RIUNIONE DEL COMITATO CENTRALE DE LA DESTRA
Pomezia, 26 settembre 2009
Oggi, a Pomezia, riunione del Comitato centrale de La Destra, massimo organo del partito. Con questo incontro il gruppo dirigente de La Destra si rimette in marcia.
L’obiettivo è quello di individuare, attraverso una nuova organizzazione del partito, la strada giusta per affermare il messaggio etico e la proposta politica, in attesa della Conferenza programmatica nazionale che si terrà a novembre a Orvieto.
La forza del simbolo
Alle recenti Europee abbiamo messo in campo un’alleanza che non è stata compresa dagli elettori, necessaria per sfuggire alla tagliola della legge canaglia partorita prima delle elezioni con lo sbarramento. Non ce l’abbiamo fatta, ma avevamo il dovere di provarci.
Le amministrative hanno invece visto una buona resa del partito in molte province e va notato che si è registrato un livello percentuale del nostro simbolo, quando si è presentato da solo, superiore a quello mischiato con altre forze politiche di destra.
Italia confusa, maggioranza a rischio
In questa Italia facciamo fatica a far conoscere la nostra offerta di politica. E’ l’Italia di Berlusconi: da quindici anni la politica ruota attorno al leader del Pdl. E’ l’Italia in cui D’Alema nega di essere mai stato comunista, in cui Fini nega di essere mai stato fascista e vogliamo augurarci che almeno il Papa non neghi mai di essere cattolico… E’ un’Italia che appare insicura, se un ministro come Brunetta arriva ad evocare complotti. Ma probabilmente si tratta di un messaggio rivolto all’interno della coalizione, perché nessun potere forte riuscirebbe a buttar giù una maggioranza larga e compatta.
Questa maggioranza, in realtà, sconta un difetto di nascita e oggi molti dovrebbero chiederci scusa per l’inopinato diktat che portò alla nostra esclusione dalla coalizione che vinse le elezioni politiche del 2008. Se ci fosse stata una pattuglia di decine di deputati e senatori de La Destra, sia Fini che Bossi avrebbero contato molto meno al governo e avremmo rappresentato un fattore di equilibrio.
Spostare a destra l’asse del bipolarismo
Il nostro obiettivo non è rappresentato da una vocazione terzopolista. Il nostro compito è spostare a destra l’asse del bipolarismo italiano.
Certuni pensano che non abbiano senso le differenze tra destra e sinistra. Noi no.
Un’Italia più a destra non avrebbe avuto i dubbi di Fini sul testamento biologico, né le esitazioni governative sullo stop alla pillola abortiva e avrebbe affrontato con nettezza il tema del rapporto tra cittadini e banche.
Un’Italia di destra estenderebbe la partecipazione dei lavoratori anche alla gestione aziendale, non assisterebbe passivamente alla tragedia delle morti bianche e si scandalizzerebbe anche quando vittime di reato sono italiani per mano straniera.
Un’Italia di destra non avrebbe fatto silenzio di fronte alle compiacenze verso Gheddafi, avrebbe sbarrato ogni strada al solo tentativo di garantire il diritto di voto agli stranieri, avrebbe preteso serietà nella trattazione delle questioni internazionali.
Poco esaltante anche l’opposizione, con il Pd che, rimasto orfano del potere, mette a nudo le contraddizioni tipiche dei grandi apparati che nascono per fusione imposta.
Politica assente, il futuro è La Destra
Manca la politica, è assente ogni rappresentanza sociale. Le istituzioni, i partiti dell’arco parlamentare, vincono a turno le elezioni ma non interpretano i bisogni dei più deboli. E da qui dobbiamo ripartire, offrendo all’Italia una proposta di politica sociale che sia percepibile da tutti.
Dalla Conferenza programmatica che terremo ad Orvieto i prossimi 7 e 8 novembre dovrà emergere come tradurre in azione lineamenti di politica sociale che per noi sono dottrina e prassi costante.
Li ha individuati l’esecutivo politico di luglio nel documento Tilgher:
a) Concezione del lavoro come bene sociale svincolato dalla considerazione liberista di costo di produzione;
b) Creazione dello stato sociale come momento di pari opportunità per tutti con selezione meritocratica;
c) Nuova identità nazionale costruita sul campanile e sul legame con il territorio, per creare un nuovo senso di appartenenza e rigenerare l’ unità nazionale da rilanciare, con profondi contenuti etici e sociali, nell’ Europa dei popoli;
d) Eliminazione del potere usurario utilizzato dal sistema finanziario e riaffermazione della funzione sociale del credito e della proprietà;
e) Autonomia: morale, culturale, politica e territoriale.
Cinque punti che devono rappresentare la summa del pensiero della nuova destra italiana. Dovremo varare, in quella sede, un nuovo manifesto-appello agli italiani per la Patria del futuro.
Elezioni regionali e amministrative del 2010
Le elezioni regionali e amministrative si terranno a marzo 2010. Nel frattempo, il Pdl ha presentato in commissione alla Camera una proposta di legge che dice che in qualunque assemblea elettiva per partecipare al riparto dei seggi bisogna ottenere il 4% dei voti. E’ un disegno non solo antidemocratico e lesivo del pluralismo che si esprime anche in direzione delle forze minori come la nostra, ma appare oltraggioso anche nei confronti di movimenti che nascono e delle stesse aggregazioni civiche.
Anche nei consigli regionali si sta lavorando alla legge elettorale.
Il nostro atteggiamento dovrà mutare a seconda delle regole del gioco.
E’ necessaria quindi una delega all’esecutivo del partito per decidere l’atteggiamento da tenere alle regionali che chiedo con l’approvazione di questa mia relazione.
La questione non riguarda una sola regione. Se si pensa che la mia preoccupazione sia legata solo al Lazio, sono pronto anche a non candidarmi.
Decida il partito se la mia candidatura può servire o no a portare voti a La Destra. Se la lista che porta il mio nome serve o no alle regionali nel Lazio – a sostegno della lista de La Destra - lo decideranno i dirigenti locali, senza alcuna intromissione da parte mia.
Il partito, la sua organizzazione
Non c’è bisogno di correnti, di componenti, di miniapparati in un piccolo partito. E’ più utile una discussione pacata attorno agli obiettivi da raggiungere ed è quello che mi riprometto di fare con chi approverà questa relazione.
Nei prossimi giorni ultimeremo il lavoro di verifica delle responsabilità regionali e provinciali e partirà la stagione del tesseramento e dei congressi regionali. La tessera varrà due anni (scadenza al 31 dicembre 2010) e avrà uno slogan identitario: Nazione e lavoro.
Partiremo con il tesseramento, fissando al 31 ottobre (ventennale della scomparsa di Beppe Niccolai) la data per l’iscrizione 2009-2010 e al 20 maggio il termine ultimo.
Entro giugno si convocheranno i congressi provinciali per le elezioni dei delegati ai congressi regionali, da tenersi entro luglio.
Settore elettorale: si sta lavorando a quadro territoriale, modulistica, candidature, albi dei rappresentanti e dei sottoscrittori delle liste.
Comunicazione: è in preparazione un progetto per creare un portale del partito e mettere a punto la comunicazione via web radio/tv e la rassegna stampa quotidiana.
Enti locali: definite le priorità per gli eletti, in primis la radiografia delle migliaia di società partecipate presenti in tutto il Paese.
Nella prima settimana di dicembre convocherò l’assemblea dei segretari provinciali e quella degli amministratori locali, che dovremo censire e coinvolgere anche nella istituenda scuola di partito, chiamata a curare stile, linguaggio, progetto, amministrazione.
Battaglie politiche: referendum contro il canone Rai; delinquenti immigrati da rispedire nei loro Paesi; impegno a favore del lavoro. Abbiamo costituito il comitato promotore del Consiglio nazionale delle categorie per creare rapporti più intensi con i settori produttivi e più vessati.
Questione meridionale: nuovi obiettivi di denuncia e di proposta nella lotta a criminalità, corruzione diffusa, incapacità di spesa delle classi dirigenti.
Dobbiamo essere il partito che mette al centro della propria proposta economica la tragedia dei 40-50enni che perdono il lavoro e il dramma delle morti bianche.
Costruiremo una banca dati che faccia il censimento della spesa comunitaria, sulle occasioni perdute dall’Italia. Nostro fiore all’occhiello dovrà essere la proposta per la partecipazione alla proprietà del capitale su base volontaria e alla gestione delle aziende come la via per realizzare un nuovo modello di partecipazione anche nelle società pubbliche.
Accise, acque, risparmio energetico: lavoriamo a individuare quesiti referendari compatibili con la Costituzione della Repubblica.
Ambiente: saremo il partito antidiscarica. Sì allo svecchiamento del patrimonio edilizio.
Rilanceremo il presidenzialismo, mentre sul versante della sicurezza dovremo abituarci ad andare nei commissariati, nelle stazioni dei carabinieri, nelle caserme a manifestare sostegno alle forze dell’ordine e alle forze armate, per affermare una cultura di legalità come regola morale e praticata.
E poi volontariato e associazionismo, politiche per la famiglia, sostegno ai pensionati.
Riepilogo appuntamenti
31 ottobre: inizio tesseramento 2009-2010 e giornata di riflessione (a Roma) sul ventennale della scomparsa di Beppe Niccolai;
7 e 8 novembre: Conferenza programmatica (Orvieto);
Prima settimana di dicembre: convocazione assemblea segretari provinciali e amministratori locali;
20 maggio 2010: scadenza del tesseramento 2009-2010 (il 30 si tireranno le somme);
Entro giugno 2010: convocazione dei congressi provinciali per le elezioni dei delegati ai congressi regionali (da tenersi entro luglio);
31 dicembre 2010: scadenza della tessera (validità due anni).
LEGGI VERSIONE INTEGRALE MIA RELAZIONE CC 26_09