
Il segretario nazionale e capogruppo de La Destra in Campidoglio, Francesco Storace, ha presentato ieri una mozione con la quale impegna il sindaco di Roma a proporre al Consiglio comunale l’istituzione di una Commissione Speciale di inchiesta con il compito di controllare tutti i contratti di appalto in essere con le Società riconducibili all’imprenditore Alfredo Romeo, al fine di verificare e garantire una maggiore trasparenza negli appalti in essere del Comune capitolino.
La mozione è stata sottoscritta anche dal capogruppo del PdL, on. Rossin.
La bufera giudiziaria che sta investendo il nostro Paese in questi giorni, infatti, con la triste storia di tangenti, appalti, malaffare e politica corrotta, oltre a lasciare tutti disgustati dovrebbe spingere i politici a intraprendere iniziative utili a fare chiarezza nel polverone, sempre più minaccioso, che si sta alzando.
Consigli comunali dimezzati, parlamentari coinvolti, un terremoto che scuote alla radice soprattutto Napoli, ieri di nuovo in vetrina per l’ennesimo scandalo (auto di servizio usate per accompagnare parenti e amici, con sei assessori del Comune partenopeo – due in carica e quattro delle precedenti giunte – indagati).
L’indagine che fa riferimento all’imprenditore Romeo e che ha messo in ginocchio la squadra guidata dal sindaco Jervolino, sta ponendo in fibrillazione la Capitale, perché proprio a Roma, secondo Romeo, “si fanno le cose…”.
Non sono quindi sufficienti dichiarazioni rassicuranti rispetto a quanto rischia di accadere nella Capitale e non dobbiamo aspettare l’arrivo della magistratura in Campidoglio.
Il Comune attivi, pertanto, un’operazione trasparenza, vari una Commissione d’inchiesta per monitorare la regolarità di tutti gli appalti concessi dal 1994 ad oggi, fin dalla denuncia che fece Teodoro Buontempo nell’aula Giulio Cesare al momento dell’arrivo di Alfredo Romeo negli uffici comunali. “Durante la giunta Rutelli – ricorda lo stesso Buontempo – quando il Campidoglio assegnò alla società Romeo la gestione del patrimonio immobiliare, feci un intervento al Comune denunciando l’inquietante situazione giudiziaria che, sin da allora, coinvolgeva il titolare dell’azienda e che evidenziava che gli appalti venivano vinti calpestando la trasparenza nell’assegnazione”.
“E’ indispensabile, infatti – sostiene il presidente de La Destra – dimostrare che non c’è alcuna continuità tra i discutibili appalti assegnati dalla giunte Rutelli e Veltroni alla Romeo e soci e scoprire eventuali sprechi di risorse pubbliche a sostegno del sistema dei partiti”.
“Sia per quanto riguarda la gestione del patrimonio immobiliare da parte della Romeo sia per il trattamento dei rifiuti urbani a Roma – sottolinea infine Buontempo – si trovano centinaia di pagine di miei interventi in Campidoglio, con cui denunciavo gli inquietanti metodi utilizzati per l’assegnazione dei servizi comunali, per i quali non si provvedeva poi ad alcun controllo”.
Ecco, allora è giusto chiedere che il Comune di Roma verifichi quante firme e da quali dirigenti sono state apposte per favorire questo signore, che continua a gestire un immenso patrimonio immobiliare dal carcere di Poggioreale.
La stessa sinistra collabori: se, dopo aver messo sotto accusa ogni avversario, oggi è in grave difficoltà, è per l’arroganza che ha caratterizzato la gestione del potere che ha detenuto a Roma. Nessuno di loro sarà chiamato a scontare la pena, c’è l’indulto a salvarli. Ma non si azzardino mai più a parlare e a sparlare di chi li avversa: sappiamo che la responsabilità penale è personale e non vogliamo che si paghi per colpe altrui.
Vogliamo però sapere di chi è la responsabilità, vogliamo sapere chi era sordo alle denunce, abbiamo il diritto di conoscere i motivi per cui di fronte a Romeo in Campidoglio nessuno osava verificare.
Per una volta, la politica non si faccia sostituire dalla magistratura, ma collabori attivamente all’accertamento della verità.
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