[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=d5zamJnX87s&fb_source=message[/youtube]
Se il Parlamento esita, questo non e’ un buon motivo per farlo anche nel territorio. In un tempo di crisi drammatica per i cittadini, la politica ha il dovere di rendersi conto di quanto le ruota attorno e deve accettare quantomeno una sospensione dei privilegi di cui gode. Stipendi alti, che stridono con la realtà congiunturale del Paese. E trattamenti che se avevano un senso anni addietro, ora risultano clamorosamente ingiustificati.
Per questi motivi, ieri, a nome de La Destra al Consiglio regionale del Lazio, assieme a Roberto Buonasorte abbiamo depositato una proposta di legge per la riduzione dei costi della politica, che intende ridurre per un triennio a 5000 euro netti mensili le indennità di carica dei consiglieri regionali, con la concomitante sospensione della diaria e dei rimborsi spese, abrogando infine l’indennità di fine mandato.
E’ un intervento che proponiamo anche per far capire ai cittadini della nostra regione che non e’ vero che la classe politica sia insensibile rispetto ai sacrifici che le persone sono costrette a fronteggiare. Il profondo convincimento che ha portato La Destra a formulare questa proposta di legge fa riferimento alla sensibilità rivolta ai temi sociali che contraddistingue il nostro movimento, e nasce dalla constatazione che sia illusorio ridurre queste problematiche a semplici operazioni matematiche nei bilanci delle istituzioni, perché più strettamente connesse a un deterioramento etico della nostra società. E’ vero che questo tipo di provvedimenti non risolve le questioni di bilancio, ma introducono elementi di giustizia sociale: reputiamo necessario un cambio di passo della politica che per prima deve offrire esempio di morigeratezza se chiede poi ai cittadini di agire secondo i dettami dell’austerità.
In questo contesto, si incastona la nostra proposta di legge che sottoponiamo al Consiglio regionale per dare un ulteriore segnale verso la riduzione dei costi della politica.
Nella proposta, agli articoli 1 e 2, già da questa legislatura si abroga l’indennità di fine mandato, ritenendo superato e assolutamente anacronistico questo istituto, poiché non ha più senso che il mandato elettivo preveda una sorta di “liquidazione” al pari di un qualunque rapporto di lavoro. Infatti l’indennità di carica, e per alcuni anche di funzione, rappresenta un adeguato surrogato per la temporanea sospensione della propria attività lavorativa durante l’esercizio del mandato, il quale deve essere considerato sempre come un servizio reso al Paese.
Nell’articolo 3, si propone invece la sospensione per un triennio dell’articolo 8 della L.R. n 14/98 che prevede lo stanziamento di somme di denaro a titolo di rimborso delle spese sostenute al fine di mantenere il rapporto tra eletto ed elettori, e per rendere più agevole l'esercizio della funzione. E’ il cosiddetto portaborse. Formula, quella della legge vigente, che appare fin troppo vaga e terreno di ambiguità.
Allo stesso modo, l’articolo 4 sospende per un triennio - in coincidenza con la prevedibile durata della crisi economica - le norme contenute nella legge regionale 5 Aprile 1988, n. 19, attraverso la quale viene determinata la diaria e rimborsi spese ai consiglieri regionali del Lazio.
In particolare l’attuale normativa riconosce ai consiglieri regionali, residenti in località distanti oltre 15 chilometri dalla sede del Consiglio regionale, un rimborso pari ad un quinto del prezzo di un litro di benzina super, per il doppio della distanza chilometrica percorsa in base a una media mensile calcolata in diciotto volte. Stessa
ratio per l’articolo 5 della proposta che interviene, sospendendoli, sui rimborsi ai consiglieri regionali per le spese relative a missioni sul territorio nazionale e all’estero, oltre alla diaria per ogni giornata impegnata in queste attività.
Riteniamo che l’attuale indennità di carica sia sufficiente al consigliere regionale per lo svolgimento delle proprie funzioni istituzionali, senza gravare ulteriormente sul bilancio regionale in questo momento di grave crisi economica, offrendo così un chiaro e incontrovertibile segnale di senso di responsabilità della politica verso i cittadini.
Segnale che viene sottolineato all’articolo 6 comma 2 con l’indicazione che gli importi recuperati dalla momentanea sospensione dei rimborsi e diarie, che ammontano a centinaia di migliaia di euro, vadano a costituire un apposito capitolo di bilancio denominato “Proventi derivanti dalla riduzione dei costi della politica per interventi a favore delle famiglie e dei soggetti socialmente deboli”, legando il risparmio dei costi della politica alla concreta realizzazione di politiche sociali.
Ci auguriamo di trovare orecchie attente e disponibilità all’interno dei gruppi del consiglio regionale. Noi comunque andremo avanti. Lo deve fare anche il Parlamento.
Cliccando sul link successivo sarà possibile leggere la Proposta di legge
Interventi per la riduzione dei costi della politica