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OGGI A RAI DUE DICO LA MIA SUI “BAMBOCCIONI”
Appuntamento su Rai Due, oggi, in diretta dalle ore 14, per “Il Fatto del Giorno”.
Temi della puntata saranno i cosiddetti “bamboccioni” e la precarietà giovanile.
Il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, dopo la battaglia sui “fannulloni” dei pubblici uffici, ne sta portando avanti un’altra, quella sui “bamboccioni”: ”vadano fuori casa per legge a 18 anni”.
Una provocazione che non sembra riscuotere grandi consensi.
Ma Brunetta ha anche detto che bisogna cambiare l’organizzazione sociale, perché i figli ‘bamboccioni’ “sono le vittime di un sistema di cui devono fare il ‘mea culpa’ i genitori. La colpa, insomma, è dei padri che hanno costruito una società a misura di loro stessi”.
Al problema “bamboccioni” si collega il disagio giovanile nel suo complesso, una precarietà sempre più sentita da tutti. E il ministro ammette: “spendiamo troppo in cattivo welfare per i padri e troppo poco per i giovani. Spendiamo tantissimo per finte pensioni di invalidità, e quasi nulla per incentivi per gli affitti e le borse di studio per i giovani”.
Insieme a me, nello studio romano di via Teulada, ci saranno il portavoce del Popolo della Libertà, Daniele Capezzone, il deputato del Partito democratico e coordinatore regionale dell’Area Democratica del Lazio, Roberto Morassut, il portavoce nazionale della Federazione della sinistra, Paolo Ferrero, le attrici Flavia Vento, Hoara Borselli, Roberta Gianrusso e Alessandra Barzaghi.
In collegamento esterno interverranno la presidente uscente del Piemonte, Mercedes Bresso e Daniela Santanchè (Mpi).
Lunedì 8 febbraio 2010
Rai Due
“Il Fatto del Giorno”
Diretta dalle ore 14
Conduce Monica Setta
LINK PER LA DIRETTA SUL WEB
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/diretta.html?cid=ContentSet-0c69467b-4d39-43ec-a308-40ae4c37efa6&channel=RaiDue+Diretta
OGGI A “IL FATTO DEL GIORNO”
Il processo breve è l’argomento di cui parlerò questo pomeriggio su Rai Due a “Il Fatto del Giorno”.
Ieri il ddl per il processo breve è passato al Senato con 163 sì, 130 no e due astenuti. Un risultato contestato dall’opposizione, con il presidente Schifani costretto a intervenire per calmare gli animi.
“Avrà conseguenze devastanti perchè distruggerà il funzionamento della giustizia civile, penale, amministrativa e contabile in Italia” hanno commentato i giudici italiani che, per la prima volta, hanno approvato un documento unitario per ribadire le loro “fortissime preoccupazioni”, perché il “provvedimento farà finire al macero centinaia di migliaia di processi, con un costo sociale e un danno erariale altissimi”.
Così, invece, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che difende il proveddimento: “Non credo che il cosiddetto processo breve presenti profili di incostituzionalità. C’è l’Europa che ci chiede tempi certi per i processi e poi c’è la Costituzione che ci dice che devono avere dei tempi ragionevoli”.
La trasmissione, condotta da Monica Setta, andrà in onda, in diretta, a partire dalle ore 14.
Nello studio romano di via Teulada ci saranno Sandra Zampa, deputata del Partito democratico, Saverio Romano (Udc), Anna Grazia Calabria (Pdl), il presidente dell’Associazione nazionale fra le imprese Assicuratrici (Ania) Fabio Cierchiai, la giornalista e scrittrice Silvana Giacobini.
In collegamento esterno, invece, seguiranno il dibattito il deputato del Popolo della Libertà Alfonso Papa e Daniela Santanché.
Giovedì 21 gennaio 2010
Rai Due
“Il Fatto del Giorno”
Diretta dalle ore 14
Conduce Monica Setta
LINK PER LA DIRETTA SUL WEB
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/diretta.html?cid=ContentSet-0c69467b-4d39-43ec-a308-40ae4c37efa6&channel=RaiDue+Diretta
PUNTARE ALL’ASSEMBLEA COSTITUENTE!
Il centrodestra rifletta, prima di dire no ad una convenzione costituzionale – quale quella proposta da Calderoli – per la riforma della Carta della Repubblica.
E’ materia che va sottratta alla contesa politica quotidiana, alla furia distruttrice di chi pensa che vada fatto a pezzi il nemico. Se ha un senso la ricerca di dialogo, in cui pare sinceramente impegnato il presidente del Consiglio e in cui è in evidente difficoltà Bersani, la strada maestra per realizzare qualcosa di concreto è proprio un’assemblea diversa da quella parlamentare.
Anche per evitare tagliole di tipo referendario, quali quelle che minaccia un’opposizione dilaniata su tutto ma non sull’antiberlusconismo quale unico proprio collante.
Serve una rappresentanza più ampia di quella attualmente visibile in Parlamento.
In un referendum sulla Costituzione il popolo degli esclusi, quelli che nel 2008 votarono forze politiche che non raggiunsero il quorum del 4 per cento, rischierebbe di fare la differenza in negativo.
Ci pensi, il centrodestra, prima di gettare alle ortiche l’idea di coinvolgere tutti in una riforma presidenzialista del nuovo Stato federale, per istituzioni realmente più responsabili, per una giustizia autenticamente libera dai condizionamenti di parte.
Sarebbe un modo per passare davvero alla storia.
ELEZIONI ANTICIPATE? NON CREDO, MA…
Vi propongo l’intervista che ho rilasciato oggi ad Affaritaliani.it.
di Francesco Cocco
Non crede alla possibilità che si vada ad un voto politico anticipato, Francesco Storace. Ad Affaritaliani.it, il leader de La Destra risponde così alle ultime voci. Ma aggiunge: “Certo, se la situazione implode…”. E dopo l’aggressione al premier, Storace si dice favorevole a nuove norme su manifestazioni e web, anche vietando le contestazioni ai comizi.
Dopo l’aggressione subita da Berlusconi a Milano, il governo prepara dei nuovi provvedimenti sulle manifestazioni e su internet. E’ la strada giusta?
“Sulle manifestazioni, il ministro della Difesa La Russa ha detto la cosa più sensata: c’è un diritto di tutti a manifestare; ma se qualcuno viene a contestare, questo diritto non esiste più. Quello che è successo domenica sera in Piazza del Duomo prima dell’aggressione è stato gravissimo. Io credo che sia sbagliato consentire una contestazione in piazza. Se hai idee diverse dalle mie, vai nella piazza accanto e lo dici. Non credo sia normale tentare di impedire i comizi altrui. E’ ciò che è avvenuto domenica. Ed è una costante della sinistra più o meno estrema. Anche contro di me capita molto spesso”.
E per quanto riguarda il web?
“Io sono fra i politici che più naviga su internet e la mia pagina Facebook sta per superare i 15mila sostenitori. Io credo che ci siano due interessi da conciliare: la libertà di opinione e la necessità di evitare che si commettano reati. Su un giornale, quello che si scrive è pubblicato con il nome e cognome dell’autore, mentre su internet purtroppo ci sono nomi e cognomi falsi. Serve una regolamentazioni per cui coloro che vogliono scrivere qualcosa sul web possano farlo ma se ne assumano anche la responsabilità. Poi c’è il problema delle pagine fasulle su Facebook. E questo non dev’essere consentito”.
Proprio in queste ore si torna a parlare di elezioni politiche anticipate…
“Non credo che sia questa la situazione e mi pare che anche Berlusconi lo abbia detto con chiarezza. Ovvio che se la situazione implode… Le elezioni politiche non si programmano mai: capitano. Certo, Fini non sta aiutando Berlusconi a togliersi dalla testa l’idea delle elezioni. Dopo aver fatto un percorso insieme, Fini è arrivato alla presidenza della Camera e non trova di meglio da fare che giudicare “deprecabile” un fatto che è diventato consuetudinario: ovvero il voto di fiducia sulla legge finanziaria”.
Sempre domenica sera, durante il comizio, Berlusconi aveva annunciato che sia il movimento di Daniela Santanché, sia La Destra si schiereranno con il Pdl alle Regionali. Per quanto riguarda la Destra, si tratta di una confluenza?
Oppure ci conferma, come lei aveva anticipato il mese scorso ad affaritaliani, che presenterete comunque le vostre liste?
“Riguardo alla Santanchè, non so. Con la Destra il Pdl ha un apparentamento formale. Il nostro partito presenterà liste in tutt’Italia”.
PROCESSO LUNGO
A proposito di processo breve, vorrei sapere se è uno scandalo o no che per giudicare se un editoriale di prima pagina fu diffamatorio o no, il relativo processo debba celebrarsi tre anni e mezzo dopo. Non è una vergogna che si debba aspettare così a lungo?
Nel marzo 2006 mi dimisi da ministro. Non avevo ricevuto neppure un avviso di garanzia, eppure mi trovai sbattuto in prima pagina come a capo di una banda di spioni. Da quell’accusa non sono mai stato chiamato a rispondere in nessun tribunale.
Eppure, il giorno delle mie dimissioni il più pesante fu Marcello Sorgi che, in un editoriale su La Stampa di Torino, non esitò a scrivere che avevo ordinato di intercettare Alessandra Mussolini e Piero Marrazzo (e per fortuna non abitavo vicino via Gradoli). Mi dimisi per non barricarmi a palazzo, ma per Sorgi ero una specie di 007.
Per giudicare sulla mia querela per quell’articolo diffamatorio oggi, 1400 giorni dopo, si è aperto il processo a Torino.
E’ giustizia questa?
Martedì 17 novembre, convegno su sanità e territorio
“Sanità e territorio: linee di rinnovamento tra passato e futuro” è il titolo della tavola rotonda alla quale parteciperò martedì 17 novembre, a partire dalle ore 10,30, presso la Sala del Carroccio, in Campidoglio.
Un appuntamento organizzato dall’Ufficio di vice presidenza del Consiglio comunale e presieduto da Corrado De Rossi Re, direttore di “Panorama della Sanità”.
Insieme a me, interverrano anche Ferruccio Fazio, vice ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali; Samuele Piccolo, vice presidente vicario del Consiglio comunale; Fernando Aiuti, presidente della Commissione Speciale Politiche Sanitarie del Comune di Roma; Mario Falconi, presidente dell’Ordine dei Medici di Roma e Provincia; Pierluigi Bartoletti, segretario regionale della Fimmg; Emilio Croce, presidente dell’Ordine Farmacisti Roma e Provincia; Franco Condò, presidente Farmacap; Franco Caprino, presidente Assiprofar; Gian Giuseppe Loggi, medico medicina generale; Mauro Montesi, presidente Aip e docente Università La Sapienza; Rosario Mete, direttore XII distretto Asl Rm C e Presidente C.A.R.D.


















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