in data 3 giugno, tra gli altri, all’assessore alle politiche ambientali, al consigliere delegato alla sicurezza del comune di Roma, all’assessore alle attività produttive, al dirigente del servizio extradipartimentale per la sicurezza urbana, al comandante del corpo dei vigili e al vicecapo di gabinetto delegato alla sicurezza non ha avuto alcuna risposta nonostante la gravità dei fatti denunciati a proposito del mercato abusivo della Moschea qui sopra riassunti;
7) se è a conoscenza che persino il comandante del secondo gruppo della polizia municipale, con lettera del 13 gennaio, aveva già segnalato – anch’egli probabilmente inascoltato – l’assoluto disprezzo delle regole da parte di un mercato che doveva essere originariamente destinato a soli 11 rivenditori e comunque solo per valenza religiosa e socio-culturale che commerciale, manifestando prudenza – in assenza di indicazioni di carattere politico – per un’azione di propria iniziativa, viste - citiamo testualmente! - “le conseguenze che potrebbero sorgere a seguito di un intervento effettuato a ridosso di un centro culturale islamico”...
A PROPOSITO DELLA FONDAZIONE ROMA MEDITERRANEA (VEDI POST DI IERI) PROPONIAMO L'ARTICOLO PUBBLICATO OGGI DA "LA REPUBBLICA"
LEGGI la-repubblica-05_07_09-roma-mediterranea-storace-attacca
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