
di Francesco Storace
Sono grato ai membri dell’esecutivo nazionale e ai segretari regionali che hanno voluto respingere le mie dimissioni. Nel documento approvato, hanno voluto anche rinviare il Comitato centrale e fissare una riunione del gruppo dirigente per articolare una o più ipotesi da formulare al partito nella sua sede di più vasta rappresentanza dirigenziale, il Cc appunto.
Verificherò il lavoro che sarà proposto, dirò la mia, ma intanto anticipo che le regole scritte nello Statuto non vanno in pensione.
Ci sono dirigenti, o alcune persone che abusano di tale titolo, che approfittano della rete per insultare e/o dileggiare tizio, caio, il segretario nazionale, quello regionale, quello provinciale e via discorrendo.
Tutto questo è sleale. Si tratta di un manipolo di soggetti facili da individuare, verso i quali intendo applicare senza indugio il primo articolo dello Statuto che afferma tra l’altro che “l’iscritto al movimento ha il dovere della lealtà”.
E’ mia intenzione discutere con il presidente del partito il tema di quegli iscritti incompatibili che continueranno a mettere in pratica azioni di slealtà verso il Movimento e, a loro tutela, potranno ricorrere all’articolo 4: “La deliberazione di incompatibilità dell’iscritto è adottata dal segretario nazionale del Movimento d’intesa con il Presidente ed è appellabile entro venti giorni esclusivamente presso il Comitato etico che decide insindacabilmente”.
L’articolo 21, sulle tutele, è ancora più preciso: “Gli eletti nelle cariche ed i componenti degli organi di direzione non possono essere rimossi prima della scadenza del mandato se non per comprovati motivi di assoluta incompatibilità con i principi e l’etica del movimento. La delibera è adottata dal Segretario Nazionale d’intesa il Presidente Nazionale, fatto sempre salvo il ricorso al Comitato Etico”.
E’ una previsione che riguarda tutti gli iscritti, fondatori inclusi, decisa dallo Statuto approvato all’unanimità dal Congresso nazionale del Movimento.
Terminata la fase delle assemblee regionali – 10 luglio 2009 – intendo verificare ciascuna struttura provinciale e regionale, sulla base delle relazioni che riceverò dai nostri rappresentanti delegati alla convocazione delle riunioni.
Sicuramente occorre prevedere il regolamento per l’elezione dei segretari regionali, previsto dall’articolo 10 dello Statuto. Saranno da me convocati, d’intesa col presidente – e sulla base del regolamento che il Comitato centrale dovrà elaborare e approvare – laddove sarà pronta la struttura organizzativa. Non a caso, la norma statutaria prevede la convocazione “del” congresso regionale e non “dei” congressi regionali, proprio perché è impensabile che un partito con due anni di vita possa essere già pronto ovunque all’appuntamento.
Del resto, l’articolo 14 dello Statuto afferma che “nel caso di impedimento o di revoca per gravissime inadempienze organizzative e funzionali (…)” il segretario del partito provvede “alla nomina di commissari, sentiti rispettivamente il Presidente del Partito ed i Segretari Regionali competenti”. Questa norma è chiara: i segretari regionali sono parte importante del processo di vigilanza sulle attività federali. E l’esempio è immediato: è sicuramente gravissima inadempienza rifiutarsi di partecipare a riunioni convocate per discutere come gruppo dirigente. E nei casi di specie, procederò a norma di Statuto.
Il Congresso del partito, articolo 11, si celebra ogni tre anni. L’ultimo si è svolto nel novembre 2008.
Questa nota vale per chi gioca al massacro.
Per chi ha a cuore la politica vale il post di ieri. Poi ciascuno di noi, me compreso, deciderà che fare da grande.
Chi non ha capito l’importanza del rispetto fra noi, non può stare nella stessa nostra casa. Ce ne sono altre. Molto più comode.
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