3
apr
2010

Ho apprezzato che la
Rai abbia deciso di rispondere a Santoro & co. con un'offerta di
informazione plurale piuttosto che con la censura. E' meglio avere più voci che non averne nessuna. E ci sono giornalisti interessanti che possono offrire punti di vista profondamente diversi rispetto ai tristi tran tran offerti dalla faziosità dei soliti noti dell'informazione rossa.
Ma attenzione a non sbagliare. Gianlugi Paragone è un giornalista acuto, che seguo con grande attenzione per la vivacità intellettuale che lo caratterizza nel grigiore del panorama mediatico italiano.
Ma l'operazione andata in onda ieri sera nel suo
programma "L'ultima parola" su Raidue - mi ha invitato e di questo lo ringrazio - non mi è piaciuta affatto.
Pluralismo non deve fare rima con razzismo, e da quella trasmissione è emersa la volontà di accarezzare un
clima antimeridionale che non mi piace affatto.
Lo dico da esponente politico che vive in una Regione che contribuisce con la Lombardia alla creazione della ricchezza nazionale: è
inaccettabile che si costruisca un prodotto giornalistico fondato sulla carneficina mediatica di un pezzo del Paese.
Ma non lo dico solo io. Stamane
ho ricevuto su Facebook questa lettera:
"Ieri sera prima di coricarmi ho assistito alla televisione su Rai Due nel programma condotto da Paragone Gianluigi (che da' quasi dei mafiosi in alcune espressioni agli operai Fiat di Termine Imerese) ad uno spettacolo dato da un Zaia così sbruffone e seminatore di luoghi comuni che vi posso assicurare stanotte non ho dormito dalla vergogna nel credere che il resto d'Italia pensi che tutti i Veneti siano come lui.
Non alimentate l'odio e i luoghi comuni, che differenza c'è, caro Zaia, tra un operaio Veneto e uno della Sicilia? Nessuna.
Tra uno spacciatore di Palermo e uno di Treviso? Nessuna. Tra un universitario veneto che il venerdi sera con il SUV del padre va a zonzo con la coca nel naso e un suo collega siciliano che per sopravvivere spaccia?
Nessuna, sono tutti e due dei malfattori. Non esiste un'altra Italia o una Padania, esiste solo l'odio e la diversità ma nelle vostre teste verdi malate.
P.S. Caro Zaia non ridere più di fronte ad un operaio Siciliano: è uguale ad un suo fratello Veneto che ti ha votato".
Questa lettera non mi è stata recapitata dal Meridione, ma da un nostro militante di Rovigo. Se fossi il presidente del Veneto, o anche Gianluigi Paragone, cercherei Andrea Grassetto e mi spiegherei meglio, diciamo...
Tags: censura, elezioni, l regionali, lazio, lega nord, lombardia, media, nord, operaio, padania, pluralismo, politica, rai, razzismo, regione, sicilia, termini, termini imerese, veneto, voto, zaia
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4
gen
2010

Il
sorpasso della Lega Nord sul Popolo della Libertà alle prossime elezioni? E' una possibilità. A scriverlo oggi su
Il Giornale è
Marcello Veneziani (
articolo che vi propongo) che spiega come una simile novità rappresenterebbe un chiaro "segnale di crisi del bipolarismo; la conclusione fatale grazie ai suicidi di Veltroni e Fini".
Secondo Veneziani "Bossi ha acquistato con la malattia e il parlare stentato un tono quasi oracolare e sembra un Grande Vecchio, un Padrino, un Mandante della Politica".
Fini, invece, "è scomparso, non esprime più i valori della destra nazionale e tradizionale".
Così "la Lega oggi non ha più contrappesi e il centrodestra è più sbilanciato".
E Veneziani consiglia: "E' partito per un lungo viaggio, il Gianfranco, verso il Paese che non c'è e voi...".
LEGGI
il giornale 04_01_10 - fini spinge la lega
Tags: berlusconi, bipolarismo, bossi, crisi, fini, giornale, governo, italia, lega nord, paese, pdl, politica, veneziani
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28
nov
2008
[youtube width="360" height="291"]http://www.youtube.com/watch?v=iXYsOpcOqf8[/youtube]
Tags: bandiera, borghezio, bossi, inno, italia, lega nord, mameli, ministro, Napolitano, offesa, parlamento, tg3, vilipendio
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10
ago
2008

Al congresso della Liga Veneta l'aveva alzato contro l'inno di Mameli. Ieri sera, alla festa del Carroccio a Pontida, nella terra che ospitò il giuramento della Lega, Umberto Bossi, ministro delle Riforme, è tornato a parlare del "dito medio": "Ce lo abbiamo ancora. Non sarà un'accusa che riuscirà a fermare la nostra lotta per la libertà", ha detto riferendosi al procedimento aperto nei suoi confronti per il gestaccio di Padova.
Bossi ha ribadito un concetto che da tempo esprime nei suoi interventi pubblici: "Abbiamo fatto un errore madornale a seguire Garibaldi e i Savoia. Ora dobbiamo rimediare. Io non mollo. Non me ne andrò dalla politica fino a quando il Nord non sarà libero".
Dal palco, Bossi ha parlato di lotta e liberazione: "Alla fine vinceremo" ha detto strappando un applauso. Il federalismo resta per la Lega tema prioritario: "Con la sinistra abbiamo trattato per il federalismo. Vediamo se mantengono la parola. Mi auguro che il nuovo sistema politico sia approvato, ma non spendete tutti i soldi", ha detto il Senatur al popolo "verde". "Se non approvano il federalismo, dovete venire a Roma in massa per far sentire la vostra voce. Se non c'è il federalismo, c'è la lotta di liberazione".
Tags: bossi, federalismo, lega nord, liberazione, libertà, lotta, nord
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