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SCIMUNITI

11 mar 2010

                              scimuniti
Quando ieri sera mi ha chiamato il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, ho pensato che fosse uno dei suoi micidiali scherzi. Ero ad una cena organizzata per sostenere una benemerita associazione di contrasto alla pedofilia – La Caramella Buona – e non mi sembrava vero quel che sentivo al telefono. Poi, stamane, ho letto qualche giornale e il resoconto stenografico del Senato.

Non so se esiste ancora il reato di vilipendio di un’assemblea legislativa, ma credo che nessuno mi condannerebbe se definisco il gruppo del Pd a Palazzo Madama una congrega di scimuniti.

E’ accaduto che la giornata senatoriale di ieri è trascorsa in un crescendo di insulti per la discussione e l’approvazione della legge sul legittimo impedimento. Di che si tratta è noto: è una norma che consente al presidente del Consiglio di non passare la sua vita in Tribunale durante l’esercizio del governo.
Ebbene, nella dichiarazione di voto a nome del gruppo di maggioranza, Gasparri – che evidentemente si era stufato degli inviti a vergognarsi pronunciati dai senatori del Pd e dell’Italia dei Valori – ha reagito come sa fare lui. Magari dopo essersi sincerato se in aula ci fosse anche quel senatore Tedesco, che dopo gli scandali della giunta di Vendola si è rifugiato a Palazzo Madama per evitare inquietanti problemi di carattere giudiziario.
Parola più, parola meno, Gasparri ha urlato alla sinistra che sono loro a doversi vergognare per aver fatto eleggere un presidente di Regione di nome Piero Marrazzo.
Apriti cielo, un gruppo di compagni della gentilissima Anna Finocchiaro – che quando mi incontra non mi sembra mai turbata dalla mia presenza – è insorto e ha cominciato a gridare in coro “Storace, Storace”. Di grazia, perché mai? Io sono candidato alle Regionali, Marrazzo no.
Evidentemente per il centrodestra anche la mia candidatura aiuta a vincere le Regionali, quella di Marrazzo li avrebbe fatti sprofondare nel ridicolo. Trans e coca non sono sufficienti?

Senatrice Finocchiaro, non è insultante quello che dal suo gruppo parlamentare si è combinato nei miei confronti? Vi do’ ancora così fastidio anche se sono un semplice consigliere comunale di Roma? E Tedesco, il senatore Tedesco, urlava anche lui il mio cognome?
Sono sicuro che questa volta sarà la presidente dei senatori democratici a scusarsi nei miei confronti.
Il suo partito, con quel genio dell’allora segretario Veltroni, ha contribuito alla nostra uscita dal Parlamento.
Solo degli scimuniti possono permettersi di inscenare l’inutile gazzarra di ieri.

QUESTA SERA AD ANNOZERO PER PARLARE DI SANITA’, RAI E POLITICA

11 feb 2010

            annozero

Questa sera, in diretta a partire dalle ore 21,05 e fino alle ore 23,30 circa, sarò ospite di Michele Santoro e della sua trasmissione Annozero, in onda su Rai Due.
Insieme a me ci saranno Emma Bonino, candidata del centrosinistra alle prossime elezioni Regionali del Lazio, i giornalisti Lucia Annunziata e Paolo Mieli, il presidente della Federazione Nazionale della Stampa Roberto Natale.
Si parlerà del ruolo della politica nei gangli vitali della nostra società e, in particolare, dell’ingerenza dei partiti nella vita pubblica del Paese. ”Una ingerenza che interessa anche l’informazione. Ultima – si legge nella nota di presentazione della puntata dal titolo l’Era Glaciale – la decisione della Commissione di Vigilanza che ha trasformato i talk show in tribune politiche sotto la par condicio”.
“L’ingerenza dei partiti – si legge ancora - è determinante in molti altri settori, come il sistema degli appalti e la sanità”.
Da Santoro avrò la possibilità di dire la mia su questi e altri argomenti, confrontandomi finalmente con la candidata radicale Bonino, finora rimasta orfana di contraddittorio.

Giovedì 11 febbraio 2010
Rai Due
“Annozero”
Diretta dalle ore 21,05
Conduce Michele Santoro

GUARDA LA PUNTATA IN DIRETTA SUL WEB
http://www.direttaraidue.rai.it/dl/RaiTV/diretta.html?cid=PublishingBlock-57351f9c-f319-4526-b0a5-da6e19f98d74&channel=Rai%20Due

FOIBE, GENESI DI UN RICORDO

10 feb 2010

     Foibe - il ricordo

Un dolore profondo che stringe il cuore, una commozione forte, il desiderio del ricordo. Con questi sentimenti, quando ero presidente della Regione Lazio, istituimmo per legge nel 2003, quindi ancor prima del Parlamento, la “Giornata dei valori nazionali” per ricordare la tragedia del massacro delle Foibe, fissando la data del 10 febbraio.
Quella legge ha permesso di promuovere la diffusione dei sentimenti patriottici fra le nuove generazioni attraverso l’organizzazione di convegni, mostre, manifestazioni espositive e spettacoli su argomenti di interesse storico e culturale; l’erogazione di borse di studio e premi ai giovani per attività e tesi di laurea; la concessione di contributi a sostegno di pubblicazioni utili a divulgare la conoscenza del patrimonio storico e culturale italiano.

Oggi, 10 febbraio, quella tragedia rivive in tutti gli italiani grazie anche al “Giorno del ricordo”, una legge che il Parlamento ha votato cinque anni fa allo scopo – come recita l’articolo 1 – di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, dei fiumani e dei dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.

Si tratta di una giornata che richiama un sincero raccoglimento, che deve necessariamente essere patrimonio indelebile della nostra Patria. Ricordare chi nelle foibe, in quelle fosse, in quelle voragini rocciose create dall’erosione di corsi d’acqua profonde anche duecento metri fu martirizzato dall’armata jugoslava è soprattutto un gesto di rispetto verso vittime innocenti, uomini, donne, bambini, uccisi senza alcuna pietà, “infoibati” dopo indicibili violenze, colpevoli solo di opporsi all’espansionismo comunista slavo del Maresciallo Tito.

Foibe, queste sconosciute, verrebbe da dire. Veri e propri “solchi” nel terreno, voragini di roccia a forma di imbuto rovesciato usate come strumento di morte.
Ben poco si legge sui libri di storia di questa triste vicenda e quel poco è distorto e superficiale.
Non ci si può meravigliare, allora, che secondo recenti sondaggi solo il 57 per cento degli italiani sappia cosa sono davvero le foibe. E’ necessario spiegare e far capire come andarono le cose alla fine della Seconda Guerra mondiale, quando migliaia di italiani in Istria e Dalmazia furono massacrati e gettati nelle foibe e in 350mila furono costretti a un esodo epocale dai loro territori di nascita e residenza. Vittime della ferocia dei comunisti agli ordini di Tito, vittime di una pulizia etnica crudele e folle.

L’ho scritto in altre occasioni, ricordando questa immane tragedia e lo ribadisco: l’orrore di quanto accaduto in quella terra di confine è rimasto per decenni occultato dietro il silenzio e la convenienza politica, come da più parti è stato ammesso, non ultimo dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dal quale mi attendo un intervento risoluto e illuminante.
Ai martiri delle foibe, la legge dedica il Museo della civiltà istriano-fiumano-dalmata, con sede a Trieste, e l’Archivio museo storico di Fiume, con sede a Roma.

Pubblico di seguito una poesia di un autore ignoto, che ho letto navigando su internet nel desiderio di ‘ricordare’.
“Le foibe” – Eran giorni di sangue/eran giorni senza fine/per le orde slave l’ultimo confine/eran gli ultimi fuochi di una infinita guerra/e quei barbari feroci volevan quella terra/uomini e donne  venivan massacrati/loro sola colpa italiani esser nati/vecchi e bambini gettati negli abissi/spinti giù nel vuoto dai gendarmi rossi/foibe nella roccia e di roccia era anche il cuore/di un maresciallo boia di tanta gente senza nome/venivano sospinti con furore e odio/vittime prescelte per un vero genocidio/e dopo 50 anni han finto di scoprire/ciò che sempre si è saputo/e continuano a mentire/ma non avrà mai pace quella nude ossa/finché esisterà l’immonda bestia rossa/è passato tanto tempo ma il mio cuore gioisce ancora/quando signora morte suonò la sua ultima ora/per quel maresciallo assassino d’innocenti/per quel boia immondo aguzzino di tanti/e non posso più scordare che il mio cuore piange ancora/al ricordo di un presidente che ha baciato la sua bara/presidente di quell’italia che ha voluto dimenticare/chi fu massacrato perché italiano voleva restare.

OGGI A “IL FATTO DEL GIORNO”

21 gen 2010

   rai-due

Il processo breve è l’argomento di cui parlerò questo pomeriggio su Rai Due a “Il Fatto del Giorno”.
Ieri il ddl per il processo breve è passato al Senato con 163 sì, 130 no e due astenuti. Un risultato contestato dall’opposizione, con il presidente Schifani costretto a intervenire per calmare gli animi.
“Avrà conseguenze devastanti perchè distruggerà il funzionamento della giustizia civile, penale, amministrativa e contabile in Italia” hanno commentato i giudici italiani che, per la prima volta, hanno approvato un documento unitario per ribadire le loro “fortissime preoccupazioni”, perché il “provvedimento farà finire al macero centinaia di migliaia di processi, con un costo sociale e un danno erariale altissimi”.
Così, invece, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che difende il proveddimento: “Non credo che il cosiddetto processo breve presenti profili di incostituzionalità. C’è l’Europa che ci chiede tempi certi per i processi e poi c’è la Costituzione che ci dice che devono avere dei tempi ragionevoli”.

La trasmissione, condotta da Monica Setta, andrà in onda, in diretta, a partire dalle ore 14.
Nello studio romano di via Teulada ci saranno Sandra Zampa, deputata del Partito democratico, Saverio Romano (Udc), Anna Grazia Calabria (Pdl), il presidente dell’Associazione nazionale fra le imprese Assicuratrici (Ania) Fabio Cierchiai, la giornalista e scrittrice Silvana Giacobini.
In collegamento esterno, invece, seguiranno il dibattito il deputato del Popolo della Libertà Alfonso Papa e Daniela Santanché.

Giovedì 21 gennaio 2010
Rai Due
“Il Fatto del Giorno”
Diretta dalle ore 14
Conduce Monica Setta

LINK PER LA DIRETTA SUL WEB
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/diretta.html?cid=ContentSet-0c69467b-4d39-43ec-a308-40ae4c37efa6&channel=RaiDue+Diretta

SIA UN ANNO DI DESTRA. DI DESTRA VERA

31 dic 2009
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Auguri. Auguri di cuore a tutti quelli che hanno sofferto con noi dal 2007 ad oggi. A tutti quelli che ci hanno creduto con pazienza e militanza, con sacrificio e passione.
Salutiamo l’arrivo del 2010 con la speranza che sia l’anno della Destra, quella vera, quella nostra, che torna ad essere protagonista della battaglia politica.

Gli anni che ci lasciamo alle spalle ci hanno dato una grande soddisfazione, quella di trovare una comunità che sa di essere tale. Ma dopo la fondazione nel 2007, l’espulsione dal Parlamento nel 2008 e le sbarre alzate all’ingresso di Strasburgo nel 2009, il 2010 può coincidere con la svolta rappresentata dalla presenza nelle istituzioni.

Con Silvio Berlusconi, assieme a Teodoro Buontempo, nelle settimane scorse ho raggiunto l’intesa per un’alleanza generale alle Regionali con l’apparentamento formale con le liste de La Destra nel territorio. L’8 gennaio riunirò l’esecutivo del partito per verificare il punto della situazione in ognuna delle Regioni dove si vota.
Con particolare riguardo al Nord, dove l’accordo con il partito di maggioranza relativa stenta a decollare, stando a quanto mi riferiscono alcuni segretari regionali. Ma credo che tutto dipenda dalle difficoltà finora registrate nella scelta dei candidati presidenti e dalle feste natalizie.

Il buon anno lo vogliamo rivolgere comunque alle strutture di tutta Italia, incluse quelle che si trovano ad operare in realtà dove vigono sbarramenti regionali elevati – 4 per cento in Toscana, Puglia e Calabria – a cui occorrerà sopperire con soluzioni idonee a garantirci rappresentanza. Le Regioni, oggi, sono il luogo dove si decide di più – più che in Parlamento – e sarebbe insensato rinunciare ad una presenza.

Buon anno, permettetemelo, anche ai militanti della mia Regione, il Lazio, a cui dedicherò un post subito dopo Capodanno per la manifestazione che svolgeremo a Roma il 23 gennaio con Renata Polverini.

Ma buon anno soprattutto a questa nostra amata Patria, a cui abbiamo dedicato la nostra esistenza politica. La Patria della Nazione e del Lavoro si farà sentire nelle urne di marzo, con i consensi che sapremo raccogliere. E tutti saremo orgogliosi che valeva proprio la pena di fare qualche sacrificio per tornare a sorridere per aver vinto da soli, senza regali.

PUNTARE ALL’ASSEMBLEA COSTITUENTE!

30 dic 2009

           assemblea

Il centrodestra rifletta, prima di dire no ad una convenzione costituzionale – quale quella proposta da Calderoli – per la riforma della Carta della Repubblica.
E’ materia che va sottratta alla contesa politica quotidiana, alla furia distruttrice di chi pensa che vada fatto a pezzi il nemico. Se ha un senso la ricerca di dialogo, in cui pare sinceramente impegnato il presidente del Consiglio e in cui è in evidente difficoltà Bersani, la strada maestra per realizzare qualcosa di concreto è proprio un’assemblea diversa da quella parlamentare.
Anche per evitare tagliole di tipo referendario, quali quelle che minaccia un’opposizione dilaniata su tutto ma non sull’antiberlusconismo quale unico proprio collante.
Serve una rappresentanza più ampia di quella attualmente visibile in Parlamento.
In un referendum sulla Costituzione il popolo degli esclusi, quelli che nel 2008 votarono forze politiche che non raggiunsero il quorum del 4 per cento, rischierebbe di fare la differenza in negativo.
Ci pensi, il centrodestra, prima di gettare alle ortiche l’idea di coinvolgere tutti in una riforma presidenzialista del nuovo Stato federale, per istituzioni realmente più responsabili, per una giustizia autenticamente libera dai condizionamenti di parte.
Sarebbe un modo per passare davvero alla storia.

Sabato 28 novembre, Storace a Rete Oro (canale Sky 905)

28 nov 2009

                                   rete-oro

Questa sera, alle ore 21,30, sarò ospite di Fausto Sobrini e della sua trasmissione “Divieto di sosta”, in onda su Rete Oro.
In studio ci saranno anche Fabio Desideri, vice presidente della commissione Urbanistica della Regione Lazio, il consigliere regionale del Pd Enzo Foschi e il segretario dei Liberali Roberto Petrassi.
Si parlerà di politica e televisione, prendendo spunto dal dibattito sull’immunità parlamentare, dalle dichiarazioni del presidente della Camera, Gianfranco Fini e dai costi dell’azienda Rai.
La puntata sarà visibile anche sul canale Sky 905.

Sabato 28 novembre 2009
Rete Oro (canale Sky 905)
“Divieto di sosta”
Ore 21,30


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