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BOSSI RINGRAZIA FINI

4 gen 2010

                    sorpasso

Il sorpasso della Lega Nord sul Popolo della Libertà alle prossime elezioni? E’ una possibilità. A scriverlo oggi su Il Giornale è Marcello Veneziani (articolo che vi propongo) che spiega come una simile novità rappresenterebbe un chiaro “segnale di crisi del bipolarismo; la conclusione fatale grazie ai suicidi di Veltroni e Fini”.
Secondo Veneziani “Bossi ha acquistato con la malattia e il parlare stentato un tono quasi oracolare e sembra un Grande Vecchio, un Padrino, un Mandante della Politica”.
Fini, invece, “è scomparso, non esprime più i valori della destra nazionale e tradizionale”.
Così “la Lega oggi non ha più contrappesi e il centrodestra è più sbilanciato”.
E Veneziani consiglia: “E’ partito per un lungo viaggio, il Gianfranco, verso il Paese che non c’è e voi…”.

LEGGI il giornale 04_01_10 – fini spinge la lega

BOSSI E I SUOI FRATELLI

28 nov 2008
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SE QUESTO E’ UN UOMO…

10 ago 2008

Al congresso della Liga Veneta l’aveva alzato contro l’inno di Mameli. Ieri sera, alla festa del Carroccio a Pontida, nella terra che ospitò il giuramento della Lega, Umberto Bossi, ministro delle Riforme, è tornato a parlare del “dito medio”: “Ce lo abbiamo ancora. Non sarà un’accusa che riuscirà a fermare la nostra lotta per la libertà”, ha detto riferendosi al procedimento aperto nei suoi confronti per il gestaccio di Padova.

Bossi ha ribadito un concetto che da tempo esprime nei suoi interventi pubblici: “Abbiamo fatto un errore madornale a seguire Garibaldi e i Savoia. Ora dobbiamo rimediare. Io non mollo. Non me ne andrò dalla politica fino a quando il Nord non sarà libero”.

Dal palco, Bossi ha parlato di lotta e liberazione: “Alla fine vinceremo” ha detto strappando un applauso. Il federalismo resta per la Lega tema prioritario: “Con la sinistra abbiamo trattato per il federalismo. Vediamo se mantengono la parola. Mi auguro che il nuovo sistema politico sia approvato, ma non spendete tutti i soldi”, ha detto il Senatur al popolo “verde”. “Se non approvano il federalismo, dovete venire a Roma in massa per far sentire la vostra voce. Se non c’è il federalismo, c’è la lotta di liberazione”.


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