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CRISI ANCHE NEL LAZIO, MA IL PROBLEMA E’ MONTI

19 apr 2012
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=ysO4E7rqo1o&feature=youtu.be[/youtube]
Nella seduta di Consiglio regionale del Lazio dedicato alla crisi che ha investito il nostro paese e, conseguentemente, il territorio laziale, ho avuto modo di spiegare come sia in Europa il nemico del lavoro e dell'impresa, e a palazzo Chigi il propagandista del pensiero unico: sono nei partiti che sostengono Monti i complici di un disegno che affama un popolo intero. E', infatti, illusorio pensare che la soluzione di una crisi che ha portato alla chiusura di 1200 aziende e alla cassa integrazione per 70mila lavoratori, si risolva alla regione. Piuttosto, le autonomie territoriali facciano sentire la loro voce contro un governo che ha aumentato oltre ogni limite la pressione fiscale, si e' accanito contro le categorie risparmiando i monopoli a partire dalle banche, ha terrorizzato i lavoratori con la riforma dell'articolo 18.  Sta passando nel silenzio generale l'ipocrita disegno del pareggio di bilancio che, unito al fiscal compact e al meccanismo europeo di stabilità, bloccherà il nostro Paese per i prossimi vent'anni con manovre finanziarie imposte dalla Banca centrale europea nel segno del rigore e in assenza di politiche di crescita. L'opposizione del Lazio preferisce prendersela con la giunta Polverini ma non ha idea di mettere in discussione il folle consenso del Pd al governo Monti.

NEL LAZIO I VITALIZI SI A-B-O-L-I-S-C-O-N-O

18 dic 2011
Quando la disinformazione regna sovrana, vorrei poter dire. Ho trascorso la giornata di ieri a leggere commenti, post, dichiarazioni assolutamente contrastanti con la realtà a proposito di quanto sta decidendo la Regione Lazio in materia di costi della politica. E a causa di una sinistra bugiarda si sostiene esattamente l'opposto. Nella manovra di bilancio che da domani approda in aula alla Pisana, i vitalizi saranno aboliti. Si e' detto e scritto esattamente il contrario. L'abolizione dei vitalizi e' voluta dalla presidente della Regione, Renata Polverini, esattamente come si sta decidendo progressivamente in tutte le Regioni. E tutte le Regioni li stanno abolendo a partire dalla prossima legislatura. Perché non si possono togliere a chi li ha maturati. Ad esempio, Piero Marrazzo. La sinistra si dimentica di aver presentato una proposta di legge, lo scorso 7 dicembre, che prevede esattamente quel che ha voluto la Polverini e le varie Regioni italiane. Anzi no. La Polverini voleva far scattare il contributivo - ovvero il nuovo regime previdenziale - a 60 anni. Il centrosinistra ha mantenuto nella sua proposta i cosiddetti diritti acquisiti dei consiglieri in carica, ovvero i 50 anni previsti dall'ordinamento vigente. E hanno attribuito la colpa della norma che piace a loro alla presidente eletta da noi. Poi, si sono scatenati contro la norma che riguarda il vitalizio degli assessori esterni al consiglio regionale. Ho letto le norme della Toscana. Lì non e' uno scandalo,perché gli assessori li hanno loro, in Toscana hanno vinto le elezioni, nel Lazio le hanno perse. Quindi lì va bene, qui va male.... Dimenticano di dire quanto ci costano le commissioni riservate alla minoranza, vorrà dire che sarà un bene e un risparmio cancellarle. Speriamo che non protestino anche per questo. Se l'abolizione del vitalizio comporta tutta la cagnara che abbiamo letto, figuriamoci quando toccherà a qualcuno di loro rimetterci per l'ipocrisia di capigruppo che presentano proposte di legge e poi nascondono la mano. Li conosciamo ormai. Noi i privilegi li stiamo cancellando. Loro ci hanno campato per decenni. P.s. C'e' una norma che lascia spazio ai dubbi, ma su quella l'opposizione non parla molto, e riguarda le indennità. Se qualcuno crede che ci siano furbetti, e' bene sgombrare il campo e toglierla di mezzo. Guai a dare l'idea di non voler ridurre gli stipendi se lo fanno persino i deputati.

A ROMA FERMEREMO IL SACCHEGGIO

19 nov 2011
E' sicuramente un bene che il nuovo governo si riunisca lunedì mattina per varare un provvedimento legislativo che non faccia restare lettera morta il lavoro sin qui compiuto per dare effettivi poteri di governo a Roma Capitale. Chapeau al sindaco Alemanno per essere riuscito nell'obiettivo di raggiungere il traguardo in zona Cesarini. Proprio lunedì scade la delega concessa dal Parlamento al Governo e tutto rischiava di andare in fumo senza un nuovo intervento. Così come sono sicuro che il sindaco vorrà ringraziare la presidente della Regione per il suo via libera nel metodo. La Polverini non si è messa di traverso come invece si diceva negli uffici del Campidoglio. Anche perché saranno poi leggi regionali a delineare il quadro dei nuovo poteri alla Capitale. E qui verrà il bello. In Regione dovremo stare molto attenti soprattutto alla devolution urbanistica. Lo dico - spero con sufficiente chiarezza - a nome de La Destra. Stando a quanto mi ha riferito il nostro capogruppo in Campidoglio, Dario Rossin, temo che si stia preparando, nella testa di qualcuno, una specie di sacco di Roma da far impallidire ogni precedente. Milioni e milioni di metri cubi di cemento sulla città sono in arrivo ora; figuriamoci che cosa potrebbe accadere con nuovi poteri urbanistici. In pratica, la maggioranza di Alemanno pretende di mettere in calendario ben 35 delibere, tutte riguardanti l’urbanistica, ferme da anni in Campidoglio, delle quali molte risalgono addirittura ai tempi di Veltroni. In particolare aleggia lo spettro della speculazione dei “palazzinari” romani ai quali sembra che Alemanno si stia piegando per raccogliere consenso in vista della scadenza del proprio mandato. Queste delibere, che per lo più riguardano compensazioni e accordi di programma, non prevedono interventi di riqualificazione né misure relative all’urbanizzazione primaria dei quadranti che subiranno le colate di cemento. Destano forti perplessità, nel dettaglio, gli interventi sul quadrante di Spinaceto e quelli relativi al Velodromo: il primo perché è un territorio che presenta già diverse criticità dal punto di vista della cementificazione selvaggia e della viabilità; il secondo, invece, perché dopo l’abbattimento, con le polemiche e l’inchiesta aperta sulla presenza di eternit nella struttura, non prevede destinazione di utilità pubblica dell’area come invece richiesto dai cittadini. Anzi, incombe più di un ragionevole dubbio sulla possibile previsione di veri e propri grattacieli di cui il quartiere non ha necessità. Non si ricordava una spregiudicatezza del genere nemmeno ai tempi di Veltroni e della sinistra più palazzinara, tanto che la portata delle delibere in questione può essere paragonata a quella di un nuovo Piano regolatore generale. E' la maniera peggiore per preparare la discussione sui poteri da destinare alla città dalla Pisana. La Destra non intende subire prepotenze dal Campidoglio e organizzerà in tutta la città la mobilitazione per sventare i disegni speculativi di chi non ha capito che Roma ha bisogno di aria e non di cemento, di giardini e non di ghetti. Alemanno si fermi a ragionare.

STORACE; L’ITALIA, IL LAZIO, LA DESTRA….

27 ott 2011
Nei giorni scorsi avevo scritto due righe a Berlusconi: tra gli argomenti di un colloquio che per la crisi precipitata poi non si è tenuto, parlavo del Piano casa e definivo una sua eventuale bocciatura “un crimine politico”. Non posso stare dalla parte di Galan, perché oggettivamente è un freno allo sviluppo della Regione quello che si è deciso. Poi sulle dimissioni degli assessori del Pdl vorrei entrare il meno possibile, casomai tutto questo conferma che abbiamo fatto bene quando abbiamo fondato La Destra a dire che quello è un progetto senza cultura politica di riferimento. Non si è mai visto uno scontro del genere all’arma bianca all’interno dello stesso partito. Il mio è un giudizio sospeso, soprattutto sulle dimissioni. Non so quali sono gli elementi per cui la presidente della Regione parli di cabina di regia, e la Polverini che è comprensibilmente amareggiata per un Piano casa su cui ha lavorato molto, è chiaro che attacchi. Ora vediamo cosa succede. Al consiglio dei ministri non spetta la valutazione su quanto c’entrano alcune misure nel Piano casa, il problema è il rispetto della costituzione. In  una norma intitolata allo sviluppo c’entra il porto o l’impianto sciistico del Terminillo. E’ stato una conquista avere inserito nella legge queste norme, e un delitto la bocciatura di Galan, che non ha capito nulla di questa regione e di ciò di cui ha bisogno. Potevamo fare anche un’altra legge a parte sugli impianti sciistici, ce l’avrebbe impugnata? In realtà è stata una fesseria la bocciatura, una fesseria da parte sua. Sui rifiuti la vicenda attiene ai poteri commissariali. Intanto, nota positiva è che si va alla chiusura di Malagrotta. Parliamo di centinaia di ettari che stanno lì da 35 anni. Ed è un problema che si va a risolvere. I siti scelti avranno dimensioni di 6 o 7 ettari ciascuno, per una durata di tre anni. Poi arriverà Pizzo del Prete che dovrebbe durare circa 15 anni. Ciò che mi preme  è vigilare sulla transitorietà dei siti, perché non si può prendere in giro la gente di Riano e Corcolle, e non è questa la volontà della Polverini. Ho un dubbio sulla scelta di Quadro Alto, anziché Pian dell’Olmo, ma non voglio fare polemiche. Per quanto riguarda, invece, le sorti nazionali dico no a un governo tecnico. Appartengo a quegli italiani che non hanno votato Berlusconi nel 2008. Poi abbiamo fatto un’alleanza alle regionali perché nel Pdl si sono accorti che senza di noi non vincevano, e siamo entrati con un nostro rappresentante nel governo del Paese. Ora ci può essere chi dice che Berlusconi non deve governare più: questo non può essere il Palazzo, però, ma il popolo. La situazione è grave, e se dovessi esprimere un auspicio a questo punto direi che è meglio andare a votare. Riorganizziamo il centrodestra per impedire alla sinistra più faziosa d’Europa, quella che sorride dei risolini altrui, di andare al governo. Per superare la crisi, è la classe politica che deve dare per prima l’esempio. La manovra triennale avrebbe potuto prevedere il dimezzamento triennale degli stipendi: con 6mila euro si campa tranquillamente. Se i vitalizi non si possono togliere per sentenza costituzionale, si può però stabilire una regola per il futuro: se vuoi i vitalizi maturati, non ti candidi. Se ti vuoi ricandidare, rinunci. Uno come Fini sono 30 anni che sta in Parlamento, col tesoretto accumulato si potrebbe fare un grattacielo a Montecarlo… Poi si può discutere anche della patrimoniale. Se si parla di tassazione passando dalle persone alla cose, dobbiamo dire che si è già iniziato con le rendite finanziarie. E’ evidente che si può intervenire sulla previdenza, non riducendo le pensioni, ma spostando l’età pensionabile. Oggi non ci possiamo permettere di mantenere una pensione per 40 anni.  Con la sinistra queste cose non si farebbero mai, e rischieremmo di avere una deriva greca. Alfano prossimo leader del governo italiano? Me la fa tra qualche mese questa domanda …?

UN ANNO DI STIPENDI IN BOT

15 ott 2011
Nell'intervista pubblicata oggi da Il Tempo, a firma Natalia Poggi, parlo dei costi della politica e spiego la proposta di legge avanzata da La Destra in Consiglio regionale che prevede la possibilità di pagare gli stipendi dei consiglieri in Titoli di Stato. Una proposta che dimostrerebbe come la politica, per prima, crede nel Paese. Un segnale sia agli investitori che comprano i titoli di Stato, sia ai cittadini ai quali chiediamo giornalmente di avere fiducia nella nazione e nella sua capacità di superare questo difficile momento di crisi. Invito che abbiamo proposto in Regione Lazio, e che sarebbe opportuno fosse recepito anche a livello superiore, per intervenire sui costi della politica. In questo settore già molto è stato fatto dalla Giunta Polverini, che ha ridotto i numeri della burocrazia, e sono di rilievo gli interventi "anti-casta" come quello che impedisce la presenza di parenti di politici nei cda delle aziende regionali. Ma si potrebbe agire anche sul vitalizio parlamentare, con la semplice regola: se ti ricandidi lo perdi. Cliccando sul link successivo sarà possibile leggere l'articolo de Il Tempo Articolo Il Tempo

GOVERNARE SENZA CHIACCHIERE

13 ott 2011
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=G9V8y176orA[/youtube] Sono state fatte molte cose in questi 18 mesi, e credo di poter affermare che è qualcosa di importante quello che si vede. Mentre ascoltavo la presidente Polverini, mi chiedevo cosa sarebbe accaduto se fossimo stati alla presentazione dei 18 mesi della Bonino. Forse avremmo visto gli ospedali privatizzati, vecchio referendum dei Radicali; avremmo visto i nostri ragazzi affascinati da campagne di comunicazione sulla libertà dell’uso degli stupefacenti; avremmo visto sfasciate le nostre famiglie. Questa Regione, invece, ha saputo mantenere fede agli impegni presi in campagna elettorale. In Regione abbiamo chi decide, e lo dico per esperienza nello stesso ruolo di Renata, non è facile decidere sulla sanità, sui rifiuti. Ecco, sui rifiuti c’è una polemica che non capisco. E’ chiaro che è sempre spiacevole quando si individuano dei siti, ma Roma dovrebbe festeggiare la liberazione da Malagrotta, perché sono 30 anni che Malagrotta aveva questa invasione di rifiuti. Ringrazio Renata per quello che è stato detto sul Piano Casa. Gli assessori Buontempo e Ciocchetti hanno fatto molto, insieme agli altri, per realizzare qualcosa che potrebbe essere di esempio per l’intero paese. Si parla spesso di progetti per lo sviluppo. Bene, c’è una regione che concorre allo sviluppo dell’Italia, attraverso l’edilizia e quel 30% di economia reale che si rimette in campo. Io sono particolarmente felice per l’idea del Mutuo sociale, è una speranza per le persone più povere. Magari un domani anche il figlio di un precario potrà diventare proprietario di casa grazie alla Regione Lazio. Si affermerà così un modello di giustizia sociale. In questo tempo ci siamo dovuti impegnare anche per mantenere i ministeri a Roma, e poi voglio fare un accenno ai costi della politica. In questa Regione nella scorsa legislatura, trovavamo parenti di politici nei cda, da quando abbiamo approvato l’assestamento di bilancio non ci sono più parenti di esponenti politici nei cda delle aziende regionali. E’ un segnale di moralità nel tempo della polemica sulla casta. In questa Rgione si è cominciato a parlare sul tema dei vitalizi, e saremo già pronti quando il Parlamento deciderà di mettere in campo politiche concrete su questo versante. La Destra ha proposto di ridurre gli stipendi della dirigenza. Renata ha fatto prima, ha ridotto la dirigenza. Cito delle cifre impegnative: le strutture della giunta sono scese da 23 a 18; i dirigenti della regione da 228 a 194; i dipartimenti della Regione da 4 a 2; le direzioni regionali da 26 a 20; le agenzie da 5 a 4; lo staff del segretariato generale da  20 a 6; le indennità ridotte per tutta la dirigenza. E poi ancora, la riduzione della spesa per gli affitti, per 7,5 milioni di risparmio, così come si risparmia sulla carta, stampando sul bollettino ufficiale della regione, con 1 milione di euro risparmiato. Abbiamo presentato, in questo contesto, una proposta di legge col collega Buonasorte per far sì che gli stipendi dei consiglieri regionali per un anno vengano pagati in Bot. Dobbiamo dimostrare di credere nei titoli di Stato della nostra nazione: patrimoniale sociale. E’ quello che serve a far sì che una classe dirigente dia l’esempio al suo popolo. Sarebbe molto bello se lo facessimo tutti.

COSTI DELLA POLITICA, DARE L’ESEMPIO

12 ott 2011
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=odL7F6zJph4[/youtube] Depositerò oggi con Roberto Buonasorte una proposta di legge al Consiglio regionale del Lazio che riporta il titolo Disposizioni in materia di indennità ai consiglieri regionali. Credo che la classe politica debba dare degli esempi al Paese, ed è noto che abbiamo lanciato varie proposte da questo punto di vista. Penso alla norma su proposta de La Destra che vieta ai parenti dei politici di poter sedere nei Cda delle società regionali, una separazione almeno su piano parentale. Ma ne abbiamo depositato altre due di proposte, come quella della prospettiva di riduzione degli stipendi dei manager pubblici, anche se in verità va riconosciuto alla giunta Polverini che si è passati all’eliminazione di molte direzioni generali,  che rappresenta una prima riduzione dei costi dell’apparato, così come abbiamo proposto la riforma statutaria che riguarda la riduzione dei vitalizi dei consiglieri regionali. Oggi presenteremo una proposta rivoluzionaria: negli ultimi mesi si è molto discusso della liquidità immessa dalla Bce nell’acquisto dei titoli di Stato. Ci si chiede, ma valgono effettivamente questi titoli? Fino a quando gli  investitori ci scommetteranno? Ecco, crediamo che la classe dirigente debba dimostrare di crederci fino in fondo. La proposta di legge che presentiamo oggi con Roberto Buonasorte dà un’indicazione chiara: per un anno almeno paghiamo gli stipendi dei consiglieri regionali in titoli di Stato. E’ la classe dirigente che ci deve credere. Noi ci proveremo e cercheremo di convincere i nostri colleghi in Regione a fare la stessa cosa: se ci pagano in titoli di stato non ci rimettiamo molto. Dobbiamo fidarci esattamente come chiediamo ai cittadini di fidarsi dei pezzi di carta con cui lo Stato ottiene risorse che poi restituirà. Credo che possa essere qualcosa di concreto, ed è la volontà di dimostrare a tutto il mondo che in questo Paese noi continuiamo a crederci. Cliccando il link successivo si potrà consultare il testo della proposta di legge Proposta di legge modifica indennità consiglieri regionali