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Regionali: tour elettorale di Nello Musumeci in Puglia

12 mar 2010
Nello Musumeci sarà in Puglia per un giro elettorale in vista delle elezioni Regionali di fine mese. Nel pomeriggio di sabato 13 marzo, accompagnato dal segretario provinciale Enzo Balestra, sarà in provincia di Brindisi e in serata nel capoluogo. Domenica 14 marzo Musumeci parteciperà a Bari ad una convention della coalizione che si terrà all’Hotel Excelsior, cui prenderanno parte il segretario provinciale del partito, Daniele Milella, il candidato de La Destra Pino Monaco a sostegno del candidato alla presidenza della Regione, Rocco Palese.

NEL CICLONE

19 gen 2010
                                  vendola Un ciclone inarrestabile. E' quello che sta travolgendo Nichi Vendola, il presidente della Regione Puglia, che, scrive oggi il Corriere della Sera (articolo che vi propongo), "viene iscritto nel registro degli indagati. Reato ipotizzato: concussione. L'episodio, spiega il Corsera, "appare banale, riguarda la mancata nomina di un luminare dell'epidemiologia. Ma sembra inserirsi in un filone più ampio sul sistema di designazione dei primari e dei direttori sanitari in una logica spartitoria che i pubblici ministeri hanno messo sotto osservazione da tempo". Nell'inchiesta sulla sanità pugliese sono coinvolti funzionari, assessori, manager di primo livello. Se sarà confermata l'accusa, si tratti di fatti di inaudita gravità. La sinistra non ha alcun primato da difendere sulla questione morale. LEGGI corriere della sera 19_01_10 - vendola indagato

ESECUTIVO POLITICO APPROVA RELAZIONE STORACE

8 gen 2010
                             la destra Si è riunito oggi l’Esecutivo politico nazionale de La Destra che ha approvato, all’unanimità, la relazione del segretario Francesco Storace sulle elezioni Regionali. Il segretario del partito ha riferito dell’intesa raggiunta ad Arcore con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per l’alleanza in apparentamento formale con il centrodestra in tutte le Regioni italiane per un patto di rappresentanza e di governo. Le liste de La Destra saranno presenti in 11 Regioni, mentre in Puglia e Calabria i nostri candidati si presenteranno nelle liste di sostegno ai candidati presidenti. Le liste del Movimento si presenteranno in coalizione anche alle elezioni amministrative, incluse quelle che si svolgeranno per le otto province della Sardegna. La Destra anticipa al 23 gennaio a Roma la mobilitazione per le Regionali con la manifestazione di apertura della campagna elettorale, originariamente prevista per il 13 febbraio a Napoli e approva l’iniziativa dei coordinamenti delle Regioni del Nord per la nave manifestazione sul Po indetta per il 7 marzo.

SIA UN ANNO DI DESTRA. DI DESTRA VERA

31 dic 2009
[youtube width="360" height="291"]http://www.youtube.com/watch?v=rTiMDwcOFbc[/youtube] Auguri. Auguri di cuore a tutti quelli che hanno sofferto con noi dal 2007 ad oggi. A tutti quelli che ci hanno creduto con pazienza e militanza, con sacrificio e passione. Salutiamo l’arrivo del 2010 con la speranza che sia l’anno della Destra, quella vera, quella nostra, che torna ad essere protagonista della battaglia politica. Gli anni che ci lasciamo alle spalle ci hanno dato una grande soddisfazione, quella di trovare una comunità che sa di essere tale. Ma dopo la fondazione nel 2007, l’espulsione dal Parlamento nel 2008 e le sbarre alzate all’ingresso di Strasburgo nel 2009, il 2010 può coincidere con la svolta rappresentata dalla presenza nelle istituzioni. Con Silvio Berlusconi, assieme a Teodoro Buontempo, nelle settimane scorse ho raggiunto l’intesa per un’alleanza generale alle Regionali con l’apparentamento formale con le liste de La Destra nel territorio. L’8 gennaio riunirò l’esecutivo del partito per verificare il punto della situazione in ognuna delle Regioni dove si vota. Con particolare riguardo al Nord, dove l’accordo con il partito di maggioranza relativa stenta a decollare, stando a quanto mi riferiscono alcuni segretari regionali. Ma credo che tutto dipenda dalle difficoltà finora registrate nella scelta dei candidati presidenti e dalle feste natalizie. Il buon anno lo vogliamo rivolgere comunque alle strutture di tutta Italia, incluse quelle che si trovano ad operare in realtà dove vigono sbarramenti regionali elevati - 4 per cento in Toscana, Puglia e Calabria – a cui occorrerà sopperire con soluzioni idonee a garantirci rappresentanza. Le Regioni, oggi, sono il luogo dove si decide di più – più che in Parlamento – e sarebbe insensato rinunciare ad una presenza. Buon anno, permettetemelo, anche ai militanti della mia Regione, il Lazio, a cui dedicherò un post subito dopo Capodanno per la manifestazione che svolgeremo a Roma il 23 gennaio con Renata Polverini. Ma buon anno soprattutto a questa nostra amata Patria, a cui abbiamo dedicato la nostra esistenza politica. La Patria della Nazione e del Lavoro si farà sentire nelle urne di marzo, con i consensi che sapremo raccogliere. E tutti saremo orgogliosi che valeva proprio la pena di fare qualche sacrificio per tornare a sorridere per aver vinto da soli, senza regali.

PD FUORI DI TESTA

29 dic 2009
[dailymotion width="360" height="291"]http://www.dailymotion.com/video/x382ib_crozza-canta-linno-del-partito-demo_fun[/dailymotion] Bersani non potrà fare proprio nulla. Il suo partito è immobilizzato da Di Pietro all’esterno e da Veltroni e Franceschini all’interno, con D’Alema a fare da regista in una fiction terribile: un partito fuori di testa, potremmo dire, visto il baccano che succede per le regionali. Altro che riforme... In Puglia sono squassati dal caso Vendola. Pur di prostituirsi ad un’alleanza con l’Udc, il partito democratico tenta di sacrificare il governatore uscente. Il che non sarebbe proprio un male per la Regione; il problema è che vogliono sostituirlo con quel sindaco di Bari, Emiliano, che è senza pari quanto ad arroganza e a pretesa di dettare condizioni. Che poi si debba gettare all’aria l’amministrazione del capoluogo di regione a loro poco interessa. L’importante è attrarre Casini. Senza e con minuscola... Nel Lazio, se possibile, stanno ancora peggio. Devastati dal caso Marrazzo, il presidente che amministrava tra una sniffata e l’altra di cocaina, non riescono neppure a sedersi a tavola con uno straccio di coalizione. A Roma il senatore Pedica, dell’Italia dei Valori, li sta facendo impazzire. Il che non ci dispiace. Pedica raggiungerebbe il massimo delle nostre simpatie se dicesse anche la verità. Pur di attaccare Renata Polverini, ieri se ne è uscito "accusandola" addirittura di aver fatto parte del mio staff di segreteria. Purtroppo, non ho avuto con me una persona di quel valore, caro Pedica. Ma chi è abituato a scodinzolare attorno ai sospiri di Di Pietro non può dire altro. Per il Pd i problemi non sono finiti. E' al crepuscolo anche la stagione di Bassolino e quella di Loiero, Soru è già stato cacciato dagli elettori, Del Turco è finito in gattabuia per una storia di tangenti. Il povero Bersani dovrà faticare parecchio per ritrovare la bussola. Dentro casa ha Baffino che gli sega il ramo dell’albero dov'è seduto, mentre Franceschini e Veltroni non hanno ancora digerito la sconfitta congressuale. E’ un Paese che non ha riferimenti nell’opposizione e che se ha ancora una maggioranza è perché c'è Berlusconi a frenare i bollori dei suoi. Per La Destra può essere una grande occasione, quella delle regionali. A patto che la si sappia giocare con intelligenza politica.

CICLONE VENDOLA

27 dic 2009
          vendola In Puglia il Pd rischia di farsi molto male. Il presidente Vendola, nonostante tutto quello che ha combinato, non accetta di farsi da parte e sta sobillando una rivolta che ha del clamoroso. Insomma, di fronte ai movimenti d’apparato favorevoli a cacciarlo per insediare al suo posto il sindaco di Bari, Emiliano, ha scatenato in queste ore una mobilitazione diretta contro quello che dovrebbe farlo votare: Pierluigi Bersani. E’ uno spettacolo, quello che si vede nella rete. I sostenitori di Vendola hanno letteralmente invaso la pagina facebook del segretario del Partito democratico e gliene dicono di tutti i colori. Tra i commenti più coloriti quelli che ricordano una recente frase di Emiliano: "Se mi candido, mi devono sputare in un occhio". Pare di capire che la saliva rossa sia pronta. Eccone solo alcuni... Scrive Lia Caldarola: "Bersani, ma che stai combinando in Puglia? Per pietà, per favore, per quello che vuoi tu, non ci potete buttare via così. Sono anni e anni che lavoriamo per il centrosinistra e per il partito, usi a obbedir tacendo e tacendo morir. Abbiamo ingoiato rospi schifosi "per la causa", abbiamo sopportato gente impresentabile...". Armando Liso: "Segretario: se devo credere a quel democratico presente nel nome del tuo partito avvalla le primarie per le elezioni in Puglia. Oppure accetta Nichi come candidato. Ogni tanto diciamo e facciamo qualcosa di sinistra". Rolando Rosa: "Caro Pierluigi con la tua nomina a segretario pensavamo che miglioravano le cose a sinistra... invece la rincorsa a Lombardo Cuffaro e Casini vi porta inesorabilmente al CENTRO quasi destra... state facendo fuori addirittura Vendola... una scelta scellerata di D'Alema che vuole mantenere il suo potere di Puglia!!!!!!!!!!!!!!". Adriana: "Ma com'è? Siete Democratici solo quando "conviene" a voi (che poi non capisco la convenienza in questo caso!)? In Puglia chiediamo le Primarie a gran voce! Chiediamo che sia candidato Nichi Vendola, con o senza Primarie! CHIEDIAMO, CHIEDIAMO, CHIEDIAMO, ma nessuno ci ascolta!!! IL PD NON CI ASCOLTA! E allora... in Puglia: O NICHI O NIENTE *vergogna!!!*. Sì, vergogna. Soprattutto – aggiungiamo noi – perché per far fuori Vendola rimandate a votare gli elettori per le comunali di Bari. Sta diventando una costante il disprezzo del voto popolare: Rutelli non completò il secondo mandato a Roma per candidarsi contro Berlusconi, lo stesso fece Veltroni, ora lo farà il primo cittadino di Bari. Davvero poca roba, questa sinistra… ...che veniva a pontificare, gloriose teste di cazzo presentate come scienziati della politica che se non fossimo stati fedeli fino in fondo non avremmo votato neanche come amministratori di condominio. Ho fatto perfino campagna elettorale per un individuo che da sindaco avevo denunciato alla Procura della Repubblica. ma "mò" basta, basta e basta!!!".

UNA SINISTRA CHE FA SCHIFO

2 set 2009
[youtube width="360" height="291"]http://www.youtube.com/watch?v=QMB9pgtxGPU[/youtube] Basta, basta con l’accusare l’area della destra delle peggiori nefandezze. Chi avesse voglia di scorrere le agenzie di stampa su un atto di violenza commesso a Roma in nottata nella cosiddetta Gay street – due bombe carta lanciate da qualche sconsiderato, per fortuna senza conseguenze – si accorgerebbe che quel gesto è diventato il pretesto per sferrare un attacco contro la cosiddetta destra omofoba. Non ci si riferisce ad un partito, visto che scatterebbero querele, ma ad una cultura. Ci siamo rotti le scatole. Nessun omosessuale può pensare che a destra ci sia gente pronta a menare le mani per il suo atteggiamento sessuale nel nome di una ideologia. Nel terzo millennio pochi giudicano le persone dalle loro preferenze di letto e tutto sommato non mi sembra il primo problema della nostra società. Magari si contesta il diritto rivendicato al matrimonio, ma questa è politica e non altro. Persone con poco sale in zucca ci sono dappertutto, a qualunque latitudine politica, come testimonia tristemente il caso di Luca Bianchini, lo stupratore seriale che dirigeva un circolo del Partito democratico a Roma. E’ come attribuire a Radio Padania, come dimostra il video qui sopra, le opinioni di qualche suo eccentrico ascoltatore. O anche la Lega è destra? Sono di destra e quindi omofobi anche gli operai che l’hanno votata al Nord? L’uso della violenza legato al sesso ha molti padri, ahinoi… C'è quella intollerante che si esercita in una specie di ingiustificabile “caccia all’omo”, ma anche quella di potere. E’ violenza politico-sessuale anche quella che si sta scoprendo in queste ore in Puglia, dove un drappello di assessori o ex-assessori della giunta Vendola è sotto osservazione della magistratura per l’utilizzo disinvolto di escort su gentile concessione dell’ormai noto Tarantini, lo stesso al centro delle vicende che hanno riguardato Berlusconi. La differenza è che su Berlusconi non è stata aperta alcuna indagine, aldilà del lodo Alfano, perché evidentemente i reati li commetteva Tarantini e non il presidente del Consiglio. Nel caso pugliese, invece, il problema pare riguardare disinvolte pratiche di potere nel governo regionale. Eppure, a Roma la sinistra strilla contro la destra, a Bari – dove non c'è il fascismo alle porte – si arrotola nella vergogna in cui sprofonda. Stiano zitti i compagni della capitale, per favore, che da quelle parti non sono i più adatti a lanciare strali o a predicare moralismi. P.s.: aspettiamo ancora una parola di vicinanza di Marrazzo e Zingaretti a un barista romano finito all’ospedale a causa di un romeno a cui tentava di strappare una ragazza da una violenza sessuale. L’accoltellatore è libero… Ma evidentemente il muro della lotta all’intolleranza viene eretto quando di mezzo c'è un delinquente straniero.

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