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PROBLEMA ROMA
La sinistra è a pezzi, il caso Marrazzo è lontano dall’essere dimenticato, ma a frenare la corsa di Renata Polverini verso la presidenza del Lazio rischia di essere l’amministrazione di Gianni Alemanno.
E’ da tempo che lanciamo l’allarme al sindaco di Roma, di cui non comprendiamo il tenace rifiuto a discutere i problemi che ci sono e che non vanno rimossi per quieto vivere.
Abbiamo la straordinaria opportunità di trascinare milioni di elettori ai seggi per sconfiggere definitivamente una sinistra che non merita di governare; eppure non si riesce a comprendere che senza entusiasmo la partita si fa più difficile. Soprattutto perché è il voto di Roma che decide chi vince e chi perde alle regionali.
Ormai sono troppi mesi che il consiglio comunale fatica a svolgere le proprie sedute. Gli errori di chi lo presiede, le assenze di troppi consiglieri della maggioranza, la presunzione di diversi assessori – soprattutto fra i più giovani – l’illusione di procedere a suon di deleghe ai dissidenti; tutto questo fa la cifra di una situazione politica assolutamente ingestibile.
In queste ore sta succedendo di tutto.
Nell’ordine: io ho dato le dimissioni da presidente della commissione Roma Capitale; il rapporto tra La Destra e il sindaco, un anno e mezzo dopo le elezioni, non ha visto formalizzare un rapporto di maggioranza che non è un regalo ma una conseguenza naturale dell’esito elettorale.
Ho fatto il mio dovere con grande lealtà, raggiungendo la scorsa settimana un risultato di grande rilievo quale l’approvazione, senza alcuna opposizione, di una delibera che consegna all’amministrazione 135 milioni di euro da spendere per investimenti, ma dal sindaco nemmeno un gesto di apprezzamento politico, nemmeno un passo per ricucire una ferita.
Se si vuole ostacolare Renata Polverini, non ci si riuscirà. La Destra sarà leale.
Ma non c’è solo questo: ieri in consiglio comunale la maggioranza si è clamorosamente spaccata. Si votavano i revisori dei conti, e l’importanza della funzione è nota. Ebbene, si è riusciti nel capolavoro di andare sotto.
Dei due consiglieri “spettanti” alla maggioranza, uno dei due è andato alla minoranza della maggioranza stessa; il voto segreto ha fatto venire allo scoperto i mal di pancia interni alla coalizione che dovrebbe sostenere Alemanno.
Terzo: in queste ore sta pensando alle dimissioni il capogruppo del Pdl capitolino, Dario Rossin, che è l’unico ad avvertire la responsabilità del momento e mi sembra la persona più seria della compagnia.
Risultato: il sindaco si consolerà con le nomine di fine anno che stanno per arrivare, ma la cifra elettorale la daranno i consensi dei romani e non i beneficiati di turno.
Complimenti… Storace al “Maurizio Costanzo Show”
Sabato 31 ottobre, La Destra ricorda Beppe Niccolai
Sabato 31 ottobre, a Roma, presso l'Hotel Universo, in via Principe Amedeo 5/b, a partire dalle ore 17,30, La Destra ricorderà la figura di Beppe Niccolai, con una manifestazione intitolata "Campanile, Nazione, Lavoro. Nel messaggio di Beppe Niccolai a 20 anni dalla sua scomparsa".
All'appuntamento, organizzato in occasione della giornata nazionale del tesseramento a La Destra, interverranno il segretario nazionale del partito, Francesco Storace, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, il sindaco di Brindisi, Domenico Mennitti e il responsabile nazionale del Dipartimento Programma de La Destra, Adriano Tilgher. UNA TASSA SULLA TASSA
Una tassa sulla tassa quella istituita dal Comune di Roma che, nel 2003, primo comune italiano a farlo, ha sostituito la Ta.r.s.u., Tariffa per lo smaltimento sui rifiuti solidi urbani, con la Ta.Ri., la Tariffa per la gestione dei rifiuti urbani, dovuta da chi occupa e conduce locali esistenti nel territorio comunale e voluta per redistribuire i costi di raccolta e smaltimento sulla base della quantità di rifiuti effettivamente prodotta.
Una tassa sulla tassa perché la tariffa applicata, richiesta e riscossa è assoggettata a Iva.
Ora, però, arriva la pronuncia della Corte Costituzionale, che nella motivazione della sentenza n. 238/2009 qualifica le tariffe per i rifiuti, indipendentemente dal nomen iuris alle stesse attribuito, quale tributi, escludendone l’assoggettamento all’Iva, “perché non rappresentano un servizio dovuto a contratto ma una tassa che, di per sé, non si qualifica mai come corrispettivo di un servizio”.
La logica conseguenza è che adesso i contribuenti sono legittimati a richiedere al Comune di Roma la restituzione delle somme indebitamente versate a titolo di imposta sul valore aggiunto (l’Iva, appunto) sulla tassa per lo smaltimento dei rifiuti urbani e sulla tariffa dei rifiuti, fatti salvi gli effetti dell’intervenuta prescrizione del diritto alla restituzione.
Il rischio, per il Campidoglio, è che in assenza di idonei atti che prevedano un piano di restituzione delle somme già percepite a titolo di aliquota Iva, si determinerebbe un rilevante contenzioso tra il cittadino-utente, legittimato attivo, e il Comune di Roma e l’Ama Spa – a cui è stata affidata la gestione della Ta.Ri. – legittimati passivi, con notevole aggravio di costi e oneri a carico del Comune, in caso di soccombenza.
Il problema da risolvere sta nel fatto che l’Ama, in data 9 settembre 2009, ha comunicato ufficialmente di essere tenuta, al pari degli altri operatori dei Comuni in cui è stata istituita la Tariffa rifiuti in sostituzione della Ta.r.s.u., a proseguire la fatturazione con Iva in assenza di novità legislative e interpretative da parte dell’Agenzia delle Entrate.
E questo nonostante la sentenza della Corte Costituzionale, in quanto azienda ambientale obbligata all’applicazione dell’Iva in base a interpretazioni ufficiali fornite dalla stessa Agenzia.
Ecco perché ho presentato una mozione in Consiglio comunale con la quale impegno il sindaco, la Giunta e l’assessore competente ad attuare, nel più breve tempo possibile, una serie di iniziative.
Innanzitutto attivare gli uffici competenti per verificare l’ammontare del debito fuori bilancio dell’Amministrazione verso i cittadini, derivante dalla percezione dell’aliquota Iva applicata sulla Ta.r.s.u. e sulla Ta.Ri., prevedendo allo stesso tempo gli strumenti finanziari per far fronte a tale debito.
Strutturare, poi, con idonei atti e procedure, al fine di non gravare eccessivamente sul bilancio Comune di Roma, un piano di restituzione delle somme percepite per l’applicazione dell’aliquota Iva sulla Ta.r.s.u. e sulla Ta.Ri, che consenta la detrazione delle suddette somme dalla tariffa da versare per gli anni successivi, fino all’integrale restituzione.
Ma c’è di più. E' necessario avviare anche una campagna di informazione e di pubblicizzazione verso i cittadini che possono richiedere la restituzione delle somme versate al riguardo e attivare, infine, presso i Municipi e l’Ama la distribuzione della modulistica necessaria per la richiesta di restituzione, rendendo la stessa disponibile anche online sul sito istituzionale del Comune di Roma.
Mi auguro che il sindaco Alemanno accolga con favore la mia mozione, nella consapevolezza che il cittadino ha diritto di essere tutelato e salvaguardato da eventuali abusi perpetrati a suo danno. E’ il mio impegno politico, è quello de La Destra.
LEGGI IL TESTO Mozione T.A.R.S.U. UN ANGLOAMERICANO A ROMA…
di Francesco Storace
Si sa, Roma è città fantasiosa e possono accadere le cose più strane. Ma ogni giorno se ne scopre una e ci piacerebbe saperne di più dal sindaco più fantasioso che si ricordi.
Sono un elettore di Alemanno e credo di avere il diritto di porre qualche domanda.
Lunedì prossimo verrà in consiglio comunale una delibera per istituire una fondazione Roma Mediterranea dal costo iniziale di un milione e mezzo di euro, i tre miliardi di una volta, che somiglia tanto a quegli enti inutili che fecero la fortuna di Raffaele Costa tanti anni fa e suscitano (ogni tanto) l’indignazione del ministro Brunetta. Io mi limito a chiedere a che serve e a chi serve.
La proposta che verrà sottoposta all’esame del consiglio comunale è stata adottata dalla giunta il 13 maggio scorso. Il giorno prima, il 12 maggio, una non meglio precisata Mercantile bridge limited – l’ho cercata invano su internet – chiede di aderire alla fondazione.
1) Si può sapere di chi si tratta? Sappiamo solo dalla proposta di delibera che è qualcosa – una società? una banca? un ente? non lo spiega nessuno… - che opera a Londra e gia’ cominciamo a chiederci che c’entra con il Mediterraneo.
2) Esiste una nota curriculare che ci spiega che cosa ha fatto di importante nell’area mediterranea? Quali iniziative ha promosso per lo sviluppo dell’area a cui il comune decide di dedicare una fondazione?
3) E poi, le date. E’ evidente che se la giunta adotta la decisione il 13 maggio, l’istruttoria è partita prima, anche se non si capisce dalla premessa della delibera su impulso di chi. E’ lecito chiedersi come mai, senza un solo atto a conoscenza del consiglio comunale, Mercantile Bridge Limited sapesse il 12 maggio della delibera che la giunta avrebbe approvato il giorno successivo?
4) Da quando opera questa società, ente o cos’altro è?
5) Le spese. La fondazione parte con 500mila euro messi a disposizione dei benefattori di Londra. Poi sia loro che il comune verseranno alla fondazione centomila euro a testa per ognuno dei prossimi cinque anni. Un milione e mezzo di euro. Possiamo saperne di più?
6) Nelle premesse della delibera ci si rifà alle dichiarazioni programmatiche del sindaco del 5 giugno dello scorso anno, che votammo favorevolmente anche noi. Roma capitale del mediterraneo, si legge a pagina 13, ma non si fa riferimento a fondazioni, bensì alla qualificazione della città come centro di servizi, con riferimento all’hub aeroportuale, al sistema fieristico, al centro congressi, a ospedali, università e formazione, all’interscambio culturale ed economico.
Quando mai si è parlato dello strumento della fondazione con soggetti almeno a me sconosciuti?
7) Lo statuto. La fondazione avrà sede legale a Roma. Si è già deciso dove? In un proprietà comunale? Avrà dipendenti comunali a sua disposizione? Non corriamo il rischio di costi aggiuntivi per la comunità oltre ai centomila euro annui?
- I fondatori diventano una casta chiusa. Se non gradiscono altri soggetti, restano solo loro: Mercantile Bridge Limited e il comune. Si prevede, infatti, la procedura del gradimento. E la trasparenza dov’è?
9) Le finalità della fondazione. Roma più internazionalizzata nel mediterraneo, eccetera eccetera. E il consiglio comunale? E la giunta? Tutto viene deciso da una fondazione? Diamo soldi pubblici a una fondazione che decide le le iniziative per valorizzare il ruolo internazionale di Roma e il consiglio comunale non ne deve sapere nulla?
Come si perseguono le finalità che non devono essere note. Indagini conoscitive, studi, ricerche, analisi, progetti, corsi, seminari, convegni. Che cosa direbbe sua eccellenza il ministro Brunetta? "Sprechi, consulenze, scandalo…". Ma lo fa il Campidoglio. Va bene così.
Ovviamente, non dovendo rispondere a nessuno, faranno tutto con chi gli pare.
10) Altra curiosità. Il sindaco è il padrone della fondazione. Ha trovato degli sconosciuti che tirano fuori un milione di euro, ma lui presiede il collegio dei fondatori che è costituito dal sindaco e dal rappresentante legale dei nostri amici londinesi. Questo collegio nomina il presidente del consiglio di amministrazione, formato da quattro a sei membri (il presidente è esterno ad esso). Due membri li nomina il comune, cioè il sindaco, altri due Mbl. I posti vacanti restano per eventuali altri soci che devono essere graditi. E se non sono graditi indoviniamo a chi...
Ovviamente, gli emolumenti non saranno gratuiti, li stabilisce santo collegio dei fondatori…
Ma a che serve 'sta roba?
Ovviamente, siamo sicuri che a queste domande sarà data risposta e se sarà convincente ne renderò pubblicamente atto, perché non faccio l'investigatore, ma il consigliere comunale.
Se ci sarà qualche comprensibile esitazione, presenteremo un limitato gruzzolo di emendamenti in aula per evitare errori all’amministrazione.
Magari si presenteranno a respingerli tutti quei consiglieri comunali che in queste ultime sedute hanno fatto mancare a ripetizione il numero legale...
Eppure, lo assicuro, saranno emendamenti assolutamente costruttivi.
Chissà se convinco a sottoscriverli qualche altro consigliere. Io ci provo.
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Una volta che saranno stabilite regole certe di accesso per la scrittura dei messaggi, il servizio sarà ripristinato e potrà nuovamente essere utilizzato secondo i criteri di correttezza, educazione e rispetto che hanno ispirato la nascita di questo spazio democratico di comunicazione.
Grazie
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di Francesco Storace
La questione del giallo delle dimissioni dell’assessore al bilancio del Comune di Roma, Ezio Castiglione, è molto più grave di quello che si pensa. Secondo informazioni molto autorevoli in nostro possesso, la lettera finora negata dal sindaco Alemanno è del 5 giugno scorso, ovvero del giorno prima delle elezioni Europee…
Castiglione denuncerebbe il caos nelle società partecipate del Campidoglio, a cui ha tentato inutilmente di porre riparo con una delibera sulle holding del gruppo Roma ferma da troppo tempo, e lo sperpero delle cospicue risorse ricevute dal governo Berlusconi.
Ancora ieri il sindaco negava novità nella vicenda.
Invece le dimissioni ci sono e lui non lo dice alla città.
Pretendiamo trasparenza.
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