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POMERIGGIO A “LA VITA IN DIRETTA”

3 dic 2009

          la vita in diretta

La vicenda del presunto video Mussolini-Fiore, che sta sollevando un polverone di polemiche in un panorama politico italiano già provato da mille scandali, sarà il tema di cui si parlerà questo pomeriggio su Rai Uno a “La Vita in diretta”, che mi vedrà ospite in studio insieme a Franco Grillini, presidente dell’associazione omosessuale d’informazione Gaynet e ai giornalisti Pierluigi Diaco (vicedirettore de Il Clandestino), Maria Giovanna Maglie (editorialista di Libero), Ritanna Armeni (collaboratrice di Riformista e L’Altro), Gianni Pennacchi (Il Giornale), Luciano Tancredi (caporedattore de Il Messaggero). In collegamento ci sarà il condirettore de Il Giornale, Alessandro Sallusti.
La trasmissione, condotta da Lamberto Sposini, inizierà alle 17,40.

Giovedì 3 dicembre 2009
Rai Uno
La Vita in diretta
Inizio ore 17,40 (fino alle 18,40)

Scheda del programma
“La Vita in diretta” va in onda dal lunedì al venerdi.
E’ la cronaca la protagonista assoluta di questa seconda stagione.
Dirette, servizi registrati, dibattiti, interviste a grandi personaggi e ai protagonisti dell’Italia di oggi.
Il programma affronta quotidianamente più temi di attualità, raccontando con i suoi inviati tutti gli aspetti della vita del Paese, dai segreti e gli amori dei personaggi famosi, ai grandi fatti di cronaca che colpiscono e interessano l’opinione pubblica.
Inoltre, come tradizione la Vita in diretta continuerà a raccontare le piccole storie e i personaggi minori della provincia italiana.
Il programma è ideato da Daniel Toaff,  Guido Torlai , Antonella Delprino e Michele Gambino,  Lamberto Sposini,  Cesare Zavattini con la collaborazione di Flavia Frazzi. La regia è affidata a Giuseppe Bucolo.

PROCESSO LUNGO

26 nov 2009

                     giustizia

A proposito di processo breve, vorrei sapere se è uno scandalo o no che per giudicare se un editoriale di prima pagina fu diffamatorio o no, il relativo processo debba celebrarsi tre anni e mezzo dopo. Non è una vergogna che si debba aspettare così a lungo?
Nel marzo 2006 mi dimisi da ministro. Non avevo ricevuto neppure un avviso di garanzia, eppure mi trovai sbattuto in prima pagina come a capo di una banda di spioni. Da quell’accusa non sono mai stato chiamato a rispondere in nessun tribunale.
Eppure, il giorno delle mie dimissioni il più pesante fu Marcello Sorgi che, in un editoriale su La Stampa di Torino, non esitò a scrivere che avevo ordinato di intercettare Alessandra Mussolini e Piero Marrazzo (e per fortuna non abitavo vicino via Gradoli). Mi dimisi per non barricarmi a palazzo, ma per Sorgi ero una specie di 007.
Per giudicare sulla mia querela per quell’articolo diffamatorio oggi, 1400 giorni dopo, si è aperto il processo a Torino.
E’ giustizia questa?

OPPORTUNISMO

26 mar 2009

                          

di Francesco Storace

Gianfranco Fini cambia spesso idea. Ora si è ricordato che considerava Benito Mussolini il più grande statista del secolo. Era il 1994, sette anni prima, a Sorrento, diceva che puntava a rappresentare il fascismo del 2000…

In questi anni è stato evidentemente all’università e si è messo a studiare….
Ma quanto opportunismo in chi voleva cacciare gli immigrati e ora li vuole far votare; in chi andava a caccia di voti di cardinali per fare il sindaco di Roma e ora si è convertito al laicismo più deteriore; in chi difendeva le radici cristiane dell’Europa e ora si batte per l’ingresso della Turchia nell’Ue.

Davanti ai suoi che salutava al congresso di An, però, tutte queste cose non le ha dette. Chissà se pronuncerà la parola antifascismo al congresso del Pdl, e magari questa volta troverà osannanti ‘plauditores’, che per un assessorato o una seggiola qualunque – vedi il filmato de Le Iene che riproponiamo nel post – saranno disposti a sacrificare ogni traccia di sé e della propria storia.

Noi no. E andiamo avanti fieri di come siamo, democratici ma non antifascisti. Amiamo più la libertà che le poltrone.

166 VOLTE “NON RICORDO”…

23 dic 2008

                           

di Francesco Storace

Che peccato che non ci fossero le telecamere di “un giorno in Pretura”.
Ieri, in tribunale a Roma, è andata in scena l’ennesima puntata del cosiddetto Laziogate, il processo che mi vede imputato con l’accusa di aver promosso la sostanziale denuncia dell’operazione firme false alle regionali del 2005, per le quali l’unica condanna finora comminata è quella al presentatore della lista “Alternativa sociale” di madame Floriani.

Ne parlo sul blog per raccontare che per la prima volta mi sono trovato di fronte al mio accusatore, Dario Pettinelli, che recita la parte del pentito che deve accusarmi di aver istigato l’incursione anagrafica al Comune di Roma grazie alla quale fu scoperto l’imbroglio della Mussolini.
Nella mia vita, non ricordo un “teste” che abbia mai pronunciato per 166 volte l’espressione “non ricordo” a ogni domanda scomoda.
Non ricordava nemmeno perché il mio nome lo tirò fuori solo al quarto interrogatorio per raccontare della mia presenza a una riunione in cui non potevo essere presente, semplicemente perché è documentato dai rapporti di Polizia che ero a Latina – tutta la giornata – a fare campagna elettorale per le regionali.
Ma questo lo diranno con chiarezza i miei avvocati, Bruno Giosuè Naso e Domenico Marzi (quest’ultimo ex-sindaco Ds di Frosinone…).

Se ne parlo qui è solo perché vorrei che qualcuno, alla fine, pagasse il conto. E’ un processo che finirà inevitabilmente con l’assoluzione degli imputati, a partire da me, ma chissà quando….
Per questa roba mi sono dovuto dimettere da ministro, beccandomi pure l’accusa di spionaggio da cui fui prosciolto in istruttoria sette mesi dopo e senza aver ricevuto un solo avviso di garanzia.

E adesso c’è un tizio che si permette di dire 166 volte che “non ricorda”. Ma che giustizia è quella che si affida a uno smemorato? Ad uno che trovò la memoria solo nel momenti in cui appariva chiaro che non potevo offrirgli un lavoro?
Povera Italia

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MADAMA COERENZA

6 dic 2008
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C’ERA UNA VOLTA IL CAMERATA

29 nov 2008
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