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ONORE AD AJMONE FINESTRA

27 apr 2012
Con Ajmone Finestra scompare una delle figure più belle della nostra storia. Un combattente, una persona onesta, un esponente politico amato dal popolo. Di questi tempi tristi, e’ bello ricordare l’ex-sindaco di Littoria, il senatore di Latina, come straordinario amico della gente comune. Oggi, alle 15, andrò assieme a donna Assunta Almirante, a rendergli omaggio presso la camera ardente, all'interno del Museo Cambellotti che sarà aperta al pubblico dalle 9,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 19,00. Da circa un mese Finestra era ricoverato in ospedale e negli ultimi giorni le sue condizioni si erano progressivamente aggravate fino al decesso avvenuto all'ospedale Santa Maria Goretti di Latina intorno all'una di notte, accanto ai familiari, alla moglie e ai due figli. In gioventù, Ajmone aveva militato nella Repubblica Sociale Italiana e il suo impegno politico fu dedicato per lunghi anni al Msi di Almirante, al quale l'ex senatore rimase ancorato senza mai inchinarsi al tradimento finiano. Il sindaco di Latina, Giovanni Di Giorgi, ha meritoriamente annunciato che sabato, giornata in cui si terranno i funerali nella Cattedrale di S. Marco a Latina, e' stato indetto il lutto cittadino. Un uomo come Finestra va ricordato in periodi bui come quello che viviamo, quando il valore delle radici viene cancellato per ragioni di potere. A noi mancherà. Mancherà un po’ meno – se non a parole, vuote parole – a chi ieri ha dimenticato persino di commemorarlo in consiglio regionale dove pure era stato eletto. Si capisce, non aveva fatto il partigiano…

CRISI ANCHE NEL LAZIO, MA IL PROBLEMA E’ MONTI

19 apr 2012
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=ysO4E7rqo1o&feature=youtu.be[/youtube]
Nella seduta di Consiglio regionale del Lazio dedicato alla crisi che ha investito il nostro paese e, conseguentemente, il territorio laziale, ho avuto modo di spiegare come sia in Europa il nemico del lavoro e dell'impresa, e a palazzo Chigi il propagandista del pensiero unico: sono nei partiti che sostengono Monti i complici di un disegno che affama un popolo intero. E', infatti, illusorio pensare che la soluzione di una crisi che ha portato alla chiusura di 1200 aziende e alla cassa integrazione per 70mila lavoratori, si risolva alla regione. Piuttosto, le autonomie territoriali facciano sentire la loro voce contro un governo che ha aumentato oltre ogni limite la pressione fiscale, si e' accanito contro le categorie risparmiando i monopoli a partire dalle banche, ha terrorizzato i lavoratori con la riforma dell'articolo 18.  Sta passando nel silenzio generale l'ipocrita disegno del pareggio di bilancio che, unito al fiscal compact e al meccanismo europeo di stabilità, bloccherà il nostro Paese per i prossimi vent'anni con manovre finanziarie imposte dalla Banca centrale europea nel segno del rigore e in assenza di politiche di crescita. L'opposizione del Lazio preferisce prendersela con la giunta Polverini ma non ha idea di mettere in discussione il folle consenso del Pd al governo Monti.

LOTTA ALLA CASTA, PROPOSTE CONCRETE

9 apr 2012
Nell'articolo pubblicato su Il Giornale ho modo di affrontare le ultime vicende di cronaca politica, la questione della Lega e della casta, proponendo le idee della nostra Destra capace di andare oltre certi malcostumi. In particolare mi soffermo sul terremoto che ha portato alle dimissioni di Bossi, non è un santo, seppure sembra che lo stiano tutti canonizzando per questa che è una parentopoli del nord. Contro questa prassi politica intollerabile dobbiamo impegnarci e offrire proposte di cambiamento serie e concrete: è arrivata l'ora di dire basta al parentado in politica e nelle istituzioni; e poi c'è da fare chiarezza sui rimborsi elettorali, che devono essere per tutti e non solo per qualcuno. Magari intervenendo anche sugli stipendi degli onorevoli, che vanno dimezzati, e sui mandati parlamentari, troppo lunghi, e sulle case che i partiti devono affittare, non comprare. Proposte concrete, alcune delle quali già hanno fatto capolino in Regione, dove ad esempio i parenti dei politici non possono entrare nei consigli di amministrazione, per iniziativa de La Destra. Cliccando sul link successivo sarà possibile leggere l'articolo in versione integrale. Il Giornale

BANCHE E CASTE I NEMICI DELLA DESTRA

4 apr 2012
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=Vimzt7Hx1zw&feature=youtu.be[/youtube] Il video che riportiamo offre una sintesi dell’appuntamento che si è tenuto a Viterbo, nel quale abbiamo discusso dei futuri scenari politici riguardanti la destra alla luce del grande successo della manifestazione del 3 marzo scorso. Abbiamo un’idea attorno alla quale discutere, quella di una destra sempre più ampia che vada anche al di là della nostra formazione, tentando di capire se c’è uno spazio politico dopo la diaspora di Fini. Puntiamo a un contenitore che abbia al suo interno contenuti ben precisi: uno è quello che riguarda la lotta a tutte le caste, perché c’è uno spreco oggettivo della politica su cui occorre dar vita a un’azione seria di rigore, e in Regione abbiamo presentato una proposta di legge per dimezzare gli stipendi dei consiglieri regionali; e l’altra è l’Europa, che non può essere la padrona della nostra vita. Per restare sul locale, invece, a Viterbo c’è un’attenzione molto forte nei riguardi della nostra destra, stiamo lavorando per trasformarla in consenso attivo e militante per ridare all’Italia una destra degna di questo nome.

GIUSTIZIA A TEMPO

11 feb 2012
Leggo che un pubblico ministero ha chiesto il mio rinvio a giudizio per un finanziamento elettorale nella campagna per le regionali del 2005. Non mi sono neppure arrabbiato, quando ho letto il nome del giudice che ha ordinato al pm di indagarmi (perché il pm aveva chiesto per ben due volte la mia archiviazione….). La giudice e’ la dottoressa Bonaventura, quella del Laziogate, quasi che io abbia un giudice naturale, lei… In pratica, il gruppo Angelucci, che alle regionali del Lazio del 2005 contribuì con bonifici bancari – quindi non in nero, non di nascosto – con propri contributi a vari soggetti politici, secondo l’accusa non me li diede per le elezioni ma per ottenere mesi dopo, da ministro, fondi per la ricerca da me. Prevedeva in pratica che avrei perso le regionali e sarei diventato ministro della salute. Di lì avrei convinto Tremonti a sganciare quattrini per la lotta al cancro e quindi ne sarebbero stati beneficiati. E che devo dire di fronte a una costruzione del genere? Poi, accortisi che la profezia non stava in piedi, gli inquirenti hanno “deciso” che il “favore” agli Angelucci era il riconoscimento di un Ircss da presidente di Regione. Peccato però che l’Irccs, all’epoca, era competenza del ministero della Salute, dove io non c’ero ancora. Noi davamo solo un parere non vincolante. Sarebbe bastato chiedermelo in un interrogatorio. Ma in quasi otto anni nessuno ha trovato cinque minuti per farmi qualche domanda. In compenso, il pubblico ministero Pisani ha chiesto per ben due volte la mia archiviazione. Ma la dolcissima dottoressa Bonaventura ha deciso di no e ha ordinato al pm di chiedere il mio rinvio a giudizio. Il tempo e’ quello giusto. Magari passino anche veline più precise ai cronisti: il contributo elettorale al comitato che sosteneva la mia rielezione non fu di 400 milioni, troppa grazia, ma di quattrocento mila euro. Il decreto per la ricerca non era di 100 miliardi, ma di cento milioni….. pazienza, sopporteremo anche questa…

COSTI POLITICA E LIBERALIZZAZIONI, STORACE AI TG

21 gen 2012
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=5FH1J9dZ1u4&feature=youtu.be[/youtube] Nel video i miei interventi nei telegiornali nazionali in merito a costi della politica e liberalizzazioni. La Destra ha proposto il dimezzamento degli stipendi dei consiglieri regionali per un triennio, portandoli a 5000 euro al mese, e la stessa iniziativa chiede possa essere presa anche in Parlamento, per dare un segnale concreto di vicinanza ai cittadini italiani. In tema di liberalizzazioni esprimiamo invece la nostra contrarietà a quelle che colpiscono taxi e farmacie, mentre chiediamo misure su banche ed energia, due settori sui quali intervenire prioritariamente.

DIMEZZARE GLI STIPENDI DELLA POLITICA

18 gen 2012
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=d5zamJnX87s&fb_source=message[/youtube] Se il Parlamento esita, questo non e’ un buon motivo per farlo anche nel territorio. In un tempo di crisi drammatica per i cittadini, la politica ha il dovere di rendersi conto di quanto le ruota attorno e deve accettare quantomeno una sospensione dei privilegi di cui gode. Stipendi alti, che stridono con la realtà congiunturale del Paese. E trattamenti che se avevano un senso anni addietro, ora risultano clamorosamente ingiustificati. Per questi motivi, ieri, a nome de La Destra al Consiglio regionale del Lazio, assieme a Roberto Buonasorte abbiamo depositato una proposta di legge per la riduzione dei costi della politica, che intende ridurre per un triennio a 5000 euro netti mensili le indennità di carica dei consiglieri regionali, con la concomitante sospensione della diaria e dei rimborsi spese, abrogando infine l’indennità di fine mandato. E’ un intervento che proponiamo anche per far capire ai cittadini della nostra regione che non e’ vero che la classe politica sia insensibile rispetto ai sacrifici che le persone sono costrette a fronteggiare. Il profondo convincimento che ha portato La Destra a formulare questa proposta di legge fa riferimento alla sensibilità rivolta ai temi sociali che contraddistingue il nostro movimento, e nasce dalla constatazione che sia illusorio ridurre queste problematiche a semplici operazioni matematiche nei bilanci delle istituzioni, perché più strettamente connesse a un deterioramento etico della nostra società. E’ vero che questo tipo di provvedimenti non risolve le questioni di bilancio, ma introducono elementi di giustizia sociale: reputiamo necessario un cambio di passo della politica che per prima deve offrire esempio di morigeratezza se chiede poi ai cittadini di agire secondo i dettami dell’austerità. In questo contesto, si incastona la nostra proposta di legge che sottoponiamo al Consiglio regionale per dare un ulteriore segnale verso la riduzione dei costi della politica. Nella proposta, agli articoli 1 e 2, già da questa legislatura si abroga l’indennità di fine mandato, ritenendo superato e assolutamente anacronistico questo istituto, poiché non ha più senso che il mandato elettivo preveda una sorta di “liquidazione” al pari di un qualunque rapporto di lavoro. Infatti l’indennità di carica, e per alcuni anche di funzione, rappresenta un adeguato surrogato per la temporanea sospensione della propria attività lavorativa durante l’esercizio del mandato, il quale deve essere considerato sempre come un servizio reso al Paese. Nell’articolo 3, si propone invece la sospensione per un triennio dell’articolo 8 della L.R. n 14/98 che prevede lo stanziamento di somme di denaro a titolo di rimborso delle spese sostenute al fine di mantenere il rapporto tra eletto ed elettori, e per rendere più agevole l'esercizio della funzione. E’ il cosiddetto portaborse.  Formula, quella della legge vigente, che appare fin troppo vaga e terreno di ambiguità. Allo stesso modo, l’articolo 4 sospende per un triennio -  in coincidenza con la prevedibile durata della crisi economica - le norme contenute nella legge regionale 5 Aprile 1988, n. 19, attraverso la quale viene determinata la diaria e rimborsi spese ai consiglieri regionali del Lazio. In particolare l’attuale normativa riconosce ai consiglieri regionali, residenti in località distanti oltre 15 chilometri dalla sede del Consiglio regionale, un rimborso pari ad un quinto del prezzo di un litro di benzina super, per il doppio della distanza chilometrica percorsa in base a una media mensile calcolata in diciotto volte. Stessa ratio per l’articolo 5 della proposta che interviene, sospendendoli, sui rimborsi ai consiglieri regionali per le spese relative a missioni sul territorio nazionale e all’estero, oltre alla diaria per ogni giornata impegnata in queste attività. Riteniamo che l’attuale indennità di carica sia sufficiente al consigliere regionale per lo svolgimento delle proprie funzioni istituzionali, senza gravare ulteriormente sul bilancio regionale in questo momento di grave crisi economica, offrendo così un chiaro e incontrovertibile segnale di senso di responsabilità della politica verso i cittadini. Segnale che viene sottolineato all’articolo 6 comma 2 con l’indicazione che gli importi recuperati dalla momentanea sospensione dei rimborsi e diarie, che ammontano a centinaia di migliaia di euro, vadano a costituire un apposito capitolo di bilancio denominato “Proventi derivanti dalla riduzione dei costi della politica per interventi a favore delle famiglie e dei soggetti socialmente deboli”, legando il risparmio dei costi della politica alla concreta realizzazione di politiche sociali. Ci auguriamo di trovare orecchie attente e disponibilità all’interno dei gruppi del consiglio regionale. Noi comunque andremo avanti. Lo deve fare anche il Parlamento. Cliccando sul link successivo sarà possibile leggere la Proposta di legge Interventi per la riduzione dei costi della politica